Ansia da prestazione nei bambini

L’ansia da prestazione nei bambini può sorprenderci in modo inaspettato. La scuola è iniziata e con lei tutte le aspettative che i bambini e i genitori si portano dentro per il nuovo anno scolastico. Ogni nuovo anno si sa, porta con se un bagaglio di desideri, volontà, liste di cose da fare, novità. Ci sono alcune famiglie e bambini che affrontano molti cambiamenti. Può essere per un trasferimento di città, cambio lavoro, passaggio da una scuola all’altra. I cambiamenti sono difficili da affrontare per chiunque, sia bambini, che adulti. Per i bambini e i ragazzi può succedere che crei molta ansia e per questo dovremmo essere pronti ad aiutarli a superarla.

I grandi passaggi

I momenti in cui l’ansia può farsi sentire sono quelli dei principali passaggi scolastici:

scuola dell’infanzia 3 anni, scuola primaria 6 anni, scuola secondaria di primo grado 11 anni e scuola secondaria di secondo grado 14 anni.

Per la scuola dell’infanzia rimando all’articolo sugli inserimenti che ho scritto in precedenza con qualche consiglio pratico ed educativo per accompagnare al meglio questo primo passaggio importante del bambino.

L’ansia scolastica arriva per le grandi aspettative che si creano in ogni bambino nei confronti del luogo e della situazione che deve affrontare. I bambini più piccoli devono affrontare l’ansia da separazione e il distacco dai genitori, quelli più grandi affrontano le aspettative nei confronti dell’insegnante, la paura di non essere all’altezza, di avere brutti voti e quindi di un giudizio negativo, di deludere i genitori, di non essere accettati dai compagni.

Come si manifesta

Il bambino può quindi, a lungo, arrivare a sentirsi molto insicuro, nervoso, cercando di avere dalle figure di riferimento rassicurazioni. Spesso vengono considerati capricci, ma in realtà possono nascondere un disagio più intenso. Il bambino manifesta il disagio anche con manifestazioni psicosomatiche come mal di pancia frequenti, mal di testa, crisi isteriche che si possono manifestare a casa e a scuola. Dobbiamo stare attenti perché le cause possono essere diverse. Può essere deleterio trattarle senza tenere conto delle differenze individuali.

Cosa devo fare da genitore

I genitori , spesso, hanno molte aspettative sul rendimento del figlio e danno molta enfasi su aspetti quali l’apprendimento della lettura, scrittura, ecc…È normale e lecito desiderare che il proprio figlio sia bravo a scuola.  Ci sono però delle variabili che richiedono attenzione. Ad esempio se il bambino è timoroso di sbagliare e sensibile alle critiche, o in casa vive nell’ombra del fratello più grande, studente modello, ecco che in lui può farsi strada la convinzione di essere voluto di più se prende bei voti.

Se si notano dei comportamenti che portano ad avere ansia è bene rivolgersi a figure esperte, come lo psicologo e l’educatore, che possano dare le giuste indicazioni per affrontarlo e risolverlo. Parlare con le insegnanti per capire se a scuola viene manifestato e in che modo, rilevare i comportamenti a casa, parlare con il bambino e poi esporre il problema ad un professionista può essere utile anche solo per capire da dove arriva il disagio, ma è anche un modo fondamentale per capire le modalità di intervento.

Contatti e link utili:

potete contattarmi alla mia EMAIL: erica.tata@hotmail.com

 

La psicologa Stefania Scarano presto scriverà molti consigli pratici per affrontare queste problematiche.