L’inizio del viaggio: la prima visita.

PMA- procreazione medicalmente assistita, la prima delle tante sigle che si sentono durante questo viaggio. L’inizio del viaggio: la prima visita. Eh sì perché è un viaggio, fatto di persone, di speranze e di paure.

L’inizio del viaggio: la prima visita

É fine gennaio 2016 quando ci dicono che probabilmente l’unica strada è questa.

Mi armo di coraggio e chiamo l’unico centro pubblico della mia regione.

Mi danno appuntamento per il 24 ottobre e mi dicono che nel frattempo mi avrebbero fatto avere elenco e impegnative degli esami da fare.

Dapprima lo sconforto, nove mesi per un appuntamento.

Nel privato avresti avuto una visita dopo pochi giorni ma ad un prezzo che in quel momento non puoi pagare.

Poi ti  dici magari in questi nove mesi resto incinta naturalmente e l’appuntamento non serve più.

Dopo circa una settimana ecco nella cassetta della posta un Bustone giallo dal centro, lo apro con il cuore che batte a mille.

All’interno un opuscoletto con la presentazione del centro, che già sapevo avrei consumato da li a ottobre,  le ricette rosse per gli esami da fare e l’elenco degli esami con le tempistiche.

Inizio a sfogliare le impegnative e subito mi accorgo che su sette fogli c’è il mio nome e per mio marito uno solo.

Lo sapevo che la parte pesante sarebbe spettata a me e questi primi fogli già mi danno conferma!!!

Il mio corpo mi rema ancora contro

Per ultimo prendo in mano il foglio con l’elenco degli esami da fare e li si accende un campanello d’allarme.

I miei esami devono essere fatti il terzo giorno del ciclo e non devono essere più vecchi di tre mesi.

Quale ciclo?

Quello che mi viene quando vuole regolato dalle fasi lunari di un pianeta ancora da scoprire?

Il motivo per cui non mi si accende la speranza per un ritardo visto che è la regola?

Penso che non posso essere così sfortunata e che nel lasso di tempo tra luglio e ottobre sicuramente mi verrà il ciclo.

Di mezzo ci sono anche le vacanze e non c’è nulla di più classico del ciclo al mare, poi c’è ancora tempo…

Senza che io nemmeno me ne accorga passano i mesi e faccio anche le mie vacanze al mare, manco a dirlo senza ciclo.

Ai primi di ottobre mi chiama il centro per ricordarmi che non avevano ancora ricevuto i miei esami.

Ovvio, io non ero riuscita a farli per la questione ciclo!

Lo spiego alla Signorina al telefono la quale mi dice speranzosa che ho ancora un paio di settimane di tempo e che ci saremmo aggiornate.

Partiamo bene

Dopo le due settimane però ancora tutto tace e quindi perdo il mio tanto atteso appuntamento e il prossimo slitta a giugno 2017.

Quel maledetto ciclo che mi impediva di sentirmi normale e di avere il mio bambino mi stava impedendo anche di provarci ad averlo.

Ero disperata, altri sette mesi erano troppi da sopportare e poi se si fosse verificato lo stesso problema?!

Ero quasi decisa a rivolgermi ad un centro privato e al peso economico che ne consegue quando il giorno dopo ricevo un’altra chiamata dal centro.

Un Angelo mi dice di fare le analisi appena fosse arrivato il ciclo e mandargliele subito e che in caso di qualche appuntamento saltato avrebbero provato a inserirmi.

Il 25 ottobre, giorno dopo l’appuntamento saltato ecco il ciclo.

Faccio come mi hanno detto senza troppe speranze e invece ai primi di dicembre una chiamata “Signora si è liberato un posto per il 6 dicembre vuole venire per la prima visita?”

Finalmente la prima visita

Il primo impatto con il centro non è stato un granché.

Mi sentivo persa e non sapevo dove andare e cosa fare e poi c’era un caldo insopportabile.

Dapprima ci hanno fatto compilare e firmare una valanga di fogli.

Mio marito ha dovuto dichiarare che avrebbe riconosciuto il bambino e io a prenderlo in giro che se lo sarebbe dovuto tenere anche se fosse stato brutto.

