Ciao mi chiamo Rita, ho 32 anni, sono campana e voglio raccontarvi la mia storia.

Nel 2011 conobbi mio marito e nel 2013 decidemmo di sposarci per giugno 2014 fino a quando a dicembre 2013 rimasi incinta. Una gravidanza improvvisa ma fin da subito io e mio marito fummo felici.

Quella vita che cresceva in me ci avrebbe portato felicità e una vita nuova eccetto le famiglie non favorevoli.

La mia famiglia era contraria alla gravidanza prima del matrimonio. a famiglia di mio marito era più che altro preoccupata per il matrimonio di mia cognata (sorella di mio marito) che era programmato per settembre 2014 (mese in cui avrei partorito).

Nonostante tutto si andava avanti sia con i preparativi del matrimonio e sia con la gravidanza.

Quello che una mamma non si vorrebbe mai vivere !

Fino a quando qualcosa andò storto: la notte tra il 23 e 24 aprile 2014, sentii un dolore forte alla pancia, contrazioni ed emorragia. Il 24 fui ricoverata d’urgenza e lì scoprii che il bimbo voleva nascere. Troppo presto a sole 19 settimane (5° mese di gravidanza). I ginecologi mi spiegarono la situazione dicendomi: “a questa gestazione il feto non è compatibile con la vita,partorirà ma il feto morirà appena nato”. Una mamma non vorrebbe mai sentir pronunciare queste parole, una mamma non dovrebbe subire tutto questo dolore. Il 25 aprile 2014 alle ore 23:30 mio figlio è nato e morto in quell’istante e con esso una parte di me si è spenta. Un dolore troppo grande. Il senso di colpa mi assaliva e non riuscivo a placarlo.

Nella stanza dove ero ricoverata tutte mamme in procinto di partorire, in quella stanza tutti contenti. Tutti felici ed io mi sentivo fuori luogo e la mattina dopo decisi di firmare e tornare a casa. Il mondo mi era caduto adosso ma c’era il matrimonio da preparare. Quindi mi buttai a capofitto in tutte le preparazioni per non pensare ma la sera era difficile non farlo e quante volte ho pianto, troppe.

Il 14 giugno 2014 ci sposammo, una giornata felice, indimenticabile ed emanavo una felicità che credevo non possibile ma decisi che qual giorno avrei brillato. Il giorno dopo il matrimonio si partì per il viaggio di nozze tra Toscana, Umbria, Marche e Lazio, indimenticabile tutto ciò che ho visto, emozionante e vissuto pienamente.

Dopo tanti mesi dopo i risultati dell’esame istologico erano chiari: corionamnionite acuta di grado 2, stadio 2. La mia attuale ginecologa mi spiego di cosa si trattava e cosa era successo. La corioamnionite è una grave infezione batterica o virale che colpisce le membrane fetali e il liquido amniotico e che può causare parto prematuro. Realizzai che una stupida infezione, trascurata e non presa in considerazione mi aveva portato a uccidere mio figlio: dolore, paura e rabbia, tanta rabbia per quel ginecologo e per me stessa. Giorni e notti a piangere senza riuscire ad uscire da quel vortice di senso di colpa per non essere stata in grado di salvare mio figlio.

Riproviamoci, ma con tanta paura!!!

Una sera di settembre 2014 decisi che era ora di affrontare la mia paura più grande. Il desiderio di avere un figlio era davvero più forte di quel dolore che mi stava distruggendo l’anima e lo volevo con tutta me stessa. Iniziarono le nausee, un sintomo nuovo, sconosciuto ma io ci speravo anche se avevo paura e il 18 ottobre 2014, durante una normale visita di controllo la mia ginecologa mi annuncio di essere incinta.

Felice ma piena di ansia e paura, tanta paura di nuovo e riposi la protezione del mio bimbo alla Madonna e a mio nonno in cielo. Grazie anche alla mia ginecologa affrontati per la prima volta il cerchiaggio cervicale (operazione chirurgica nella quale si applica una sutura sul collo dell’utero per aiutare a contenere la gravidanza in utero e a prevenire il parto pretermine). Messa a riposo a letto per gli ultimi 6 mesi e il desiderio di non perdere un’altro bambino.

