Era il 10 giugno 2013 di notte io e la tua nonna siamo corse in ospedale dopo quella piccola goccia di sangue con il cuore in gola e gli occhi gonfi.

Nell’ agitazione, siamo entrate al pronto soccorso, ma non era quello corretto, quindi la nonna mi ha spinto in carrozzina per tutto l’ospedale.

Quella notte la nostra paura era davvero tantissima.

Ma la nonna come sempre cercava di nascondere la sua paura per tirarmi su di morale.

Durante l’attesa che sembrava interminabile continuavo a ripetermi che amore mio tu non potevi andartene.

Non dopo che ti avevo promesso che ti avrei protetto.

Ed in quelle ore di attesa durante quella notte interminabile ho preso tante decisioni.

Ho anche deciso che avrei scritto un diario giornaliero, dove raccontare tutto ciò che accadeva durante i nostri 9 mesi, così è stato ho scritto giorno per giorno le sensazioni e le visite che facevamo.

Anche se sai perfettamente che non sono assolutamente brava a scrivere.

Le parole del ginecologo dopo quelle ore di attesa mi hanno parecchio tranquillizzato perché tu amore mio eri ancora con noi.

Il giorno dopo il nostro meraviglioso ginecologo mi ha prescritto una cura di progesterone per aiutare la nostra gravidanza.

In più completo riposo e non situazioni di stress.

E per me amore mio, era difficile ma tutto questo lo dovevo a te che crescevo dentro di me.

Nei giorni successivi abbiamo iniziato a fare tutti gli esami consigliati, compreso quello che mi faceva tanta paura, il test combinato.

Ma qualsiasi cosa potesse succedere, tu eri la mia bimba ed io la tua mamma.

Non ti dico come trattavo il tuo nonno, la tua nonna e la tua zia in attesa di quel risultato.

La tua zia, che con il coraggio che la contraddistingue e l’amore folle che prova per te è stata l’unica a trovare il coraggio di leggere quel risultato e di comunicarmelo con un paio di calzini dolcissimi di color neutro.

Tu stai benissimo.

La gravidanza procede alla grande.

Fare tutti gli esami senza il tuo papà mi dispiaceva, ma io sapevo che comunque era con noi.

Lo conosci che sa sempre tutto di tutto e di tutti. E sapeva anche della scialorrea.

Vanessa