La storia di Giada.

C’era una volta una bambina  di nome Giada, un po’ timida e silenziosa, che veniva presa in giro dai suoi compagni di classe perché non parlava mai.

Tutti i giorni, tornando a casa da scuola, piangeva per le cose che le dicevano  e perché  nessuno le chiedeva mai di giocare con lei.

Un giorno la mamma si accorse che qualcosa non andava, Giada era sempre triste e non aveva più voglia  di giocare, quindi decise di  capire cosa stesse succedendo chiedendole di confidarsi.

Giada iniziò così a raccontare alla mamma cosa succedeva in classe, delle tante battute e prese in giro, del non venir mai scelta per i giochi e che non riusciva bene a capire il perché  succedesse tutto questo.

La mamma a quel punto l’abbracciò forte e le spiegò che nel mondo ci sono tantissime persone, tutte diverse tra loro, ed è proprio questo il bello!

Ognuno nella sua unicità arricchisce la vita dell’ altro e non dovrebbe essere preso in giro per questo.

Da quelle parole Giada capì che non doveva più sentirsi triste solo perché gli altri non vedevano la sua unicità.

 

Riflettiamo insieme sulla storia di Giada…

Questo racconto ci fa capire che è importante parlare sempre dei problemi con qualcuno, soprattutto con la famiglia. È bene non tenersi tutto dentro, altrimenti, un piccolo sassolino potrebbe diventare un grande masso. Non bisogna aver paura delle reazioni dei genitori, magari potrebbero avere una reazione sbagliata e alterata all’inizio ma poi sono pronti ad aiutarci e ad evitare di lasciarci soli.

Inoltre, questa storia, ci fa capire quanto sia importante l’unicità di ognuno di noi e molto spesso gli altri potrebbero non accorgersi di questo. Spetta a noi il compito di far valere la nostra unicità e rispettare quella degli altri.

 

Un saluto da,

Marta, Laura e Chiara.