L’inizio del nostro avanti e indietro al pronto soccorso!

Mercoledì 1 novembre 2017

 

Ricordo bene questa data, uscivamo da qualche giorno di influenza, e, illusi, speravamo di trascorrere qualche giorno tranquillo in vista delle festività del 1 e 2 novembre.

Perché è ovvio, se deve succedere qualcosa di male, capita sempre a ridosso delle festività o dei week end.

L’Adelaide è caduta mente giocava nel salotto! Una caduta semplicissima, sembrava fosse scivolata sul pavimento, ma da quella caduta abbiamo capito che c’era sicuramente qualcosa che non andasse.

Ha iniziato a zoppicare, camminava male, con una gamba ruotata verso l’esterno e il piedino tutto in fuori, e se doveva piegarsi per raccogliere un gioco, la gamba cedeva.

Adelaide non aveva ancora due anni, parlava un pochino, ma non era in grado di localizzare il dolore, o di spiegare bene cosa le facesse male o che problema avesse.

 

Avevamo pensato di andare direttamente al pronto soccorso, ma non volevamo sembrare affrettati o paranoici. Nei periodi invernali, con tanti virus e influenze in giro, quei posti meglio evitarli se si può!

Abbiamo deciso di inviare un video alla pediatra amica di famiglia (la nostra salvatrice) ma anche lei ci ha confermato che sarebbe stato il caso farla visitare.

Così il giorno dopo vedendo che la situazione non era migliorata, ci siamo recati al pronto soccroso.

I giorni precedenti Adelaide aveva avuto un pò di febbre e probabilmente una stomatite che l’aveva davvero messa KO. Lei ha sempre avuto la soglia del dolore moooolto bassa, ha sofferto anche tutti i denti con delle crisi di pianto da fare spavento!

Referto dell’ospedale: raffreddore dell’anca! Può succedere, soprattutto a seguito di una influenza. Ibuprofene ogni 8 ore per sfiammare! E riposo!! (riposo??? Una bambina di quasi 2 anni come la tieni ferma???)

Dopo 6 giorni la situazione non era migliorata, anzi, lei dopo 8 ore esatte si svegliava piangendo dal dolore e noi continuavamo a dare il calmante e anti infiammatorio ogni 8 ore! A volte dalla disperazione anche ogni 7.

Su consiglio della pediatra amica di famiglia (santa davvero, non finirò mai di ringraziarla), abbiamo fatto una ecografia alle anche privatamente, visto che al Pronto Soccorso ci avevano dato antinfiammatorio senza neanche fare ecografia o raggi.

Ma niente, dall’ecografia non risultava esserci alcun versamento.

Dopo il referto dell’ecografia, e Adelaide che continuava a piangere, ho deciso di tornare al Pronto Soccorso per farla visitare nuovamente. Le hanno fatto i raggi all’anca Destra, ma non risultava esserci alcun problema. Siamo tornate a casa con una nuova prescrizione di ibuprofene 3 volte al giorno.

Questa odissea è durata ben 2 settimane. 2 settimane di via e vai al Pronto Soccorso, raggi al ginocchio, alla gamba destra e poi alla sinistra per vedere se c’erano differenze, ecografie, antinfiammatori ogni 8 ore!

Fino a che ad una visita di controllo al Pronto Soccorso ho incontrato una dottoressa che ancora oggi a distanza di 3 anni ricordo perfettamente.

Lei aveva deciso che era ora di smettere con l’antinfiammatorio ma bisognava capire con chiarezza cosa avesse la bambina. E così il responso: “ti ricoveriamo!”

Ricoverarci??? Ma come? Io dovevo andare alle 12.30 a prendere la Beatrice all’asilo! Non avevo portato niente con me, neanche un pacco di cracker per far mangiare qualcosa alla bambina!

Mio marito era in Russia per lavoro. Mi è caduto il mondo addosso.

Da una parte ero felice perché finalmente avevo trovato qualcuno interessato a capire fino in fondo cosa avesse Adelaide, ma dall’altra non sapevo davvero come affrontare il tutto.

Per fortuna la mattina stessa avevo montato “per sicurezza” un seggiolino nella macchina di mia mamma, forse merito del sesto senso di noi mamme, o forse me la sono gufata, ma almeno la nonna è riuscita ad andare a prendere la Bea senza problemi.

Credo che la Bea sia quella che abbia risentito più di tutti di questa situazione.

Immaginatevela a quasi due anni, cos’ piccina. La mamma l’ha portata all’asilo, poi non è andata a prenderla come succedeva tutti i giorni. Si è ritrovata a casa della nonna, senza la sua sorellina, sua mamma e senza neanche il babbo.