Il 21 maggio 2015 alle 21:41 nacque il mio bimbo arcobaleno, Emanuele Enrico a 38+3 molto velocemente, poche spinte e 3050 kg di puro amore. Amato, coccolato e desiderato con tutta me stessa e desideravo tanto poter dare al mio piccolo una compagnia perché era il solo piccolo di tutta la famiglia.

Quando Emanuele aveva 19 mesi, precisamente il 18 dicembre 2016 scoprii tramite il test di gravidanza di essere di nuovo incinta. Ero felice, ma molto preoccupata per lui perché sapevo di dover affrontare un’altro percorso a riposo però anche stavolta affidai tutto alla Madonna, a mio nonno e il suo fratellino in cielo.

Gravidanza gemellare.

Il 22 dicembre ero dalla ginecologa e mi confermò gravidanza singola di 5 settimane e si vedeva solo la sacca vitellino quindi mi fissò l’appuntamento per la settimana dopo per accertarsi che era tutto ok.

A distanza di una settimana quante cose possono succedere?!

Sta di fatto che come per magia da una gravidanza singola passammo ad una gemellare. La mia gioia era immensa, non so spiegare ma mi sentivo fortunata, qualcuno lassù mi aveva fatto un regalo davvero speciale, non smetterò mai di ringraziare per questo! Mio marito stava per sentirsi male ma io dalla gravidanza gemellare sono rinata.

La diagnosi quindi era gravidanza gemellare monocoriale biamniotica (i due feti, geneticamente identici, condividono la placenta ma si trovano in sacchi amniotici separati) quindi c’era il rischio di sindrome da trasfusione feto-fetale (i gemelli monocoriali hanno un’unica placenta e quindi condividono la stessa circolazione placentare. Esistono vasi placentari attraverso i quali il sangue va da un gemello all’altro. Abitualmente questo scambio di sangue avviene in maniera bilanciata. Cioè il sangue che passa dal feto A al feto B corrisponde abbastanza bene alla quantità di sangue che passa dal feto B al feto A.

Nel caso della sindrome da trasfusione feto-fetale avviene un passaggio di sangue che è prevalente in una direzione, cioè da un feto all’altro e in sostanza questo scambio di sangue non avviene in maniera equilibrata e se non diagnosticata in tempo si rischia la morte fetale) e anche questa gravidanza era tosta e non semplice da affrontare ma io avevo molta fiducia a differenza della mia ginecologa, e diciamo che me la sono passata comunque tra ansia e riposo a causa del cerchiaggio cervicale.
Fortunatamente, grazie a più di qualcuno lassù, la gravidanza è andata benissimo, nessuna sindrome, nulla e le mie gemelle venivano su una perfezione.

Fui ricoverata una settimana prima dalla loro nascita per tenermi sotto controllo e anche perché la gestazione gemellare termina massimo a 37 settimane. Le mie gemelle, Isabella Maria e Ginevra Maria sono nate il 13 luglio 2017 (il giorno di San Enrico, mio nonno si chiamava Enrico ed è anche il secondo nome di mio figlio ) a 34+6 con cesareo d’urgenza per contrazioni, pesavano 2,580 kg e 2,555kg. Io ho dovuto fare 2 trasfusioni di sangue per emoglobina insufficiente.

La mia famiglia.

Ora siamo una bella famiglia numerosa. Purtroppo non abbiamo parenti che ci possano aiutare. Miei sono in Toscana per lavoro. Mentre con i miei suoceri abbiamo chiuso i rapporti perché creavano solo problemi, per il bene dei miei bimbi ho deciso così. Quindi sono io a gestire bimbi e casa e quando mio marito non lavora, mi dà una mano.

Nonostante la gravidanza gemellare mi abbia portato una diastasi addominale ed un’ernia ombelicale. Io sono felice di aver avuto la possibilità di diventare mamma di 4 bimbi anche se solo 3 sono con me. Ma penso sempre che mio nonno si stia prendendo cura del mio bimbo e loro sono i nostri angeli che ci proteggono.

Da tutta questa storia è nato il mio nome qui su Instagram: la vita di una SuperMamma che non è per niente facile. Lo ammetto e qualche volta mi sento davvero sopraffatta e stanca, però i miei bimbi mi ripagano con la loro allegria, gioia e amore.

Rita