Oggi ho pensato di parlarvi di un tema a me sconosciuto prima di avere i figli: l’asilo nido.

Vorrei approfondire questo argomento perché molte mamme hanno paura, pensano che non sia una scelta corretta, pensano che le maestre non possano dare affetto ai loro figli così come i nonni oppure noi stesse.

Per molte è un’esigenza l’asilo nido, ma nel mio caso è stata una scelta, e anche se è costata tanto a livello economico, la rifarei altre 100 volte.

Ve ne ho già parlato nell’articolo in cui ho affrontato il tema del lavoro. Nel momento in cui mi è scaduto il contratto, non mi è stato rinnovato.

Mi sono ritrovata con due bimbe piccole da gestire, e la soluzione migliore per me era prendere la meritata disoccupazione e fare la mamma.

Per questo parlo di scelta e non di esigenza.

Anche se in realtà arrivata a quasi due anni delle bimbe, è diventata un’esigenza anche la mia.

Non avevo l’obbligo del lavoro, ma io e mio marito abbiamo valutato che un po’ di asilo nido potesse fare bene alle bimbe (e anche a me!!)

Innanzitutto per farle staccare un po’ da me, e abituarle a stare con altre persone. Loro sono nate a dicembre e l’anno successivo, a settembre, avrebbero dovuto iniziare la materna.

Avevo paura che il distacco da me sarebbe stato un po’ troppo traumatico, e ho preferito rendere la cosa un po’ più graduale.

Un altro lato positivo era quello di stare insieme ad altri bimbi. Nel mio paese le classi sono miste, quindi ci sono bimbi dai 6 mesi ai 3 anni e mezzo. E’ incredibile quanto i bimbi apprendano dai più grandi, e quanto diventino protettivi e affettuosi nei confronti dei più piccoli.

Cosa ho potuto vedere

Ho visto le bimbe crescere tanto. Anche piccoli gesti che per me era difficile insegnare loro, come ad esempio bere dal bicchiere, o mangiare da sole, o iniziare ad approcciare con il wc, l’hanno imparato davvero in poco tempo e senza difficoltà.

 

Le bimbe hanno avuto un approccio diverso al distacco.

Per Beatrice è stato molto più semplice, non ha mai versato una lacrima, ed è sempre andata volentieri.

Adelaide, invece, ha sempre mostrato un po’ di sofferenza e faceva il suo piantino ad ogni distacco.

Quando finalmente era riuscita ad integrarsi bene, poi ha avuto un problema di salute che l’ha costretta a stare a casa 3 mesi, ed al suo rientro abbiamo iniziato tutto da capo (se ve lo siete perso, ho parlato di questo problema di salute nei mei due articoli precedenti).

Ma ogni bambino è a sé. Nonostante le mie fossero gemelle, avevano e hanno tuttora due caratteri completamente diversi, e reazioni diverse.

Qual’è il segreto?

Il segreto in ogni caso secondo me è non mostrarsi titubanti. Parlo di noi genitori!

Ho visto mamme e babbi che stanno ore sulla porta a dire “vado? Allora vado eh?”.

Questo è un grave errore! Ovviamente ho sempre salutato le bimbe prima di andarmene, ma anche se sentivo piangere, non mi sono mai voltata né mi sono fermata a sentire i pianti.

Credo che qualcuno mi abbia anche vista correre fino alla macchina!!

Un po’ era per non sentire il pianto di Adelaide, ma un po’ anche per approfittarne del MIO tempo e fare quante più cose possibile prima che arrivasse la chiamata delle maestre. E’ successo poche volte, ma ogni tanto mi chiamavano perché Adelaide non riusciva a calmarsi e così tornavo a prenderla.

I primi giorni di “Libertà”, o meglio, le prime ore di libertà le sfruttavo al massimo facendo tutte le cose che non riusciva mai a fare, poi col passare dei giorni ho iniziato anche a prendermi un po’ di tempo per me e concedermi un caffè con le amiche ogni tanto. Rigenerante davvero rigenerante. Fatelo e non sentitevi in colpa!

Non avendo l’impegno del lavoro, non ho iscritto le bimbe per la giornata intero, solo 4 ore la mattina.

Ma erano 4 ore che per me valevano 8. Anche solo non dover preparare loro da mangiare tutti i giorni è stata una rinascita.

 

Ho fatto tante cose che in due anni avevo accantonato. Certo non è stato tutto rose e fiori, le bambine si sono ammalate tanto! In alcuni mesi hanno frequentato solo pochi giorni, ed essendo in due si attaccavano qualsiasi malattie. Ho scoperto malattie a me completamente sconosciute!

Tutto sommato, però, è un’esperienza che io consiglio.

Non sentitevi in colpa, e se avete la possibilità fate questo sforzo. E’ uno sforzo economico grande, ma io sono molto contenta della scelta che abbiamo fatto.

Con i nonni si risparmierebbe, lo so, ma quello che possono imparare i nostri bambini dalle maestre e dagli altri bimbi è impagabile.