Eccoci con una nuova puntata per ABC-eliachia. La scorsa volta abbiamo parlato delle attenzioni da avere in caso di ospite celiaco. Ma cosa succede se invece il celiaco esce a cena?

Bisogna dire innanzitutto che ci sono dei locali informati dall’Associazione Italiana Celiachia e che fanno dunque parte del suo circuito Alimentazione Fuori Casa. Qui il celiaco può stare tranquillo perché l’associazione provvede anche a controlli periodici e il cibo servito dovrebbe dunque essere esente da contaminazioni.

Non sempre però è possibile recarsi in un simile locali. In questi casi, come si capisce se il ristoratore è affidabile? Per quanto mi riguarda, visto che se sbaglio sta male mia figlia, mi fido raramente. E se decido di fidarmi è solo dopo aver fatto il terzo grado al ristoratore e aver ricevuto risposte rassicuranti. In genere chiedo solo se hanno un menu dedicato e poi come gestiscono le contaminazioni. A far la differenza sono le risposte.

In dettaglio, non mi fido se mi sento dire:
– “che grado di celiachia ha”, perché non esistono gradi. O sei celiaco o non lo sei
– “se mangia glutine sta tanto male” perché che senso ha? Non è che se sta male poco allora va bene
– “ma va in shock anafilattico?” perché un celiaco non è un allergico e non ha come reazione uno shock anafilattico
– “si vabbè, una bistecca gliela facciamo che la carne va sempre bene” perché non è del tutto vero e poi questa superficialità non mi rassicura per niente

Tutte queste frasi evidenziano scarsità di conoscenza della malattia per cui evito. Però sono atteggiamenti personali, ognuno ha il suo metro di tolleranza. Il mio è molto corto, a ben vedere…