Ciao a tutti sono Giulia e ho 27 anni mamma di Samuele e Maria . Ho una bellissima famiglia. La mia strada è stata un po’ diversa da tutte le altre. Facendola breve mi sono fidanzata all età di 19 anni e subito sono rimasta incinta ed è nato mio figlio. Sono andata a convivere ,poi mi sono sposata. A seguire è nata la seconda .Ma oggi non voglio parlare di me ma voglio parlare di mio figlio.

Non ho mai avuto occasione di raccontare il mio vissuto né tanto meno di quello che mi è successo. Oggi voglio raccontare solo una parte della mia vita che riguarda la sua storia.. Tutto è iniziato tre anni fa . Mio figlio aveva da poco compiuto il terzo anno di vita e la piccola aveva un anno.

Tutto filava liscio finché un giorno anzi per una serie di giorni notai che mio figlio mostrava sintomi di stanchezza, sete eccessiva e a seguire pipì esagerata. Beh dovetti rimettergli il pannolino ed io non capivo il perché di questo regresso così inaspettato.

Arrivò il 19 agosto e dopo aver passato una nottata a cambiare 3 lenzuola bagnate di pipì, chiamai il pediatra e gli spiegai la situazione. La risposta del dottore fu questa: signora deve venire subito in laboratorio e portare un campione delle urine di suo figlio.. Senza pensarci due volte lo svegliai, gli feci fare la pipì in una provetta e di corsa scappai a portargliela..

Mi fece passare davanti a tutti., Fece un test alle sue urine davanti ai miei occhi e nel frattempo io non capivo cosa fosse quel test e cosa fossero tutti quei colori segnati sul test. Non riuscivo a domandare ne a chiedere nulla.. Il dottore era concentrato e silenzioso e aspettava L esito dei colori .Uscì il marrone e il lui molto freddo e diretto mi disse:Samuele HA IL DIABETE di tipo 1 Queste furono le sue parole. Da lì il mio cuore si è gelato non vi dico più nulla ma la mia vita è cambiata . Lo dico sempre a tutti ,ho iniziato una nuova vita! Siamo quasi al terzo anno  dall esordio del diabete e oggi come oggi questa “malattia” fa parte della nostra routine, ci conviviamo . Quel “coso” che porta al braccio non è un semplice cerotto , sotto c’è un sensore per misurare la glicemia , parte della sua vita ma anche della MIA.

Giulia