Era ottobre e le difficoltà erano tante

Ricordo che l’estate appena trascorsa non aveva mostrato nessun segno di ciò che sarebbe successo nei mesi successivi.

A settembre abbiamo avuto anche la fortuna di avere entrambi i figli al mare con i nonni, concedendoci quei 3 giorni di svago e ritrovata sintonia a due.

Poi ci siamo concessi un weekend a 4 in occasione del nostro anniversario e anche li tutto mi sembrava perfetto.. La nostra vita a quattro stava prendendo sempre più la forma che avevo sempre desiderato, senza nessuna difficoltà.

Ma una volta tornati, qualcosa nell’aria si stava spezzando.

Nell’aria c’era sentore di crisi.

Si faticava improvvisamente a passare la serata senza musi lunghi o discussioni.

Poi la doccia fredda.

Le sue parole..” non so se sono ancora felice”..

E te, che a fatica ti eri appena rimessa in sesto dalla seconda gravidanza e dal secondo allattamento concluso solo pochi mesi prima, ti ritrovi con un marito che non sa se dove si trova è dove realmente vorrebbe essere.

E te che pensavi che le cose tra di voi stavano tornando come una volta.

Ingenua.

Gli uomini non hanno la testa delle donne.

Non capiscono gli ormoni, le difficoltà mentali, la stanchezza dell’essere mamma insomma.

Solo si svegliano e si accorgono che stanno invecchiando.

Hanno quella loro crisi di mezza età che se per sfiga non riesci ad accorgertene in tempo ed a fargliela passare, potrebbe essere troppo tardi.

Perché non basta pensare ai figli, al lavoro, alla casa e a te che ti senti uno schifo.

Devi pensare anche a lui.

Non importa se hai sonno.

Non importa se ti sei lavata 3 giorni prima e a pezzi, perché una doccia con un cinquenne e uno di un anno e mezzo è difficile da incastrare.

Lui vuole le tue attenzioni che se per sbaglio ( poi..sbaglio??!!) aspetti un po’ a dargliele lui potrebbe dirti ciao.

Così, come una doccia fredda.

Così, come se anche te non volessi attenzioni, coccole o quant’altro.

E poi la fine di ottobre.

Il ritardo.

E la scoperta della terza gravidanza.

Un macigno sulle mie spalle.

E adesso cosa faccio? Come glielo dico?

Ricordo la mia paura anche solo nel pensare di dirglielo. Convinta che sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare questo vaso ormai colmo di problemi.

Ricordo il suo stupore.

La sua paura del futuro.

Il nostro discutere, di nuovo.

Il suo..”non sono pronto per 3 figli..” ( no..perché io si invece?)

Ci stavamo pensando prima di questo mese di ottobre, è vero..ma nessuno dei due avrebbe immaginato che sarebbe arrivato così, senza neanche farci ragionare bene sulla cosa.

Ricordo il suo..” esco a schiarirmi le idee” ( ma invece abbracciami e dimmi che andrà tutto bene, era il mio pensiero)

Il suo silenzio nei giorni successivi.

Gli uomini sono meno preparati alle situazioni di, per così dire, emergenza..o almeno il mio.

Io invece stavo cercando di reagire..in fin dei conti se questo bimbo era arrivato in un momento del genere, un motivo c’era sicuramente.

La mia prima visita ginecologica.

Da sola.

Il suono del suo cuoricino.

Le mie lacrime.

Ed ho capito che era il mio tutto.

Ricordo i miei pianti, i giorni successivi fatti solo di grandi salite e mai discese.

Il giorno del mio compleanno ricordato quasi come un dovere e non un piacere..il suo rischiare di cedere alla tentazione di confidarsi e cadere nelle braccia sbagliate, rischiando di mandare definitivamente tutto in frantumi.

Ho la nostalgia del Natale.

Ricordo i suoi sensi di colpa.

Rimpiango la mia difficoltà nel perdonarlo.

Rimembro la psicologa, poche sedute per rimanere in mano con un pugno di giustificazioni dette da lui per alleggerire il suo senso di colpa.

Ma nonostante tutto, questa sofferenza mi ha fatto sentire più forte.

Noi donne siamo forti.

E una donna incinta, che fa battere un altro cuore oltre che il suo, è capace di molto altro.

Ho preso in mano la mia vita, il mio matrimonio e i miei figli.

Mi sono messa in discussione come mamma e soprattutto come moglie.

Ho lottato per il mio amore perché sapevo e so tutt’ora, che ne sarebbe valsa la pena.

O con me, o senza di me.

Ma se stai con me devi essere felice, altrimenti la porta si apre e si richiude alle tue spalle.

Non si sta nel mezzo.

Bisogna essere felici.

La vita è una e troppo breve per inseguire amori che non si rivelano tali.

Abbiamo lavorato su di noi, sulla coppia, sui sentimenti e sui nostri valori.

E’ passato più di un anno da allora.

Il nostro terzo bimbo è una meraviglia.

E’ il quinto elemento che ha messo ordine nelle nostre teste incasinate.

Ha rimesso in sesto la nostra famiglia.

Abbiamo faticato molto per arrivare a questo punto.

A chi dice che l’amore è semplice posso solo dire che non è vero.

Che ci saranno giorni bui, difficili da gestire ma che se presi con la giusta tenacia e la giusta voglia di lottare per la persona che ti sta affianco, si schiariranno.

Amarsi è bellissimo, ma scegliere giorno dopo giorno, di continuare a farlo con la stessa persona, è ancora più meravigliosamente bello.

Ora posso dirlo a gran voce.

Siamo felici.

Capiteranno sicuramente altri momenti no, altre difficoltà..ma ora sapremo come affrontarle, non ci faremo più cogliere impreparati.

E sicuramente le affronteremo insieme.

Come una vera famiglia.