Siamo arrivati quasi alla fine del nostro percorso esclusivo e anche con te, come con i tuoi fratelli, è avvenuto tutto nella maniera più semplice possibile.

Ti stai staccando da me in maniera quasi impercettibile, facendo un passo dopo l’altro in completa autonomia.

L’allattamento tanto ti toglie, ma tantissimo ti da e quando ci si avvia verso la fase finale, vorresti ricominciare quasi dall’inizio perché ormai hai dimenticato il dolore e la fatica dei primi giorni, gli ingorghi, il dormire poco e quell’odore di latte che ti ha accompagnato 24h/24.

Ricordo ancora l’inizio dell’allattamento di Andrea. Forse complice l’inesperienza ed il fatto che fosse il primo figlio, ma l’allattamento ha tardato ad avviarsi. In ospedale la montata lattea non arrivava e Andrea perdeva peso. Il calo fisiologico era al limite previsto appena ci hanno dimessi e una volta a casa la situazione non è migliorata. Dopo due giorni ci hanno fatto tornare per una visita di controllo ma anche li invece di confortarmi, avevano stabilito che se al primo controllo con la pediatra il bambino non fosse aumentato abbastanza, dovevo passare al latte artificiale.

Io ho pianto come non mai. Mi sentivo una mamma incapace, non in grado di sostenere mio figlio. Non so spiegare la sensazione che subentra nella nostra testa nel momento in cui l’allattamento non si avvia nella maniera meravigliosa che tutti descrivono e complici anche gli ormoni, ci sentiamo delle nullità.

La mia fortuna è stata che, nonostante tutto, Andrea aumentava sempre di pochissimo ed era un bimbo sereno e che dormiva la maggior parte del tempo.

Poi qualcosa si è sbloccato. A ben dieci giorni dal parto ho avuto la montata lattea. E dal non aver latte prima, poi ne avevo per una squadra di calcio..

Con Sebastian l’allattamento si è avviato in ospedale invece, al terzo giorno ho avuto la montata lattea e lui si è attaccato senza nessun problema, anzi, ha dovuto passare 24 ore nella culletta per l’ittero, eppure sono riuscita a tirarmi fuori il latte e a darglielo senza risentirne minimamente.

Con Mattia è filato tutto liscio come l’olio. Nessuna fatica nell’avviamento, nessuna interferenza con il ciuccio, nessuna fatica con lo svezzamento.

Con tutto ciò però, non mi sento una mamma migliore di altre solo perché ho avuto la fortuna di allattare tutti i figli per un anno e poco più..e neanche peggiore di altre perché ho allattato per “solo” un anno.

Abbiamo tutte le nostre motivazioni, le nostre esperienze positive o negative, le nostre notti in bianco, le nostre preoccupazioni, il nostro voler dare il meglio ai nostri figli.

Siamo sempre e comunque tutte mamme e dovremmo sostenerci a vicenda senza puntarci il dito contro, senza pensare di essere una migliore dell’altra.

Io adesso so per certo che tra pochi mesi non mi cercherai più per attaccarti a me e guardarmi con quegli occhioni mentre con la manina giochi con i miei capelli, trovando nel latte che stai bevendo, la sensazione di calore e amore.

Ma so anche che tra pochi mesi, nonostante non ti allatterò più, quando ti prenderò in braccio per coccolarti, mi guarderai lo stesso con quegli occhioni, giocando lo stesso con i miei capelli ed avendo lo stesso la sensazione di calore e amore che solo una mamma sa darti.

Sei pronto.

E se lo sei te, lo sono anche io.

Elisa