LA PAURA DEL BUIO NEI BAMBINI

Spesso noi genitori ci troviamo a fare i conti con la paura dei nostri figli di restare soli al buio al momento di andare a nanna. Viene considerata una situazione tipica dell’età infantile che emerge intorno ai 2-3 anni di età. Durante questo periodo i bambini iniziano a fare le prime esperienza di percezione di sé, ad avvertire un certo grado di vulnerabilità e a provare il timore di essere abbandonati dalle figure affettive di riferimento.
Se riflettiamo su questo aspetto ci renderemo subito conto del fatto che il momento di andare a letto rappresenta una vera e propria separazione dalla realtà esterna rassicurante e dal genitore che gli rimbocca le coperte. Più che la paura dell’oscurità in quanto tale,  i bambini temono le sue dirette “conseguenze”. L’allontanamento dei genitori e la comparsa di mostri sotto il letto o di streghe nasone che sbucano dall’armadio.

COME COMPORTARSI IN QUESTA CIRCOSTANZA CON I NOSTRI FIGLI?

I comportamenti da evitare :

Prima di tutto, è fondamentale non banalizzare né sminuire il suo sentimento. Le affermazioni del tipo “ Di cosa hai tanta paura? I mostri non esistono, smettila di fare i capricci!”  attiverebbero in lui la convinzione di essere in errore. Lo farebbe sentire in colpa per qualcosa che sta provando ma che non è in grado di gestire diversamente.
Non ci dimentichiamo, infatti, che i bambini, nello specifico in età prescolare, non possiedono gli strumenti cognitivi per esprimere adeguatamente le emozioni. Proprio per questo necessitano dello sguardo rassicurante di mamma e papà per
riuscire a digerirle serenamente.

Non operare mai paragoni con altri amichetti o fratelli dal momento che ognuno vive il suo percorso di sviluppo con tempistiche soggettive. Siamo in una fascia d’età in cui i bambini sono abbastanza grandi da possedere una fervida immaginazione ma ancora troppo piccoli per saper distinguere fra realtà e fantasia. C’è chi saprà farlo prima o dopo di altri, il punto è non fare confronti ma assecondare il loro bisogno di espressione emotiva e, contestualmente, aiutarli nell’elaborazione di questo passaggio evolutivo.

I comportamenti da promuovere :

l’empatia

Adottare un approccio empatico, rispecchiando e accogliendo lo stato d’animo di nostro figlio. Affermazioni del tipo “ Mamma mia, questo mostro di cui mi parli e che vedi dietro alla tenda è davvero spaventoso, come è fatto, cosa fa?” consente
di accedere al suo mondo fantastico. Apre un importante canale di comunicazione attraverso cui potrà esprimere i suoi timori più profondi e lasciarsi rassicurare dalla nostra presenza calda ed accogliente.
Ciò che ci avvicina a loro è avere anche la capacità di ricontattare la bambina impaurita che è rimasta da qualche parte dentro di noi. Ricordiamo le emozioni che noi per prime abbiamo provato da piccole al momento della nanna : “ Quando andavo a dormire anche io avevo paura? Come affrontavo questi timori notturni? Di che cosa avrei avuto bisogno in quel momento? Cosa mi impedisce di comprendere il suo bisogno? Quando mi chiede di lasciare la lucina accesa perché non dovrei
assecondarlo?”.

Condividere

Una volta ricontattata la nostra parte bambina può rivelarsi molto utile condividere con nostro figlio i ricordi relativi alla nostra esperienza di bambina timorosa del buio. Ciò lo aiuterà a non sentirsi solo e sbagliato per il solo fatto di vedere mostri
e streghe nell’armadio ma, al contrario, compreso e supportato. Pensiamo a quanto questo possa rivelarsi efficace per la costruzione dell’autostima e della capacità di accettare i propri stati emotivi senza giudicarsi severamente.
Ricordiamoci sempre che nel nostro narrare il bambino si rispecchia e rassicura.

La soluzione pratica

Inoltre, una volta condivisa l’esperienza, possiamo pensare insieme ad una soluzione pratica di pronto intervento contro i mostri realizzata attraverso la creatività e la fantasia. Per esempio con la costruzione di un vero e proprio kit contenente gli strumenti per sconfiggerli ( potrà essere una scatola, un bauletto, etc..) da posizionare sul comodino o vicino al letto con all’interno una torcia, una pozione anti mostri creata con una bottiglietta di acqua colorata, un libro degli incantesimi con qualche filastrocca fai da te per neutralizzarli, etc.. ciò gli consentirà di iniziare ad avere fiducia nelle proprie capacità di fronteggiare  un’esperienza emotivamente impegnativa.

Per esperienza personale e professionale, ho avuto conferma del fatto che l’unico modo per vincere una paura è affrontarla e non evitarla o sminuirla perché così facendo non facciamo altro che ingigantirla : più il bambino impara a fronteggiarla con gli strumenti a sua disposizione e che “parlano il suo stesso linguaggio” (disegni, creatività, lettura di albi illustrati che raccontino di bambini che vincono i mostri) più riuscirà ad essere sereno al momento di separarsi dal genitore, apprezzando la fase di transizione dalla veglia al sonno e facendosi cullare dolcemente dal buio verso il fantastico mondo dei sogni.

 

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Foto di Sven Brandsma su Unsplash