Oggi per continuare con il #IODICONOALBULLISMO una mamma in anonimo si sfoga con noi raccontandoci la sua storia… “Sono una mamma di 30 anni vittima di bullismo. Tutto è iniziato alle medie, proprio nell’età dello sviluppo dove cresci, il tuo corpo cambia e inizi a diventare una piccola donna. Dopo la scuola e i compiti ci si riuniva nel cortile, per stare insieme, giocare, parlare e magari vivere i primi amori, le prime cotte. Io non sono mai stata interessata a queste cose, pensavo solo a divertirmi, giocare a pallavolo, passeggiare nel quartiere e amavo parlare tanto e ascoltare tanto. E questo fu il mio più grave errore ,una mia “amica” dell epoca prese una bella cotta per il mio migliore amico.
Era gelosa e la sua gelosia si trasformò in cattiveria nei miei confronti. Venivo emarginata. Fecero girare voci sul mio conto non vere, del tipo che non mi lavavo , a me inizialmente queste cose non mi toccarono minimamente . Pensarono quindi di colpirmi sull’aspetto fisico dicendomi che ero grassa. Ho cominciato a crederci, e li sono iniziati i miei problemi con il cibo. Non mangiavo non bevevo, buttavo la merenda che mia mamma mi dava per la scuola. Dimagrivo a vista d’occhio, e con tutto ciò loro ,perché poi l’unione fa la forza , continuavano a dirmi che ero grassa. Mi dicevano” ma ti sei vista… sei grassa… sei brutta… puzzi… se ti sono vicino e perché fai pietà, nessuno ti vorrà mai bene… sola sei e sola resterai. A loro si unì un gruppetto di ragazzi più grandi che come mi vedevano per strada mi lanciavo pietre e mi hanno menata con le mazze da baseball… Ora ho 30 anni, molte cose sono cambiate, molti di questi elementi io li ho perdonati, sono diventata la loro persona più fidata.
Mi hanno raccontato le loro cose più personali e nascoste ma la mia vita dopo quegli anni, è comunque cambiata. Hanno ammazzato la mia autostima, il mio volermi bene, il mio guardarmi allo specchio e vedermi realmente come sono… Il bullismo è ancora un grosso tabù e deve essere combattuto.
Non dobbiamo vergognarci… dobbiamo solo amarci un po’ di più.