“NOI NON VENIAMO DALLE STELLE O DAI FIORI, MA DAL LATTE MATERNO.
SIAMO SOPRAVVISSUTI PER L’UMANA COMPASSIONE E PER LE CURE DI NOSTRA MADRE.
QUESTA È LA NOSTRA PRINCIPALE NATURA”

(SHAKESPEARE)

Sinceramente non ho mai creduto che potessi essere in grado di allattare mia figlia perchè sono sempre
stata molto magra ed, essendomi documentata sui benefici dell’allattamento al seno, ero anche un po’
triste ed amareggiata di non poterlo fare … diventare mamma, invece, è stata propria un’esperienza
totalizzante che ha completamente scardinato e ribaltato le convinzioni di inadeguatezza che ho sempre
avuto verso me stessa.
Infatti, sia la gravidanza prima che la maternità poi mi hanno fatto ricredere su molte mie (false) credenze,
che mi hanno portato a sottovalutarmi per gran parte della mia adolescenza: essere arrivata – da vegana e
crudista – ad 8 mesi e 3gg di gestazione ed aver partorito una bimba bella e sana di 3,290kg è stata la prova
che anche io sono una donna piena di energia e di vitalità.
Sono sempre stata una perfetta “tavola da surf” e trovarmi improvvisamente con due “bocce” gonfie e
stracolme di colostro (i primi 3 giorni e poi di latte è stata una grande soddisfazione che in parte ha
compensato la sofferenza fisica durata per almeno 2 settimane. Personalmente non ho mai avuto problemi
di mastite (ossia di infiammazione della ghiandola mammaria) nè di ragadi al capezzolo (che possono
provocare dolore e a volte sanguinamento) e ingorgo mammario per ostruzione dei dotti galattofori ma nei
momenti di intenso dolore ho trovato molto giovamento applicando prima della poppata impacchi caldiumidi o freddi subito dopo e consiglio a tutte di provare questo semplice metodo anche nei casi più gravi,
prima di ricorrere a interventi più drastici ed invasivi.
All’inizio, per il dolore e la tensione, ho dovuto usare un para-capezzolo per far succhiare Kristel Sundari.
Dato che il latte era veramente tantissimo e il dolore non diminuiva, ho dovuto affittare (in farmacia) anche
il tiralatte Medela che è stato davvero una grande benedizione visto che mi ha permesso di mettere da
parte diverso latte con la possibilità di far nutrire mia figlia dalla nonna quando sono dovuta andare a
tenere dei corsi di cucina rawvegan. Per almeno 6 mesi il frigorifero di casa sembrava essere diventato …
una latteria!

MA SAI PERCHÉ È IMPORTANTE E SUPER CONSIGLIATO ALLATTARE AL SENO?

Innanzitutto perché, dopo circa 9 mesi di intima unione madre-figlio all’interno dell’utero, proseguire con
l’attacco al seno consolida la relazione madre-figlio anche nel mondo esterno, permettendo un regolare
scambio e potenziamento energetico reciproco.
La durata dell’allattamento materno dipende da fattori individuali, sociali, culturali, storici ed ambientali.
Un tempo era ‘normale’ anche da noi in Europa allattare a lungo anche fino ai 5-6 anni di vita, sia per
insufficiente quantità di cibo di altro tipo, sia anche come metodo contraccettivo per evitare altre
gravidanze (Personalmente a me è ritornato il ciclo al 5°mese di nostra figlia Kristel Sundari ed anche se la
nonna paterna mi diceva che allora il mio latte era “annacquato” e senza più sostanza, ho proseguito ad
allattare in modo esclusivo la bimba fino al compimento del 9°mese per poi integrare il latte materno con lo
svezzamento – sempre 100% vegan – per il quale rimando agli articoli successivi).

QUANDO E PERCHE’ C’E’ LATTE?

La possibilità fisiologica della produzione di latte è legata alla suzione del bambino: finchè c’è suzione, c’è
produzione di latte. La durata dell’allattamento al seno spesso viene determinato dal contesto sociale e
culturale in cui vive il bambino: nel mondo occidentale fino a qualche anno fa allattavano a lungo le donne
poco acculturate e in condizione di povertà mentre oggi sono le donne colte e socialmente ed
economicamente benestanti che cercano di allattare più a lungo, avendo scoperto quanto sia vantaggioso il
latte materno per la salute e lo sviluppo intellettivo del bambino. Le indicazioni attuali della Medicina
Accademica e della Pediatria, seguendo le proposte dell’OMS e dell’UNICEF, propongono come tempo
ideale i primi due-tre anni di vita.