Ci fanno poi entrare del Dottore, così distaccato che sarei voluta scappare, ancora qualche domanda e poi ci illustra le varie strade esistenti.

Iui, icsi, fivet, ecco altre sigle che per me erano arabo ma che lui è riuscito a spiegarmi perfettamente, distaccato ma competente penso.

Per noi ha pensato a una iui, inseminazione intrauterina, che ha minori possibilità di successo (10-15%) ma meno pesante e comunque adatta ai nostri problemi.

Solo due requisiti fondamentali: buono spermiogramma per mio marito e tube aperte per me.

Per l’esame per le tube mi dice di chiamare quando arriva il ciclo per fissare un appuntamento per la settimana dopo, ed ecco di nuovo il ciclo a condizionare i miei piani.

L’ennesima delusione

Procede poi con una visita e durante l’ecografia e mi dice “Signora ha l’endometrio molto spesso o il ciclo è in arrivo in un paio di settimane o è incinta, riesce a fare pipì così facciamo un test?”

Morta!!!! Tanta attesa e poi arrivo li e ce l’ho già fatta? Non posso essere fortunata!!!!

Infatti…test negativo!!!

Ne avevo fatti tanti ma questo faceva proprio male.

Ultima parte di questo primo incontro colloquio con la psicologa.

Io non riuscivo a smettere di piangere pensando all’illusione e alla delusione di poco prima.

Temevo che vedendomi così sentenziasse che non ero adatta a quel percorso, che ero troppo debole, perché così mi sentivo di essere.

Nemmeno lei mi è piaciuta molto, troppi luoghi comuni che in quel momento non mi erano di nessun conforto.

Ho affrontato il viaggio di ritorno con la tristezza nel cuore piangendo per l’ennesimo test negativo.

Un esame “da svenimento”

Dopo massimo un paio di settimane ecco il ciclo, allora quel Dottore qualcosa ci capisce, e il 29 dicembre mi danno appuntamento per la sonoisterosalpingografia.

I giorni passano tranquilli fino al giorno prima dell’esame quando mi dico che una cosa con un nome così deve essere terribile.

Dal punto di vista pratico lo sapevo cosa mi avrebbero fatto, si inietta un liquido e poi tramite ecografia si vede se passa attraverso le tube.

Mi avevano dato anche un disegnino, ma non sapevo cosa avrei sentito, se avrebbe fatto male.

E così ho avuto la “brillante” idea di andare su internet, ho letto di cose terribili, di svenimenti, e così quel giorno sono andata li terrorizzata.

In realtà uno svenimento c’è stato, ma non mio

Quella mattina sono arrivata al centro coi nervi a fior di pelle e dopo aver passato la notte a piangere per quello che avevo letto ed ero certa mi avrebbero fatto malissimo.

Passiamo un paio d’ore ad aspettare, perché il medico stava assistendo a un parto, con l’ansia che sale sempre di più.

Finalmente ci fanno entrare e mi ritrovo davanti il freddo Dottore del primo colloquio.

Vedendomi così preoccupata subito mi rassicura e mi fa sentire a mio agio facendomi così ricredere sulla mia prima opinione.

Tra le urla della donna che stava partorendo nella stanza accanto scopriamo che le mie tube sono perfettamente pervie poi un botto: m’è svenuto il marito!!!!

Un secondo prima mi stava accarezzando la testa e un secondo dopo stava per terra con l’infermiera che gli tirava su le gambe, e alla fine mi sono sentita dire che è stata colpa mia che gli ho trasmesso l’agitazione

In quell’occasione mi ha molto stupita la reazione del Dottore che non si è minimamente scomposto continuando ad occuparsi e tranquillizzare me.

Ultimissimo step

Con questa prima conferma medica procediamo con il secondo e ultimo step.

Il 19 gennaio anche lo supermiogramma di mio marito è perfetto.

Finalmente ci siamo

Quello stesso giorno mi consegnano piano terapeutico, le ricette dei farmaci e la pennetta per le punture dicendomi che dal ciclo successivo (te pareva…) saremmo potuti partire.

 

Articolo precedente: a questo link “Il sogno di essere madre

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