Il lavoro fa male.. lo dicono tutti, cantava Irene Grandi!
In certe occasioni, invece, il lavoro ti salva!

Quando diventi mamma, la tua vita cambia, in un certo senso direi che la tua vita si annulla, si stravolge, fa una capriola e prende una strada completamente diversa dalla precedente.
Prima di diventare mamma, la maggior parte della giornata veniva trascorsa sul luogo di lavoro, il resto della giornata con le amiche, sport, divertimento.

Dal momento in cui diventi mamma, invece, l’intera giornata è dedicata a quell’ essere minuscolo che hai portato dentro di te per ben 9 lunghi mesi. Ora lui è lì, tra le tue braccia, e piange, e fa la cacca, e vuole la tetta, vuole le coccole.
Tu ti dedichi completamente a lui, nel mio caso a loro! Sei prosciugato di energie, di ore di sonno, ma anche di amore. E’ incredibile quanto amore possano generare due creaturine di pochi giorni di vita.

I primi mesi, ma anche il primo anno, per me è stato un attaccamento quasi morboso. Non che fossi gelosa delle bimbe, e non volessi farle vedere o tenere in braccio, assolutamente, ma facevo fatica a staccarmi da loro.
Quando per motivi di forza maggiore dovevo allontanarmi, volevo che tutto fosse sotto controllo e lasciavo un sacco di appunti sulle procedure da seguire prima di dare il biberon, le creme da utilizzare, come preparare il brodo, gli orari in cui addormentarle, etc.

Fino all’ anno di vita sicuramente non sarei riuscita a staccarmi da loro tutti i giorni per mezza giornata per rientrare a lavorare. Ma il problema non si è minimamente posto perché l’azienda in cui lavoravo non mi ha dato modo di scegliere e visto il contratto in scadenza, ha deciso di lasciarmi a casa.

Lavoravo negli uffici di una ditta di abbigliamento. Un lavoro che adoravo davvero, mi piaceva tanto e ho conosciuto delle persone splendide che a distanza di anni restano tra le amicizie più belle che io abbia. Mi sarebbe piaciuto tornare a lavorare li, ma effettivamente sarebbe stato troppo complicato per me. Avrei dovuto trovare una baby-sitter, qualcuno di fidato, con esperienza, e alla fine del mese probabilmente avrei fatto pari con lo stipendio. Per mantenere il posto di lavoro sono sacrifici che si fanno, ma nel mio caso non ho avuto scelta.

CONTRATTO NON RINNOVATO.

Senza parlare del discorso Part-time. Era stato subito messo in chiaro che non sarebbe stato concesso a nessun dipendente! Beh dai per una mamma di gemelle con una nonna che lavora, l’altra che deve badare all’altro nipote, facilissimo rientrare a lavorare a tempo pieno!!!

Il problema del lavoro è un grande ostacolo per noi mamme. Se non si hanno risorse disponibili come i nonni (che non devono lavorare, devono essere giovani, ed essere disponibili ad impegnarsi tutti i giorni), non è per niente facile.
E così ho trascorso ben tre lunghi anni a casa da qualsiasi lavoro, insieme alle mie scricioline!
Per quanto potessero donarmi amore, gioie e soddisfazioni, iniziavano ad essere davvero impegnative, sia fisicamente che mentalmente.

Tornando a quello che ho scritto all’ inizio, nel giro di due anni, la mia vita si era completamente stravolta. Non avevo più un lavoro (o meglio lavoravo h24 come mamma, ma non ero retribuita), vedevo quasi tutti i giorni solo le bambine, uscivamo e vedevamo spesso amichetti e amiche mamme, ma diciamo che la mia vita precedente era completamente un’altra cosa.

Nel frattempo le bimbe avevano quasi 2 anni, iniziavano ad essere nella fase dei terribili due. C’è chi ci crede e chi no ma io l’ho vissuta davvero questa fase. Io stavo rischiando di impazzire. Non ho avuto crisi post parto, ma avrei potuto inventarmi la crisi dei due anni!!
E così insieme a mio marito abbiamo deciso di iscriverle all’asilo nido solo 4 ore la mattina. Non avevo assolutamente idea di quanto potesse costare un asilo nido, ma abbiamo valutato di fare questa scelta per il bene mio e delle bimbe. Volevamo che si abituassero a staccarsi un po’ da me, a mangiare e dormire con persone diverse da me, anche in preparazione alla scuola materna. Ovviamente anche per me, per riuscire ad avere 4 orette per fare la spesa, per farmi una doccia, ma anche per prendere un caffè con le mie amiche, perché no?

Avendo solo 4 ore a disposizione, non avevo neanche cercato un lavoro, e per fortuna oserei dire. Diciamo che il primo anno di asilo sono più i giorni che erano a casa per malanni che quelli che frequentavano! Quindi non sarebbe stato possibile andare anche a lavorare.
A fine 2018 la disoccupazione era finita e le bambine avevano iniziato ad andare alla scuola materna. Per noi anche il primo anno di materna è stato massacrante con le malattie. Ci sono dei mesi in cui hanno frequentato solo 4-5 giorni.

Avevo iniziato a lavoricchiare per qualche mese, mi aveva chiamato uno studio commerciale per andare ad aiutare sotto scadenza (prima della ditta di abbigliamento avevo lavorato 6 anni in uno studio commerciale), ma non ero felice. Non mi soddisfaceva, e avevo sempre il problema di trovare qualcuno che tenesse le bimbe quando stavano male.

Finché un bel giorno, parlando con mio marito, ci siamo detti che io avrei dovuto trovare un lavoro flessibile, che mi permettesse di organizzarmi liberamente. Mi ha chiesto quale lavoro mi sarebbe piaciuto fare e io di getto ho risposto “vorrei vendere il Bimby”.
Chi mi conosce sa quanto io sia innamorata di questo prodotto e mi sono accorta che anche se non era il mio lavoro, lo pubblicizzavo sempre alle mie amiche! Volevo provarci!
Ho fatto una telefonata e a maggio 2019 sono diventata incaricata alle vendite Bimby Vorwerk.
Il lavoro ti salva! Lo penso davvero! Sono felice, sono soddisfatta, sono entusiasta.

Ovviamente il problema delle bimbe che si ammalano resta, ma riesco ad organizzarmi in modo autonomo e finalmente dopo che ho lavorato, che ho fatto qualcosa che mi appassiona, quando trascorro il tempo con le bimbe sono più felice e più rilassata! Ho voglia di giocare e di stare con loro (una sensazione che prima non avevo mai provato).
E’ partito tutto per gioco, per sfida, e a distanza di un anno ora posso dire che finalmente ho trovato il mio lavoro.
Ed è un lavoro che amo e che faccio con passione.

Molte persone sono obbligate a tornare a lavorare quando i bimbi sono ancora piccoli e so che è una sofferenza per cui non voglio lamentarmi per come sono andate le cose, ma anche stare a casa tutti quegli anni, vi assicuro che ti fa spegnere dentro.
Ora che ho trovato il MIO lavoro sono davvero felice.

Mirka