Perché la Pedagogia Montessoriana è importante? Pedagogia montessoriana: consigli pratici! La mia personale risposta,ma credo anche quella di tutte le mamme,è che non c’è niente di meglio che insegnare ai bambini a FARE DA SOLI. Ed è proprio questo il principio che sta alla base della Pedagogia Montessoriana.

Quale mamma non vorrebbe vedere il proprio bambini diventare giorno dopo giorno sempre più autonomi ed indipendenti?

C’è però sicuramente anche qualche mamma che a volte anche inconsapevolmente,preferisce che il proprio piccolo sia dipendente da lei,perchè egoisticamente pensa che così la crescita avvenga più lentamente. Questa cosa potrà appagare momentaneamente la mamma,ma non il bambino,che crescendo avrà ancora bisogno che la mamma o il papà facciano le cose al suo posto,portandosi dietro questa abitudine anche in futuro,per esempio nello svolgimento dei compiti. Non è sostituendoci a loro che li faremo crescere,ma insegnandogli a fare da soli.

Un pò di teoria:

Chi è la Montessori?questa donna di cui si sente sempre parlare,ma che alla fine forse si conosce poco…Infatti in pochi sanno che fu la prima donna italiana a laurearsi in medicina.

Osservò il funzionamento del bambino e capì come accompagnare l’evoluzione della sua intelligenza e della sua personalità.

Diventò in seguito educatrice.

La sua pedagogia avviò una rivoluzione nel mondo dell’educazione.

In quanto adulti il nostro ruolo è quello di accompagnare l’evolversi della mente del bambino.

Il neonato fin dalla nascita,entra in un periodo straordinario dell’apprendimento che durerà fino a 6 anni…Montessori parla di MENTE ASSORBENTE.

  • La mente assorbente si estende fino ai 6 anni.
  • Abbiamo due periodi:
  1. 0\3 anni: il bambino acquisisce in maniera inconsapevole tutto ciò che si trova nel suo ambiente,fin nei minimi dettagli,con facilità e precisione. La mente del bambino è molto attiva in questo periodo,contrariamente a quello che si pensa.
  2. 3\6 anni: il bambino agisce in maniera intenzionale,consapevole.
    • Il bambino giocando,sviluppa la propria mente attraverso i sensi e la costruisce progressivamente. Dalla nascita ai 6 anni,costruisce la memoria ,la facoltà di comprendere ,di ragionare.
Quali sono i principi della pedagogia montessoriana?
  1. L’autonomia : dobbiamo aiutare il bambino a fare da solo. Quindi mostrargli come fare le cose. Il bambino per acquisire queste capacità dovrà svolgere l’attività più volte perché in questo modo acquisisce sicurezza.

2. I periodi sensitivi: il bambino attraversa dei periodi sensitivi durante i quali dedica le sue energie ad acquisire una competenza in particolare. Sono periodi transitori, e se in quei momenti il bambino non riceve stimolazioni,perde l’occasione di imparare ed in seguito dovrà fare un grande sforzo per recuperare.

Abbiamo 6 periodi sensitivi:

  1. Lo sviluppo dei sensi (0\6 anni): il bambino ha bisogno di esercitare tutte le sue facoltà sensoriali: annusare,toccare,assaggiare…Esplora il mondo con i sensi.

2. Il linguaggio (3 mesi fino ai 5 anni e mezzo). Il bambino è molto interessato alla voce umana ed al movimento della bocca. Poi diventa interessato ai suoni delle parole e delle lettere, e poi alla scrittura e lettura.

3. L’ordine: (1\3 anni,con apice a 2 anni). Un bambino di uno due anni,sarà più felice se è più capace di costruire se stesso, se il suo quotidiano è fissato in maniera ordinata e costante. L’ordine esteriore si riferisce alla sistemazione degli abiti,dei giochi, che devono trovarsi sempre nello stesso posto.

  • È importante instaurare una routine quotidiana delle fasi della giornata:

1.Alzarsi

2.Vestirsi

3.i pasti,

4.il bagno…

  • il bambino deve anche poter comprendere in quali momenti della giornata la famiglia si mette a tavola , in quale stanza,quando i diversi membri della famiglia escono e quando tornano.
  • Questa fase è forse all’origine di molte lacrime che in generale si associano ai capricci verso i due anni.Durante questo periodo proponete al bambino, di selezionare,classificare, ripartire in scatole perché ogni cosa abbia il suo posto.
  • Ad esempio possiamo proporre attività che riguardano la classificazione e la scelta,guardando insieme degli album illustrati in cui tutto ciò che esiste nel mondo è classificato per categorie: gli oggetti che si trovano in cucina,quelli che stanno in bagno, ecc..

4 .I dettagli (2 anni): questa fase è breve ma molto importante. La sensibilità per i dettagli corrisponde ad un periodo in cui il bambino      osserva oggetti molto piccoli, suoni impercettibili ,particolari nascosti… quando è attratto da qualcosa che si percepisce a stento,il bambino vi dedica tutta la sua attenzione e può così sviluppare la concentrazione su quel piccolo stimolo, escludendo tutto il resto.

5. La coordinazione dei movimenti (2 anni e mezzo\4 anni) . È l’attitudine ad usare con precisione ogni parte del corpo,come mani e gambe.

  • Per esempio un bambino di 3 anni,adora lavarsi le mani,non per averle pulite,ma per il piacere di studiare la manipolazione in ogni fase: aprire il rubinetto,tenere in mano un sapone che scivola,strofinarsi le mani per produrre schiuma ,sciacquarle ed asciugarle.
  • È facendo che il bambino apprende.

6. Il comportamento sociale. La relazione con gli altri (2\5 anni): in questo periodo il bambino è attento all’effetto che il suo comportamento provoca sulle azioni e i sentimenti degli altri. Fino ai 2 anni e mezzo ,tende a giocare da solo o vicino agli altri. Poi,entrando in questa fase, s’interessa alla collaborazione , gioca con gli altri, prova i primi sentimenti d’affetto e instaura i primi legami di amicizia.

Queste informazioni,possono aiutare noi mamme,a capire quali sono le fasi della crescita del nostro bambino,in modo da comprendere meglio i loro comportamenti.

Nel prossimo articolo vi parlerò di momenti delicati come: cambio pannolino(come farlo in tutta tranquillità), spannolinamento(come non creare traumi e gestire al meglio questo cambiamento),togliere il ciuccio,accortezze per la nanna,svezzamento,l’importanza delle routine,come preparare la stanza del bambino prima della sua nascita.

 

Bibliografia:

 

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