Primo novembre 2018 la giornata della svolta!


Già da una settimana avevo preso l’abitudine di arrivare in ospedale per le 8, così da imparare a fare il bagnetto ad Alice e prendermi cura di lei per la maggior parte del tempo. Quindi ogni giorno sveglia alle 6 e alle 8 la mia bici era già parcheggiata nel cortile dell’ospedale. Pranzavo da sola o insieme ad altri genitori della Tin e verso le 20 mi avviavo verso casa.

Ma quel giorno ci fu la svolta!
La mattina feci il bagnetto ad Alice e per poterla spostare dalla culla dovevo togliere le nasocannule. Una volta finito, la guardai.. i parametri erano stabili, nessun suono o bip per poca ossigenazione. L’infermiera si avvicinò e mi disse “tienila pure un altro po’ senza ossigeno, vediamo come va..sembra proprio che stia reagendo bene e che non le serva” e mi guardò con un sorriso splendido e gli occhi pieni di gioia! Io felicissima, ovviamente, le dissi “certo!”. E Alice stette così fino al pomeriggio!

Dopo le 16 iniziarono a girare delle voci di corridoio… Gli infermieri passavano e guardandoci dicevano “c’è aria di promozione qui” , e anche “piccola Pintus a breve tocca a te”.. tutto questo perché nel pomeriggio c’era un “traffico di culle e bambini”. Detto così sembra una cosa losca, ma in realtà stavano arrivando bimbi nuovi che avevano bisogno di stare in Tin per un po, e altri invece che finalmente venivano promossi e trasferiti nel reparto di pediatria.



Dopo nemmeno un ora, “mamma Pintus , trasferiamo Alice nell’altro reparto! Ormai è grande ed è ora di compiere l’ultimo passo prima del rilascio definitivo!”

Sì, perché dopo la Tin si va in pediatria e lì si sta “come a casa”.

Potete immaginare la mia felicità.
Ovviamente avvisai subito Ale, che magari passava in Tin e non trovandoci gli sarebbe venuto di sicuro un’infarto!
Quindi subito messaggino al babbo❤️

Verso le 17.30 tutto era pronto per il trasporto in ambulanza. In pochi minuti eravamo nel nuovo reparto. Tante mamme già le conoscevo, ed è stato bellissimo incontrarci di nuovo lì, ad un passo dal prossimo traguardo..casa!

Ero stanchissima.. non so se capita anche a voi, ma quando provo emozioni forti mi stanco molto più in fretta e il peso della stanchezza si triplica, come avessi un peso enorme sulle spalle che mi porto dietro per tutto il giorno.

Però la felicità era molto più grande.
Dopo pochi minuti arrivò la dottoressa Alessandroni. Una donna forte, straordinaria, che ama il suo lavoro e i bimbi come fossero tutti figli suoi.. una donna con un cuore e uno spirito positivo immensi!

La prima cosa che mi disse fu “ma che bello avervi qui, ora sa che facciamo?leviamo queste nasocannule che ai bambini piacciono tanto, così li facciamo arrabbiare un po'” e sorrise!
Lei è così.. decisa, sorridente e positiva!
Impossibile non amarla❤️
A novembre dell’anno scorso è andata in pensione e sono fiera di aver avuto l’onore di averla conosciuta!



Quindi via l’ossigeno.. è l’ora della pappa.. biberon mignon e si comincia.

Il “percorso biberon” , così lo chiamo io, è stato davvero impegnativo.. Alice doveva imparare a poppare, respirare e deglutire. Vi sembrerà una passeggiata ma, per un neonato nato prematuro, è davvero complicato.. è una cosa nuova. Chi nasce a termine, nasce con l’istinto di farlo, i prematuri come Alice non hanno questo istinto sviluppato, e bisogna, quindi, indurli a svilupparlo!

Si fanno varie prove.. sì prova con il biberon e spesso dopo 2 poppate era talmente stanca che crollava e quindi dopo qualche minuto si procedeva con il gavage, cioè con l’alimentazione forzata: un tubicino finissimo che si inserisce dalla bocca fino allo stomaco, collegato ad una siringa piena di latte.
Una cosa che mi spezzava il cuore e mi chiudeva lo stomaco ogni volta che le veniva fatto.. soprattutto ora che iniziava a sentire il fastidio e dimenandosi stracciava tutto.

È stato un percorso lungo quello del biberon. Soprattutto nella mia mente, perché ora che eravamo a un passo dalla libertà, non vedevo l’ora arrivasse il giorno di andare a casa tutti insieme.

Ma in quella giornata ci fu più di una svolta.. la sera, poco prima di salutare Alice, arrivò il babbo.. visibilmente emozionato, decise di fare un grande passo…❤️

Caludia