Storia

Un giorno negli abissi dell’ oceano Pacifico, il re dei fondali marini chiamò in riunione tutti gli abitanti pesci di quel vasto mare.
Il pericolosissimo squalo Parker osservò attentamente ogni singolo individuo per stabilire chi potesse vivere nel suo regno.
Per prime cacciò, con il suo sguardo, il branco di sardine, successivamente, cacciò il gruppo di pesci rossi che si dirigevano tranquillamente verso una grotta bucherellata nei fondali. Arrivò la specie dei pesci palla che impauriti, cominciarono a gonfiarci e a scappare.
Lo squalo Parker chiamò i suoi cugini: lo squalo martello, lo squalo tigre, lo squalo elefante, lo squalo balena e lo squalo Scharpouose, dalla terra messicana. Tutti e sei iniziarono a dargli pinnate violente e a insultarli dicendosi fra loro:”Hey ragazzi, vogliamo giocare a palla, tanto qui di contenitori gonfi con cui giocare ne abbiamo a millioni”.
I pesci palla se ne andarono scoraggiati, ma il più tosto del branco disse:” Dobbiamo fargli vedere di essere pesci dignitosi come loro”. Gli altri si convinsero e formarono un grande regno con tutte le specie di pesci scartati dallo squalo, dove tutti erano importanti. Lo squalo, avendo notato quell’alleanza che c’era in quel nuovo regno, si presentò alle porte e chiese scusa diventando amico degli altri pesci e ammise di essersi comportato male.

Riflettiamo insieme

Con questa storia vogliamo sottolineare, attraverso la metafora dell’abisso, che il bullismo è un fenomeno che si può presentare in ogni contesto; anche in quelli che meno ci aspettiamo. Pensate, quali potrebbero essere questi contesti? Ad esempio: per i bambini, potrebbe essere l’asilo, non ci si aspetterebbe mai che tutto questo potrebbe manifestarsi in un età così precoce. Nell’età adulta invece, potrebbe avvenire anche mentre si fanno le file alla posta o al supermercato. Nell’adolescenza, essendo una fase transitoria possiamo riscontrare più di qualche esempio…A tutti noi almeno una volta è capitato, vi va di raccontarci la vostra esperienza?

Un saluto da Laura, Marta e Chiara.