Capricci per riordinare

Quante volte i nostri bambini fanno i capricci per riordinare i giochi? Una delle cose più difficili da far fare ai bambini è proprio il riordino dei giochi. Nell’ARTICOLO PRECEDENTE abbiamo parlato di come si organizzano i giochi nella cameretta, le varie zone adatte a loro, distinte per categoria e tema. Ora vediamo come fare per renderli il più autonomi possibili nel riordino.

Bambini è ora di riordinare

La frase fatidica che crea malumori è stata detta. Il bambino inizia a lamentarsi, diventa nervoso e il genitore inizia a predicare ripetendo la frase all’infinito e non ottenendo alcun risultato. Spesso si pensa che il bambino sia ancora troppo piccolo per comprendere cosa si deve fare per riordinare. Oppure si preferisce farlo senza coinvolgere i bambini perché si fa prima e meglio di loro. Non c’è cosa più sbagliata. Se il bambino è sveglio e vi vede capirà che tanto il genitore lo può fare al posto suo.

Abituare i bambini all’ordine

Come vi ho scritto nell’articolo precedente sull’organizzazione, è importante che tutti i giochi siano divisi di modo che il bambino possa organizzarsi in autonomia e capire da solo la categorizzazione dei materiali (costruzioni/macchinine/bambole/pentole, ecc…).
E’ molto importante ripetere lo stesso gesto nello stesso modo e che ogni cosa sia sempre nello stesso posto.  Per i bambini piccoli la routine e il ripetere le cose nello stesso modo gli dà sicurezza e indipendenza.

Se non lo vuole fare?

Se non vuole riordinare ci sono alcune strategie da poter mettere in atto. Noi genitori dobbiamo continuare a chiedere gentilmente il riordino facendo vedere come fare iniziando noi a svolgere l’azione. Prendiamo il contenitore e iniziamo a farlo chiedendo al bambino di aiutarci. Fondamentale è non promettere un premio se lo fa… il riordino va fatto senza che ci sia un premio. Se il bambino si rifiuta ricordiamo le regole in modo ripetuto e costante. Preparare un foglio con le regole da appendere in cameretta. Il bambino è grande? Possono essere scritte, se è piccolo meglio con i disegni.

Insegnare l’ordine fin da quando sono piccoli

Non è mai troppo presto per imparare, soprattutto se si tratta di buone abitudini. Saper rimettere in ordine i propri giocattoli o vestiti è un segno di autonomia del bambino e un’attività addirittura divertente da fare in famiglia dopo una lunga giornata intensa per tutti, per questo va incentivata sin dalla primissima infanzia. Non si deve pensare che riporre le cose al proprio posto sia un’attività non adatta ai più piccoli, si può e si deve farlo fin da subito.

La tentazione di mettere a posto noi è certamente forte, ma è importante coinvolgere i bambini sin da piccolissimi. A tre/quattro anni i bambini hanno grande entusiasmo e grande voglia di partecipare e collaborare con i genitori e sono molto contenti quando vengono lodati e si sentono utili.

Facciamolo insieme

L’ordine si insegna solo facendolo insieme. E’ importante che mamma e papà si prendano il tempo per ripetere sistematicamente questa attività senza fretta e che sia in linea con le reali possibilità del bambino. Questo può avvenire già fin da piccoli, quando il bambino è in grado di stare seduto e interagire meglio con gli oggetti. Mostrare dove si trovano e dove lo si deve riporre a fine attività. Il bambino potrà memorizzare dove si mette e indicarlo quando lo si desidera comprendendo da subito che ogni oggetto ha un suo posto. È lo stesso principio per cui, quando si finisce di fare merenda o mangiare un panino in cucina, piatto e bicchiere si ripongono nel lavandino.

Aiutarsi fra mamma e papà, aiutare il bambino, fare le cose insieme porta ad avere uno spirito di collaborazione in famiglia apprendendo semplici buone abitudini, come gettare un rifiuto nel secchio della spazzatura o apparecchiare la tavola insieme ai genitori o aiutare la mamma a lavare i piatti.

Dare il buon esempio

Riordinare insieme è importante. Sedersi sul pavimento e farsi passare i giochi da riporre nelle ceste o nei contenitori è parte integrante del tempo che si può usare per stare insieme. Noi genitori non dobbiamo mettere fretta al bambino e non dobbiamo intervenire per fare più veloce e finire perché dobbiamo andare via o metterci a tavola. Ci dobbiamo prendere tutto il tempo per farlo con pazienza e serenità. Si rischia di far pensare al bambino che questa attività non è poi così importante e che tanto qualcuno la farà per lui… E’ importante che  al termine di un gioco si riponga dove si può trovare la prossima volta.

Come devo comunicare?

Dobbiamo usare un linguaggio che il bambino possa comprendere. Così, per esempio, i giochi vanno a riposare con l’aiuto di un personaggio speciale perché così domani i giochi sono riposati e possono giocare ancora con noi.
Oltre ad essere un modo giocoso e interattivo di coinvolgere il bambino può sollecitare sentimenti di rispetto al sapersi prendere cura degli oggetti, e degli altri.

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