Lei era mogia, era triste, e per me l’unico modo per essere serena era non pensare a lei. Dovevo concentrare le mie energie su Adelaide, e non dovevo, non potevo mollare o abbattermi.

Una volta capito come organizzarci con la Bea, la mia seconda paura dopo il responso del ricovero: Come sarei riuscita a tenere Adelaide, detta anche Terremoto, rinchiusa in una stanza di ospedale in pochi metri quadri?

Non so come sia potuto succedere, ma è stata davvero brava! A parte la prima sera di ricovero: io ero distrutta, stanca morta, con mille pensieri in testa e lei ha deciso di scheggiarsi i due denti davanti saltando sul letto e sbattendo contro la sponda di ferro! A parte questo episodio, mi ha davvero stupita!

Abbiamo conosciuto due o tre bimbi tanto carini, con cui ogni tanto ci incontravamo negli spazi comuni per giocare, e anche con il nostro compagno di stanza siamo stati fortunati. Delle persone davvero carine, dovrei conservare ancora il numero di telefono di Tatiana, la mamma di Alessandro da qualche parte!

Dopo una settimana di ricovero, ancora non si era capito cosa avesse Adelaide.

Quando le dottoresse entravano in stanza e la vedevano arrampicarsi sulle sedie e saltare sul letto, mi guardavano come se fossi matta a pensare che ci fosse qualcosa che non andava! Eppure quando camminava, lei continuava a zoppicare, a ruotare la gambina e il piede verso l’esterno.

La terapia antinfiammatoria per fortuna era stata interrotta, e lei non aveva più dolore, ma la zoppia era rimasta.

Come ultima spiaggia avevano deciso di farle una risonanza magnetica. Non sapevano neanche loro se farla alle anche o al ginocchio, ma alla fine avevano escluso le anche!

Essendo così piccola la risonanza andava fatta in anestesia totale, e visto che c’era da aspettare una settimana, abbiamo deciso di andare a casa e attendere l’appuntamento insieme alla nostra Bea.

Nella settimana di attesa, siamo andati a fare una visita privata da un ortopedico (sempre grazie alla Dott.ssa del mio cuore), per avere qualche opinione in più. Un dottore molto bravo, il primario dell’ospedale di Bologna. Visitandola anche lui aveva escluso problemi alle anche, e ci aveva consigliato di richiedere la risonanza oltre al ginocchio, nella parte bassa della schiena, per escludere qualsiasi problema.

 

Finalmente era arrivato il giorno della risonanza. Sveglia prestissimo: dovevamo essere alle 7 già in ospedale con la bimba a digiuno. Io e mio marito continuavamo a guardarci negli occhi e a chiederci se stessimo facendo la cosa giusta, se fosse giusto impuntarci o se fossero solo delle paranoie inutili.

Il momento in cui l’hanno addormentata è stato davvero terribile. Ogni volta che ci penso mi viene un nodo alla gola. Forse perché non me lo aspettavo, forse perché lei era così piccina. Ricordo bene le parole di mio marito “certo che per un ginocchio, sarà che dobbiamo subire tutto questo??”.

L’ora trascorsa in sala di attesa è stata interminabile. Ci hanno detto che sarebbe durata 40 minuti circa ma è durata più del previsto.

Quando ci hanno fatti finalmente entrare, lei era ancora li, su quel lettino ancora addormentata e attaccata a mille fili.

Sembrava non volesse svegliarsi, era tutta imbambolata povera cucciola, e io non vedevo l’ora di stringerla forte tra le mie braccia. (poi appena si è svegliata in realtà ho chiesto se mi potevano dare una dose di anestesia da portare a casa per le varie notti insonne che mi ha fatto trascorrere fino ai 2 anni e mezzo, ma questa è un’altra storia!!!).

La dottoressa che ha eseguito la risonanza ci ha spiegato che era durata più del previsto perché nel ginocchio non avevano trovato assolutamente nulla. Per fortuna sono riusciti ad indagare anche più in su, nella zona delle anche e QUALCOSA avevano trovato. Non ci ha spiegato nient’altro. Ci ha rimandato in camera in attesa della dottoressa.

Le parole della dottoressa sono state le seguenti: “abbiamo una notizia bella e una brutta: la bella è che volendo stanotte potete tornare a casa, la brutta è che poi domani mattina dovete tornare qua per le 7 perché dobbiamo ricoverarla. Abbiamo scoperto che ha un’infezione nell’osso dell’anca. Si chiama OSTEOMIELITE e si cura con un mese di antibiotico endovena”.

Era il 29 novembre 2017

To be continued..

Mirka