La morte è un evento naturale e, prima o poi, grandi e adulti dovranno farne esperienza; ma ancora oggi a riguardo c’è un grosso tabù.

Molto spesso, gli adulti nascondono la morte ai bambini senza pensare che piuttosto che viverla nel mondo reale, ne fanno esperienza nel mondo virtuale o nei film.

Ciò non fa altro che rendere di difficile comprensione cosa sia la morte e cosa essa comporti non sapendo poi elaborare l’episodio luttuoso.

Tutti noi siamo pronti e ben disposti a parlare della nascita di un fratellino o del cuginetto e ciò dovrebbe accadere anche per gli episodi di lutto.

Su quest’argomento i bambini hanno un forte desiderio di confrontare i loro pensieri e le loro emozioni e soprattutto le loro paure facendo domande.

Non ci rendiamo conto che è il “non detto” ad alimentare il loro timore.

Il primo passo è dire le cose così come stanno e usare le parole per quello che sono, quindi si può iniziare a spiegare cosa sia la morte aiutando i bimbi a distinguere tra realtà e fantasia.

I bambini, inoltre, a differenza degli adulti, entrano ed escono dall’episodio luttuoso molto più velocemente.

 Può capitare che il giorno dopo l’esperienza del lutto tutto sembri normale e magari vederli piangere per la perdita del caro solo dopo qualche settimana o addirittura qualche mese.

Noi adulti dobbiamo aiutarli a dare un nome all’emozione che provano.

Gli si può chiedere di raccontare un momento triste o felice e magari di disegnarlo.

Frequentemente i bambini esprimono il dolore con i comportamenti, quindi può essere frequente trovarli distratti o tendenti all’isolamento.

Il nostro compito è stare accanto a loro ascoltandoli senza giudizio e senza fretta.