Siamo chiusi in casa esattamente dall’10 marzo.

Da quando ho deciso di chiudere il bar perchè in giro continuava ad esserci troppa gente. Mio marito era invece in smartworking già da una settimana.

Le poche uscite, fino ad ora, sono state ogni 10 giorni per la spesa. Solo uno di noi e rigorosamente con mascherina, guanti e cappellino.

Ovviamente il marito, perché di stare a casa da solo per un’ora e mezza almeno, con tre mocciosi sotto i 7 anni non se lo sognava minimamente?.

Ho esattamente fatto in queste 5 settimane di quarantena: pulito i vetri e lavato le tende ( e mi son ricordata il perchè lo faccio solo 3 volte l’anno). Sistemato la legna e lavato il box. Lavato le 2 macchine. Preparato pizze, focacce, torte, biscotti, brioches, preparato le uova di pasqua ( avevo gli stampi ma sinceramente meglio che le preparino i pasticceri ?). Costruito maschere col das, disegnato e colorato tutti gli animali del mondo, visto almeno centossettordici volte il grinch ( qua per noi è ancora Natale). Fatto il cambio armadi, tagliato i capelli a tutti. Pulito
gli angoli più remoti della casa (che neanche nel 15-18) fatto un orto, imbiancato dove i muri erano di un colore indefinito.

Ed in tutto ciò, la mattina mi sono improvvisata insegnante. Litigando con le connessioni internet, arrabbiandomi perchè figlio numero uno non si ricordava il mese di maggio dopo aprile. Arrabbiandomi con figlio numero 2 che è stratosfericamente agitato appena apre gli occhi la mattina e proprio ora che l’asilo lo stava raddrizzando stiamo tornando al punto di partenza. Non dimentichiamoci anche del figlio numero 3 che ha 9 mesi ed è nella fase che in braccio dopo un pò non ci vuole stare, seduto neanche, in piedi dopo un pò non riesce e niente.. neanche lui sa cosa vuole.

Ho ringraziato però il cielo di avere la fortuna del giardino, almeno con il sole i bimbi uscivano a sgranchirsi le gambe.

Cucinato i pranzi e le cene per 5 persone e aiutooo rimpiango i giorni dove lavoravo 8 ore e quindi dovevo preoccuparmi solo della sera. Eppure in tutto questo trambusto, in tutto questo nervosismo della convivenza h24 7giorni su 7 ( soprattutto con il marito eh) ho potuto constatare la riscoperta dei veri valori, del mangiare tutti insieme senza fretta, del profumo del pane fatto in casa, dei film sul divano tutti insieme, del solletico la mattina appena svegli, nel lettone di mamma e papà senza che uno di noi due debba scappare al lavoro, della bellezza della nostra famiglia, che davamo per scontato e che stavamo mettendo in secondo piano.

Ecco c’è voluta una pandemia per far si che rallentassimo e che ci accorgessimo di noi prima degli altri. Il futuro mi spaventa. Non so come sarà il mio lavoro, come dovrò comportarmi e se varrà ancora la pena tenere aperto un bar. So che ho voglia, tanta, di ricominciare a fare caffè e cappuccini, ma so che avrò nostalgia di queste giornate lente che nonostante portassero nella mia mente tanta preoccupazione, riempivano il mio cuore di attimi cosi puri con i miei figli che non torneranno più.. e di questo, ma solo di questo mi ritengo fortunata.