VANTAGGI NUTRIZIONALI DEL LATTE MATERNO PER IL BAMBINO

Il latte materno è in assoluto l’alimento ideale per il bambino, composto dalla Natura per fornire
esattamente ciò di cui il bambino ha bisogno (esistono anche delle controindicazioni all’allattamento
materno ma sono veramente poche, ossia: tubercolosi attiva non curata, uso di droghe, Aids e terapie
antitumorali)

LA SPECIFICITÀ DEL LATTE MATERNO PER LE ESIGENZE DEL CUCCIOLO D’UOMO È LEGATA ALLA NOSTRA
SPECIE DI HOMO SAPIENS, E NON AD UN’ALTRA, PER CUI SI PUÒ DIRE CHE IL LATTE MATERNO È SPECIESPECIFICO.

Se non ci limitiamo all’aspetto nutrizionale possiamo osservare che sia l’allattamento alla mammella che il
latte specie-specifico non solo forniscono tutti i nutrienti di cui il bambino ha bisogno, ma anche di difesa
dalle malattie e benessere generale per madre e figlio.
L’utilizzo di altro tipo di latte, specialmente di latte vaccino, che ha diversa composizione nutrizionale e che
contempla molecole irritanti e possibilmente allergizzanti non essendo adatte alla nostra specie, è
realmente dannoso.

VANTAGGI NUTRIZIONALI DELL’ALLATTAMENTO DIRETTO AL SENO

• temperatura del latte ottimale;
• carico di soluti ottimale: il latte di vacca ha un carico di soluti elevato che causa un carico renale
eccessivo;
• presenza della giusta quantità di proteine per la crescita del bambino;
• presenza della giusta qualità delle proteine: specie-specifiche non allergizzanti al contrario di quelle
del latte vaccino
• buon rapporto caseina: sieroproteine; questo rapporto è invertito nel latte vaccino in cui la quantità
di caseina è troppo elevata, risultando irritante per l’intestino;
• presenza di una buona quantità di zuccheri (lattosio), troppo scarsi nel latte vaccino;
• presenza di buone quantità di acidi grassi essenziali ed assenza di acido palmitico e butirrico che
chelano il calcio ed irritano l’intestino come nel latte vaccino;
• presenza di calcio e ferro di buona disponibilità;
• rapporto calcio: fosforo elevato, favorevole quindi per l’assimilazione del calcio;
• presenza di sostanze prebiotiche, utili per lo sviluppo dei batteri probiotici
• presenza di anticorpi protettivi;
• assenza di otiti da risalita di germi nella tuba di Eustachio per la posizione profonda del capezzolo
nella gola durante la suzione;
• protettivo per le patologie metaboliche dell’età adulta come obesità, diabete.
Il latte materno, per le sue caratteristiche compositive, è, e dovrebbe rimanere, un cibo peculiare della
prima età e specie-specifico. Infatti il suo uso incongruo, vale a dire oltre l’età infantile e non della propria
specie, può provocare fenomeni di intolleranza che vanno dalle reazioni allergiche tipiche (dermatiti,
eczemi, asma, rinite), all’anemia, all’ipercalciuria, alla stitichezza, ecc.
L’allattamento al seno soddisfa inoltre bisogni diversi dalla fame, quali la sete (data l’alta percentuale di
acqua presente nel latte), il bisogno di consolazione, di contatto e di contenimento, soprattutto nei primi
sei mesi ma anche in seguito.

LA COMPOSIZIONE DEL LATTE MATERNO CAMBIA NATURALMENTE NEL CORSO DELLA LATTAZIONE E
DELLA POPPATA:

  • il primo latte è acquoso e a basso contenuto di lipidi ma ricco di zuccheri, proteine e vitamine
  • il secondo latte è più denso e grasso

E’ quindi consigliato far svuotare per bene ogni seno durante la poppata, in modo tale che il bimbo possa
assumere tutti i nutrienti necessari per la sua crescita.

