La lineetta rosa su quel test di gravidanza che hai comprato al volo al
supermercato cercando di arrivare velocemente a casa per scoprire che si,
finalmente quella gravidanza tanto attesa era iniziata.
Chiami il tuo ginecologo e fissi un appuntamento “allora auguri signora”,
sono le sue ultime parole.
Il tuo cuore fa le capriole all’indietro dalla felicità.
Passano i giorni e la prima visita si avvicina.
Arrivi nel suo studio.
Entri timidamente e ti prepari a parlare con quest’uomo che cambierà
inevitabilmente il tuo modo di vivere la vita da adesso in poi.
Domande di routine e ecografia.
Ma la sua faccia non è delle più incoraggianti.
“non c’è battito.”
“potrebbe essere presto”
“fissiamo un nuovo appuntamento per settimana prossima”
“potrebbe non andare come vorrebbe”
“guardiamo già quando potremmo fissare l’eventuale raschiamento, sempre che
la gravidanza non si risolva naturalmente”
“sinceramente io non mi aspetto nulla di buono”
Tutte frasi che escono dalla sua bocca ma che viaggiano nella tua testa e a
cui non riesci a dare un senso.
Esci stordita da quello studio e torni a casa.
Massaggi la pancia come a dirti che in realtà va tutto bene.
Non può succedere a te.
Cerchi in internet qualsiasi speranza.
8 settimane di gestazione, potrebbe non sentirsi il battito perché è ancora
presto.
Leggi le mille testimonianze di chi, prima di te, ci è passata e ha avuto
un esito positivo.
C’è chi il giorno del raschiamento durante l’ultima ecografia ha sentito il
battito, chi ha ovulato più tardi e alla successiva visita era tutto
perfetto, chi aveva le beta basse e poi il giorno dopo si sono impennate.
Ti aggrappi a queste flebili speranze, sperando che anche con te si siano
sbagliati.
Trascorre la settimana più lunga della tua vita e ti presenti alla visita
col cuore pesante come un macigno.
“mi spiace, la situazione non è cambiata.”
“bisogna intervenire il prima possibile per evitare che lei debba  anche
partorire”
“emotivamente è meglio un raschiamento che in pratica neanche si accorge di
essere stata incinta”
“le prescrivo le pastiglie per fa sì che possa iniziare un aborto spontaneo
magari la risolve velocemente, se è fortunata”
Altre parole che vagano tra i tuoi pensieri..
Non stai sentendo più nulla.
La tua attenzione si è fermata alla prima frase.
Trattieni un magone che sta per scoppiare.
Non riesci più a stare in quella stanza.
Vorresti uscire e dimenticare che sia successo proprio a te.

Ovviamente l’aborto spontaneo non parte.
Ti ritrovi il giorno prefissato in quel reparto, dove altre mamme hanno
dato alla luce i propri figli, dove le infermiere cercano di evitare il più
possibile che tu le possa incontrare, ma non sanno che ogni bimbo che senti
piangere in lontananza per te è una pugnalata al cuore.
Ti accompagnano in sala operatoria.
“sarà veloce” ti dicono, come se a te importasse veramente.
“non sentirai nulla” beh, forse fisicamente, ma mentalmente sarai
distrutta, pensi.

Entri in questa sala fredda, dove il tuo ginecologo ti sta aspettando e
dove un’infermiera, che forse c’è passata anche lei, ti accarezza la gamba
e con occhi dolci ti dice di essere forte e che passerà, tutto questo
dolore passerà.
E senza neanche accorgertene, verserai la prima lacrima, perché fino ad ora
tutto è trascorso velocemente e in maniera confusa nella tua testa.
Ti addormenteranno.
Ti risveglierai dopo neanche un’ora, stordita e vuota.
Dentro di te non c’è più speranza.
Ti accarezzerai la pancia ancora altre volte.
Ci saranno persone che diranno
“meglio così, se è successo è perché qualcosa non andava”
“meglio ora che a gravidanza inoltrata”
“sei giovane ne farai subito un altro”
“dai a 10 settimane neanche ti sei accorta di essere incinta”
Nessuno riuscirà a capire il tuo dolore.
Piangerai da sola perché le poche persone che sapevano della tua gravidanza
non saranno di grande aiuto.
Perché prima dei 3 mesi ti consigliano di aspettare a dire a tutti di
essere in dolce attesa proprio per evitare poi di dare spiegazioni a questi
spiacevoli ‘inconvenienti’.
Eppure andare in giro a fare finta che non sia successo nulla non l’avevi
preventivato.
È dura e lo sarà per i prossimi giorni della tua vita.
Lotterai con le lacrime.
Lotterai con del malessere mentale cercando di dare una spiegazione al
perché doveva capitare proprio a te.
I giorni passeranno lentamente.
E il dolore pian piano si affievolirà.
Non scomparirà.
Solo, imparerai a conviverci.

Elisa