“Sarà tutto istintivo, bellissimo, super romantico, vedrai ti verrà naturale.” Certo che… no.                      Scusate la franchezza con cui dico questa cosa, ma ho visto fin troppe madri sentirsi inadeguate perché avevano in mente uno stereotipo di maternità che non si avvicina minimamente a quella che è la realtà.

Per cui oggi sfatiamo un po’ di miti.

Non è istintivo: soprattutto i primi tempi ti trovi con una nuova creatura che sconvolge il tuo mondo. Ha bisogno di te 24 ore su 24, persino andare in bagno sembra una missione impossibile. Essere turbante, stanche, non sapere cosa fare è NORMALE.

Allattare è naturale: certo, ma non vuol dire che sia semplice. La maggior parte delle donne si trova in difficoltà, attaccare un bimbo al seno può essere difficile e a volte doloroso. Dare sostegno in questa fase è non giudicare è fondamentale.

Non è romantico: per carità la nascita di un figlio è qualcosa di meraviglioso, ma questo bimbo non è un bambolotto. Si sporca, piange, sta sempre attaccato al seno, non dorme da solo. Insomma dipende da voi in tutto. Sentirsi stufe di stare con il proprio figlio non è sbagliato e non dovete sentirvi in colpa. Succede a tutte anche se nessuna lo dice per vergogna. Non abbiate paura di chiedere aiuto e ogni tanto affidarlo a qualcuno.

Non siete delle super mamme: molto spesso si sentono questi aggettivi dati alle mamme pensando di fare loro un complimento. In realtà state solo amplificando in loro il pensiero che devono sapersela cavare da sole. Niente di più sbagliato. Sono appena diventate mamme e come abbiamo già detto vivono in simbiosi con il bambino. Non hanno il tempo di lavare e pulire casa o preparare un pasto caldo. E va bene così. I parenti e gli amici più stretti esistono proprio per aiutare la neomamma in tutte queste fatiche quotidiane.

La realtà della maternità è questo, non ci si trasforma e non arriveranno i poteri magici. Anzi gli ormoni vi faranno essere più emotive e fragili per permettervi di entrare in empatia con il vostro bambino. E va bene così. Non siete sbagliate, non dovete cambiare, sono gli altri che devono cambiare il modo di vedere la maternità.