VANTAGGI PER LA MADRE

Schematizzando, l’allattamento materno favorisce il benessere della donna poiché:

  • aiuta facilmente a tornare al peso pre-gravidico;
  •  diminuisce il rischio di tumore al seno e alle ovaie, dall’osteoporosi e depressione post-partum;
  • alimenta l’intimità della relazione madre-figlio;
  • protezione anticoncezionale: l’allattamento al seno mantiene alti i livelli di progesterone e ritarda
    quindi il ritorno del ciclo mestruale;
  • protezione dalle complicanze post parto;
  • risparmio economico

È stato dimostrato che l’allattamento materno è particolarmente vantaggioso per la produzione di ormoni
che favoriscono rilassamento e serenità e che aumentano l’istinto materno e il legame affettivo con il
bambino. Nelle donne che allattano c’è una drastica riduzione dei casi di depressione post-parto.
Inoltre un contatto precocissimo con il bambino (nei primi minuti dopo il parto) stimola la produzione di
ossitocina grazie alla quale la contrazione dell’utero risulta più rapida. L’allattamento permette alla madre
di consumare i grassi accumulati durante la gravidanza, propria in vista del periodo di allattamento, e di
ritornare quindi facilmente al peso forma.

IL RUOLO del PAPA’

Sebbene alcuni padri si sentano esclusi dalla possibilità di nutrire il bambino, altri invece ritengono
l’allattamento al seno un’ottima esperienza di legame familiare. È importante che i doveri familiari e di
lavoro siano ridistribuiti in modo da gravare di meno sulle spalle della donna, che dovrebbe in questo
momento accudire il bambino.
Nel caso la donna debba tornare a lavorare quando il bambino è ancora piccolo, è possibile spremere il
latte materno (manualmente, o con gli appositi tiralatte reperibili in commercio) e conservarlo in frigorifero
(un giorno) o nel congelatore (tre mesi) per poi somministrarlo al neonato, possibilmente con un
bicchierino o un cucchiaino, o con il biberon. Anche se questo metodo non risponde al bisogno di suzione
non nutritiva, è comunque un ottimo metodo per permettere alla donna di allontanarsi dal bambino.

RIMEDI NATURALI PER FAVORIRE L’ALLATTAMENTO

FITOTERAPIA: ho supportato la meravigliosa esperienza dell’ALLATTAMENTO ESCLUSIVO AL SENO tramite
la “Tisana per la mamma” della WELEDA (creata in collaborazione con ostetriche e farmacisti, sostiene
l’apporto di liquidi richiesto durante l’allattamento e a base di fieno greco, anice, finocchio, cumino,
verbena) alternata ad una tisana preparata dalla mia erborista di fiducia a base di finocchio, anice, ortica e
galega.

AROMATERAPIA: inoltre ho utilizzato l’Olio per l’allattamento WELEDA (della linea 9 mesi) alternato ad
olio di mandorle bio con miscela di oli essenziali specifici per aumentare la produzione di latte (ossia:
basilico 7 gocce + salvia sclarea 6 gocce + geranio 4 gocce: mischiare gli oli in 20ml olio vettore ed applicare
sul seno , evitando i capezzoli, 1-2 volte al giorno)

La cosa bella dell’allattamento è la semplicità con cui può essere effettuato ovunque e la potente magia ed
energia che crea tra madre e figlio. Personalmente, sono certa che serberò i ricordi dell’allattamento a
Kristel Sundari come alcuni dei momenti più belli, indimenticabili e magici della mia vita.

RICETTA: ecco uno smoothie (frullato) gustoso e nutriente che agevola la produzione di latte:

ingredienti

  • 1 Banana
  • 1 tazza di latte di mandorla
  • 1 cc di sciroppo d’agave
  • 1/4 di tazza di fiocchi d’avena
  • 1 cc di olio di semi di lino spremuto a freddo (confezione da frigo)
  • 1 pizzico di cannella
  • 1 cc di semi di chia

Frullare tutti gli ingredienti tranne i semi di chia da aggiungere alla fine. Attende qualche minuto in modo
che i semi di chia si ammorbidiscano e gonfino e poi gustare.