La stanza che ci aveva accolto era gialla, il colore preferito di papà. Il medico che ci attendeva era un uomo. Un uomo con lo stesso nome di chi  un tempo lontano, avevo spezzato il cuore e in quel momento era tornato per spezzare il mio…

È un uomo e Francesco con gli uomini si trova sempre. Dipendeva quel che faceva, gonfiava palloncini, faceva le bolle di sapone, le torte di play do e le dava da mangiare a un bambolotto… Ma a Francesco non importava tanto la sua attenzione era di pochi secondi, preferiva allineare piccoli cubi di legno… Lo chiamava, si girava qualche volta, ripeteva alcuni dei suoi movimenti ma tornava sempre su quei cubi. Dietro lo specchio eran presenti un team di medici, anche volti familiari.

Ci osservavano mentre facevano domande a papà che si trovava con loro insieme a Teresa ma Francesco non poteva vederli. Per un attimo mi ero ritrovata a pensare a quei film americani. Dove da quella parte c’erano i giudici e noi i colpevoli, ma distolto quel pensiero ero ritornata alla realtà. C’erano camion, telefoni, lenzuola per fare cucù,li usava per farlo ridere ma rideva poco, tornava su quei cubi. Finita l’osservazione, la famiglia si riunisce, loro si riuniscono poi tornano. Un esercito di medici… Ci guardarono, sapevano che eravamo preparati…

Poi quelle parole a confermare definitivamente quello che speravamo fosse un errore. Vostro figlio è AUTISTICO. Cominciarono a proporci delle prospettive di terapie, aba, logopedia, educatrice, parole che rimbombavano come in una scatola chiusa… E inesorabilmente il vuoto nel cuore…
La vita con noi non è mai andata leggera, poi questo.

Siamo stati fortunati. Si vive e convive con questo tipo di malattie. Conosco mamme che portano macigni sulle loro spalle e pagherebbero affinché il loro figlio fosse speciale come il nostro. Ma il cuore ormai era pesante, sanguinava lacrime. Ma quel giorno abbiamo battuto i pugni e puntato i piedi ancora più forte e ci siamo fatti ancor più coraggio per continuare la nostra battaglia. E dar la forza a chi come noi si trovava in quella sItuazione… Mio figlio è un bambino speciale ed io devo essere forte e all’altezza dei suoi sogni…

Giovanna