Devo ammetterlo, dopo aver passato una nottata di contrazioni in ospedale (succedeva una settimana fa) ci sono cascata. Sono andata in paranoia e mi sono fissata che Elisa dovesse nascere a tutti i costi.

E così via alla tarantella di spunti su “come avviare il travaglio”. Li ho sperimentati quasi tutti: camminare, nuotare, fare le scale, fare sesso…. (veramente difficile, oserei dire quasi acrobatico col pancione, ma non impossibile!) E poi ancora digitopressione, massaggi, cibi piccanti. Non ho escluso nulla tranne l’olio di ricino perché avevo timore di far del male alla bimba.

Ho passato una settimana di ansia che non vi dico. Non dormivo, sudavo tantissimo, continuavo a non capire perché questo benedetto travaglio non partisse. Ero nervosissima!

Poi per fortuna 3 giorni fa ho fatto una visita di controllo con la mia ginecologa e sono tornata in me. Mi ha fatto ragionare finalmente! Abbiamo guardato insieme la bimba e la dottoressa ha riferito che è ancora piccola e che ha ancora un sacco di liquido, pertanto ha bisogno di crescere ancora un po’ nel pancione. E io mi sono calmata subito.

Ho fatto i conti con il mio senso di colpa per aver voluto a tutti i costi farla nascere prima quando lei ha solo bisogno di stare dentro di me ancora un po’. Mi sono sentita troppo egoista! Quanto è dura la vita da mamma… dobbiamo sempre fare i conti con i sensi di colpa! Persino ieri quando Giulia ha ricominciato l’asilo nido mi sono sentita in colpa perché ero felice di portarla e di respirare qualche ora…. Però un minimo di routine per lei è stata ripristinata, la speranza è che accusi un po’ meno il colpo quando arriverà la sorellina. Se vogliamo parlare anche di regressione del primo figlio forse è meglio che prepari al volo un altro post perché nonostante Elisa sia ancora in pancia da una settimana a questa parte Giulia ci sta mettendo in difficoltà!

Comunque mi mancano solo 4 giorni al termine e finalmente ho ripristinato il mio equilibrio: sono felice che Elisa non sia nata prima! e ora che sono tornata in me mi sento divinamente. Dopotutto nove mesi sono passati velocissimi.

Mi sto coccolando la pancia consapevole che questi saranno per noi gli ultimi giorni e che poi non vivrò più questa esperienza. Perché col secondo figlio è così, se col primo sai che prima o poi lo rifarai col secondo sei certa di aver finito questa esperienza pazzesca.

Piango e rido ascoltando i calcioni che mi tira, coccolandola mentre salta per il singhiozzo…. Mi prendo in giro da sola quando realizzo che non riesco più ad alzarmi dal letto senza traino, quando ho il fiato corto già solo se canto la ninna nanna a Giulia. E quando devo infilare i pantaloni? Tralascio i dettagli… Non parliamo dell’impresa immensa di mettermi le scarpe!

E scrivo. Scrivo per ricordare quando avrò la nostalgia di questi momenti.

Elisa ti aspetto ma fai con calma, non ho nessuna fretta.