Tutti sappiamo che la lettura fa bene … ma sappiamo spiegare il perché?

Leggere libri, poesie, filastrocche, come anche cantare, cattura l’attenzione di chi ascolta e soprattutto dei bambini, grazie anche alla ritmicità, alla musicalità e alle variazioni di tonalità che diamo alla voce.

I bambini quando leggiamo per loro, viaggiano con l’immaginazione, e la presenza di libri con immagini permette loro di fissare meglio concetti che non sempre sono chiari (es. lo spazio, il tempo) e di costruire il loro mondo interiore. Crea delle certezze nel bambino; le storie si ripetono e i bambini amano anticipare quello che succederà nella storia.

Inoltre leggere rafforza il legame affettivo tra chi legge e chi ascolta.

La lettura nei bimbi piccolissimi?

“Ma perché DEVO leggere o cantare ad un neonato?!” “A malapena vede, non conosce il mondo, il significato di nulla, non può stare attento se non per qualche secondo!”

“Perché DEVO perdere tempo?!!”

È mai capitato di pensarlo?

No mamme e papà, non è MAI una perdita di tempo, se dedicata i vostri figli … e se leggete qui sotto capirete il perché 😉

Pensate che i bambini nella pancia iniziano a sentire già a dalla 28 esima settimana di gestazione, e a riconoscere le vostre voci. Quindi è assolutamente indicato cantare e parlare al pancione, anche se a volte possiamo sembrare impazziti, non lo siamo affatto!

 dimostrato che la voce materna, calma il battito e gli stati di agitazione del neonato.

Bene, allora, ancor prima della nascita, parliamo al bambino che vive nella nostra pancia lui ci ascolta ed impara a riconoscere la nostra voce.

Inoltre, ascoltare una storia o una canzone abitua i bambini a stare attenti e questa abilità sarà necessaria per gli apprendimenti successivi (parlare, leggere, scrivere).

Quindi, quando leggiamo o raccontiamo loro qualcosa, lo stiamo facendo anche per i loro futuro.

Pensate che i bambini a 6 mesi adorano già giocare con i libri, e anche “mangiarli” J.

Poiché iniziano a distinguere bene i contrasti più grossolani bisogna proporre libri con figure scure su sfondo chiaro (bianco-nero o colori vivaci a contrasto). Visto che li mettono spesso in bocca, i libri dovrebbero essere atossici e con pagine spesse, ancor meglio se di stoffa.

Iniziate a raccontare cosa vedete e cercate di ampliare con frasi che rafforzino ciò che avete detto (es. guarda il cane, sai che abbaia? Il cane fa bau bau).

Dai 6 mesi in su i bambini iniziano a stare seduti, o comunque ad avere un miglior controllo di testa e braccia, quindi possono manipolare libri di materiale morbido (stoffa, plastica). A questa età adorano soggetti che conoscono (animali, oggetti di uso quotidiano) fanno ancora fatica a sganciarsi dalla realtà del loro vissuto (l’astrazione è un’attività che arriva più avanti, quando riusciranno a riferirsi a qualcosa che non è qui e ora). Sono molto agganciati alla realtà che vedono, al loro quotidiano, all’immediato e che vivono.

Verso i 12 mesi, si possono iniziare a proporre libri cartonati (con bordo smussato), i piccoli iniziano a girare più pagine alla volta, analizzano anche meglio i dettagli, sono i momenti delle prime parole e quindi ciò che è stato insegnato e spiegato, lo ricordano bene poiché iniziano ad avere una discreta memoria.

Si possono iniziare a proporre libri con storie più complesse (causa-effetto).

Verso i 18 mesi, iniziano a sfogliare anche libri con fogli più sottili, hanno voglia di raccontare quello che vedono, e con il loro linguaggio fatto per adesso di singole parole che racchiudono una frase, narrano, a loro modo, la storia come fa la mamma.

Verso i 24 mesi, il vocabolario è più ampio, arrivano le prime frasi semplici e quindi, facilmente, i bambini toccando le figure del libro inizieranno a dire delle frasi su quello che vedono (es. mamma, mamma, qui bimbo magia delato). È possibile che inizino anche a volere libri che raccontino di soggetti diversi da quotidiano (es. storie di fate che vivono in posti magici e volano). A quest’età si sganciano dalla realtà e dal quotidiano, riescono a capire che un oggetto c’è anche se non lo vedono, e non è davanti ai loro occhi.

A 30 mesi i bambini scelgono i libri con le storie che preferiscono, per esempio che parlano di bambini della loro età, magari fantastiche, avventurose.

I testi devono essere semplici, è sempre meglio prediligere libri con molte immagini e poco testo scritto, che aiutano meglio ad agganciarsi alla narrazione e permettono ai piccoli lettori anche di raccontare alla mamma la storia. Ormai a quest’età i bambini hanno un linguaggio complesso, con frasi subordinate (es. il bambino ha un cane che abbaia) e possono raccontare storie brevi con l’aiuto della mamma che tiene il segno.

Altri piccoli consigli:

  • Tenete i libri sempre alla portata dei bambini (su comodini, ripiani bassi)
  • Indicate e fate indicare le figure sui libri
  • Trovate un momento tutto per voi, tranquillo, magari prima della nanna, eliminando televisioni e telefoni per farli addormentare
  • Variate il ritmo di lettura, lento veloce, creando suspense
  • Inventate le voci dei personaggi, usando la mimica per raccontare

 E soprattutto divertitevi mentre narrate … vedrete che risate!

Certo non ha tutti i bimbi piacciono i libri, ma provare non nuoce di sicuro.

Ricordatevi che non servono ore per leggere libri, solo qualche minuto … è una questione di abitudine!    

Quindi… leggete leggete leggete ai vostri figli!

Vi abbraccio.

Cinzia Luzzani

La mamma logopedista