Iniziare lo svezzamento non significa eliminare il latte dalla dieta quotidiana o limitarlo ad una parte residuale.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte sostenuto come il latte, materno o in formula che sia, debba rimanere l’alimento principale della dieta di un bambino fino ai 12 mesi.
Questo significa, indicativamente, che, durante la fase di svezzamento, il latte può essere collocato almeno nei 3 momenti fondamentali che sono:
• colazione
• merenda
• post cena/pre nanna

Se dopo i pasti il bambino richiede il latte, possiamo tranquillamente continuare a proporglielo. Fino ai 12 mesi rappresenta un elemento straordinario per la sua crescita per cui non bisogna avere fretta di sostituirlo.
Chiaramente, come genitori, teniamo sempre alto il nostro livello di ascolto e comprensione.
Se siamo ormai vicini ai 12 mesi e capiamo che offrire sempre il latte subito dopo i pasti sta diventando una “scusa” per rifiutare qualsiasi cibo solido, cerchiamo di prendere i dovuti accorgimenti. Ma se questo avviene prima dei 12 mesi e comunque in accompagnamento ad assaggi di cibo normale non facciamoci prendere dalla fretta di eliminarlo.
Se invece il bambino dopo il pasto solido non richiede il latte possiamo prenderlo come un segnale che il suo corpo non necessita di altro in quel momento. Cerchiamo magari di riproporglielo a merenda in modo che l’apporto di latte si mantenga ad un buon livello.


Il latte prima della nanna è una delle domande che assilla le mamme. Magari il bambino ha già mangiato una cena abbondante. Oppure passa poco tempo tra la fine della cena e la messa a nanna. Ovviamente non è indispensabile darglielo se lui non lo richiede così come non ci sono motivi reali per negarglielo se ne sente la necessità.
A volte il latte è un fantastico rilassante per conciliare il sonno, perché negarglielo visto che fa pure bene?
Ricordiamoci sempre che gli adulti restiamo noi e che, senza bisogno di vietare qualcosa che viene richiesto, possiamo cercare di giocare sulle quantità (riducendole se riteniamo essere eccessive) oppure sul diluire il latte con un po’ di acqua (sempre che ce ne sia un motivo valido).

Autosvezzamento: come conciliare latte e cibo solido

Quindi, in sostanza, le poppate intanto continueranno con la cadenza abituale, ma inevitabilmente quelle vicino al pranzo e alla cena diventeranno sempre meno consistenti fino a scomparire.
In caso di allattamento al seno, se la mamma lo desidera, il consiglio è di proseguire anche fino ai 2 anni di età e oltre.
Se invece il bambino prende il latte in formula (o se dall’allattamento al seno si desidera passare al latte artificiale), il dibattito su quale latte utilizzare è acceso tra pediatri, nutrizionisti e addetti ai lavori.

Quale latte artificiale scegliere

Fino ai 12 mesi è comunque raccomandato scegliere un latte specifico per bambini (fino ai 6 mesi il latte adatto è indicato con il numero 1; dai 6 ai 12 mesi si parla di “latte di proseguimento” ed è indicato con il numero 2 – liquido o in polvere che sia). Il latte vaccino non è adatto a bambini sotto i 12 mesi in quanto apporta un eccesso di proteine e di sali minerali rispetto al reale fabbisogno, creando scompensi e provocando problemi ad un intestino ancora immaturo per questo alimento.
Dopo i 12 mesi, c’è chi sostiene sia possibile passare al latte vaccino. Alcuni pediatri consigliano di iniziare con latte intero fresco, diluendolo con l’acqua (prima metà latte e metà acqua, poi 2/3 latte e 1/3 acqua). Altri indicano come soluzione il latte parzialmente scremato, senza ulteriori dettagli.
Molti altri pediatri però, sostengono che sia più opportuno, almeno fino ai 24 mesi, somministrare il cosiddetto “latte di crescita” che presenta un contenuto minore di proteine (di cui la dieta dei bambini è fin troppo ricca) e un contenuto maggiore di ferro, indispensabile in questa fase di sviluppo.
La scelta tra latte vaccino e latte di crescita dopo i 12 mesi potrebbe quindi dipendere dalla quantità assunta e dal complessivo regime alimentare: se il bambino beve ancora una notevole quantità di latte è sicuramente più opportuno offrirgli il latte crescita. Se invece il latte venisse assunto solo a colazione e se durante gli altri pasti l’apporto proteico non fosse eccessivo si potrebbe tranquillamente passare al latte vaccino (circa 250/300 ml al giorno e comunque non oltre i 400 ml).

Svezzamento: bevande per bambini alternative al latte

In commercio esistono numerose bevande che vengono indicate con il nome di “latte”: attenzione a non cadere nell’errore di considerarle come un sostituto perfetto del latte inteso in senso stretto perché a queste bevande mancano diversi nutrienti che invece il latte garantisce (il calcio, fondamentale per un organismo in formazione e anche nelle età successive – mezzo litro di latte fornisce il 75% della quantità di calcio necessaria quotidianamente – oltre alla vitamina A e alcune vitamine del gruppo B, tutte essenziali per una crescita sana).
Questo non significa che non possano essere proposte ai bambini, l’importante è essere consapevoli del fatto che non sono sostituti di pari livello. Ai bambini che non gradiscono il latte possono essere offerti derivati quali formaggi, yogurt, budino ecc. affinché i livelli di nutrienti necessari vengano rispettati.
In commercio si possono invece trovare:

  • latte di capra: contiene proteine leggermente diverse da quelle del latte vaccino ed è molto digeribile;
  • latte di soia: si ottiene dai semi di soia ammorbiditi in acqua, macinati e spremuti per ricavarne il succo che viene poi diluito in acqua bollente e centrifugato. Normalmente viene integrato con zuccheri, grassi e sali minerali per dargli maggiore sostanza;
  • latte di riso: carente di proteine e ricco di carboidrati, non può sostituire il latte vaccino anche se può risultare una bevanda rinfrescante durante la giornata;
  • latte d’avena: molto simile al latte di riso come composizione. A differenza di quello di riso contiene glutine e non è quindi adatto ai celiaci;
  • latte di mandorle: è generalmente più calorico degli altri (spesso viene anche dolcificato). Apporta numerosi nutrienti utili quali acidi grassi polinsaturi, magnesio, ferro, calcio e vitamine del gruppo B.

Maggiori informazioni sull’autosvezzamento si possono trovare nel libro sullo svezzamento: “Dire Fare Svezzare – Autosvezzamento dalla A alla Z“, un volume ricco di spunti e consigli pratici utili per affrontare lo svezzamento con serenità.