Aborto volontario

Avevo 24 anni ero una ragazzina completamente immatura e diversa dalla persona che sono adesso.

Avevo una storiella nulla di che e quel pomeriggio dopo esser andata a vedere l’ultima partita di calcio del Brescia Roberto Baggio ha fatto anche il suo ultimo goal.
Vi garantisco che mi ricordo perfettamente quel pomeriggio in ogni suo particolare come se fosse adesso. Vado a casa sua a festeggiare e mentre facevo l’amore mi sono accorta che qualcosa di strano stava per succedere.

Dopo poco il ciclo non mi arrivava e capisco subito che quel qualcosa che avevo sentito era il fatto che ero rimasta incinta. Subito faccio il test ed avevo ragione. lo comunico subito a lui e lui prontamente mi dice sono solo affari tuoi.  Io l’unica cosa avevo già anche quando ero una immatura era il mio senso materno.

Lo comunico ai miei genitori sia del fatto che sono incinta e che lui assolutamente non lo voleva.  Se chiudo gli occhi vedo ancora il mio papà seduto davanti a me e con la sua semplicità, mi dice solo di pensarci molto bene e che qualsiasi mia decisione a lui sarebbe andata bene. E che se decidevo di tenerlo sarebbe stato ‘ suo nipote e avrebbe avuto il nostro cognome’. E che lui doveva assolutamente esserne fuori’ stesso discorso me l’aveva fatto la mia mamma.

Parlo con i miei genitori e mi dicono fai la scelta che vuoi tu noi ti saremo sempre e comunque vicino.  Ma di pensaci molto bene e sarebbero stati comunque al mio fianco!

Inizio a rinchiudermi in casa, continuo a piangere ed avere le nausea. Vado dal ginecologo che aveva firmato contro l’aborto gli racconto tutta la mia vita e la mia situazione e mi dice che in quella situazione forse era meglio fare una decisione come quello dell’aborto. Entro sempre più in crisi ed inizio comunque a fare tutto il percorso come se avessi deciso di abortire ma giuro non l’avrei mai fatto.

Mi accarezzo sempre la pancia e gli parlo si uso il maschile perché sono sicura che sarebbe stato un maschio e si sarebbe chiamato Mattia.

Continuo a star male.

Vado a fare tutte le visite a parlare con il consultorio e mi rendo conto che sono sempre più incasinata ed impaurita. Poi una mattina con le lacrime agli occhi capisco che non avrei mai dato un futuro al mio bambino e avrei dato una mamma si con l’istinto materno ma con vizzi molto forti che non vanno assolutamente bene con un bambino. Quindi capisco che é meglio assolutamente per lui di non portare avanti questa gravidanza.

Ci soffro piango ma è per lui la decisione migliore.

Mi ricordo perfettamente quella mattina ero in panico e non riuscivo a smettere di piangere avevo mia madre vicino a me. Mi ricordo quella barella che mi portava ad affrontare quella situazione. Mi ricordo la luce della sala operatoria e il grande grande freddo. Mi ricordo quando mi sono svegliata con quella sensazione di completo vuoto.

Quel vuoto che avevo dentro di me. Quel vuoto che mi sono portata con me fino a poco tempo fa fino quando non ho conosciuto la mia psicologa che mi aveva fatto capire che mi dovevo perdonare che avevo fatto la scelta più giusta per lui e con grande fatica mi sono perdonata ed accettato a pieno la scelta. Poi recentemente ho anche capito che lo dovevo considerare una parte di me e una situazione non da punirmi.

Ma questa è un’altra storia ed è davvero molto più recente!!

Appena l’avrò metabolizzata bene ve la racconto….