È buona prassi che il bambino fin da molto piccolo condivida il momento del pasto con mamma e papà.
Inizialmente, per i primi mesi, potrà essere posizionato nel baby set che alcuni seggioloni propongono per bambini che ancora non sanno stare seduti.
Il bambino comincerà a familiarizzare prima con i rumori e gli odori e piano piano con la gestualità che potrà osservare intorno a sé.

Inoltre, è una buona pratica familiare che il pasto diventi un momento di condivisione, di racconto, di incontro, soprattutto in famiglie sempre più impegnate con sempre meno momenti da trascorrere insieme: ritrovarsi a tavola e ripercorrere la giornata, le esperienze, le gioie, le difficoltà aiuta a ricreare un’atmosfera intima molto importante e rende il pasto un momento piacevole, a cui approcciarsi senza stress.

Non è il quanto o il cosa si mangia che deve catalizzare la nostra attenzione bensì la voglia di stare insieme, spegnere telefoni e televisione, e condividere sentimenti e racconti.
Far parte di questa dinamica da sempre, permetterà al bambino di considerarla parte della sua routine, di non approcciarla come qualcosa di cui diffidare quando arriverà il momento di assaggiare il cibo solido e, soprattutto, di avere la possibilità di acquisire una gestualità per imitazione.

L’imitazione è una parte fondamentale nel processo di apprendimento e di crescita di un bambino. Vedere i genitori che compiono dei gesti (usare le posate, infilzare il cibo, portarlo alla bocca, masticare, bere dell’acqua ecc.) farà in modo che questi gesti diventino un bagaglio cognitivo che lui potrà automaticamente richiamare alla memoria e all’azione quando sarà il momento. Il bambino si fida completamente dei suoi genitori per cui darà per scontato che se quel gesto lo compiono mamma e papà allora è un gesto che anche lui può compiere.

In questa fase diventa molto importante la figura del papà. Capita spesso, soprattutto nei bambini allattati al seno, che il momento del pasto venga delegato completamente alla mamma. Il passaggio dal latte al cibo solido diventa un’occasione per il papà di inserirsi in una dinamica molto importante per il bambino, in un momento di sviluppo e di stimolo che è fondamentale che venga condiviso anche con lui. Nel caso di bambini allattati artificialmente il papà ha già avuto occasione di interagire con il bambino durante i pasti. In caso di allattamento al seno, invece, è quasi sempre solo la mamma a vivere il momento. Per questo, lo svezzamento diventa un passaggio ancora più importante per le relazioni familiari: la mamma deve imparare a dare spazio anche al papà e non vivere come un “compito suo” quello di dar da mangiare al bambino e il papà deve chiedere esplicitamente di poter essere lui ad aiutare il bambino con i primi assaggi, magari mangiando un boccone per uno, così che il bambino possa prendere esempio anche da lui e, con i suoi tempi, imitarlo.

Maggiori informazioni sull’autosvezzamento si possono trovare nel libro sullo svezzamento: “Dire Fare Svezzare – Autosvezzamento dalla A alla Z“, un volume ricco di spunti e consigli pratici utili per affrontare lo svezzamento con serenità.