Ciao mamme, volevo raccontarvi la mia esperienza con l’allattamento al seno di mia figlia Olimpia, sperando che magari possa essere d’aiuto a qualcuna di voi!

Appena nata Olimpia si attaccava al seno ma non ciucciava, o meglio provava, ma si innervosiva subito e piangeva. Ricordo ancora le due notti insonni in ospedale, lei nervosa e io in panico. Al momento delle dimissioni aveva perso circa 4 etti, per cui veniamo mandate a casa con “l’aggiunta” di latte artificiale. Passiamo a casa due giorni, in cui io cerco in tutti i modi di farla attaccare. Mi sento in colpa ogni volta che le preparo il biberon. Mio marito insiste con l’allattamento al seno, mia mamma continua a ripetermi che il latte artificiale sia la soluzione migliore.

Torniamo in ospedale per il controllo del peso, nel frattempo mi arriva la montata e Olimpia inizia a prendere peso. Quando le cose sembrano finalmente andare bene iniziano le ragadi e la mastite con febbre a 39. Decido di farmi seguire da un’ostetrica, lei mi corregge “l’attacco”, mi sostiene, mi rassicura e mi sottolinea l’importanza di dare latte materno alla creatura.

Io sto bene, Olimpia sta bene, e il primo mese prende più di un kg. Non mi importava se passavo le mie giornate sul divano, con le “tette al vento”, e con lei sempre attaccata. L’importante era che lei crescesse bene.

Alla soglia dei due mesi però Olimpia smette di prendere peso. È sempre più spesso attaccata a ciucciare ma io mi accorgo che in realtà non mangia. 

Sia la pediatra che l’ostetrica mi dicono di insistere, di non mollare,  io alternavo momenti in cui mi sentivo stanca, e “annullata”. Vedevo tutte le cose intorno che avevo da fare. Invece ero costretta sul divano con questa piccola “sanguisuga”, ad altri in cui sapevo di fare bene ed ero orgogliosa di me.

Un pomeriggio però,durante un corso di massaggi infantili, Olimpia ha iniziato a piangere e nulla la calmava. 

L’ infermiera  sostiene che la bambina abbia fame e mi fa sentire in colpa sul fatto che io insista con il latte materno. 

Mi sento fragile, chiamo la pediatra e le dico che volevo ricominciare con il latte artificiale. 

Esco, lo compro, arrivo a casa, preparo il biberon (60 ml) e glielo do. Dopo vari tentativi, Olimpia lo finisce e si addormenta.

Io mi sento sollevata. Continuo a ripetermi che avevo fatto la scelta giusta, che la bimba aveva finalmente la “pancia piena” e che non dovevo accanirmi con l’allattamento. Dopo 3 ore però,  Olimpia si sveglia, inizia a vomitare, tira su il latte, poi la bile, rimane rintontita, quasi sviene. 

Corriamo in ospedale, le fanno gli esami del sangue, gli esami delle intolleranze, la “rivoltano come un calzino” ma la bambina per fortuna sta benissimo. 

Ancora oggi non ho capito come mai Olimpia avesse avuto quella reazione. Io ho continuato per altre due settimane ad offrirle 30ml di latte in polvere a pranzo necessario per capire se la bimba prendeva peso. Dopo quel momento ho continuato con il seno, senza ascoltare più nessuno ma solo me stessa e mia figlia.

Purtroppo spesso noi mamme alla prima esperienza ci facciamo condizionare un po’ da tutti. Soprattutto sulla questione dell’allattamento al seno dove ci sono diversi pensieri.

Io vi posso dire che se voi volete allattare dovete farlo.

Non fatevi condizionare! Da chi vi dice che non avete latte, che non è sostanzioso, che i vostri bimbi non rientrano negli schemi delle curve di crescita.

Ogni mamma produce latte apposta per il suo bimbo, è naturale che sia così.

Ogni bimbo cresce a modo suo, non può rientrare in nessuna schema prestabilito!

p.s: queste nella foto siamo noi! Olimpia ora ha 16 mesi ❤️

LA_MANOLA