Tante domande senza risposta!

La mia è stata un’infanzia difficile, fatta di tante domande, ma poche risposte.

Ho sempre amato lo spazio e la luce.

Ho sempre amato il verde, stare all’aria aperta, nell’immensa campagna di Radzymin in periferia di Warszawa, dove vivevamo.

Casa nostra era composta di due stanze, un ingresso con angolo cottura, e un altro locale adibito a camera e salotto.

Uno dei momenti che maggiormente preferivo da piccola era fare il bagno.

Ricordo le bronze, che mio padre metteva sul fuoco per scaldarmi l’acqua, poi la versava dentro a una bacinella di acciaio  e io m’immergevo dentro e giocavo a più non posso. Avrò avuto 2 o 3 anni, ero piccola e quello era un momento sacro per me, meno per mio padre.

Immagino quanta fatica facesse a star dietro a una bambina piccola, ai suoi bisogni e alle sue necessità.

Mi vengono in mente i nostri piatti caldi, fumanti soprattutto quando fuori dalla finestra della nostra piccola casa s’intravvedeva tanta neve e c’era davvero freddo.

Gli inverni in Polonia me li ricordo rigidi, ma io non vedevo l’ora di correre fuori a giocare, rotolarmi in quel manto bianco per tornare infreddolita e tremolante e buttarmi nella bacinella piena d’acqua calda.

Mia madre si chiamava Wieslawa, era una presenza incostante in quella casa.

Passavamo periodi in cui tutti sedavamo alla stessa tavola in un clima di “pseudo-serenità” a quelli in cui lei non c’era e l’umore di mio padre non era dei migliori.

Il più delle volte la sparizione di mia madre era preceduta da litigate e urla, oggetti che volavano e si rompevano e qualche pugno dato sul tavolo. Io scappavo sotto al tavolo o al letto mi tappavo le orecchie, non volevo vedere e neppure sentire.

Lei spariva, io restavo con un padre arrabbiato che il più delle volte sfogava la sua frustrazione nell’alcool o spaccava tutto ciò che si trovava a tiro. Era difficile stare accanto a un uomo in quello stato, che puzzava di alcool, ma all’epoca ero piccola per rendermi conto della pericolosità della situazione.

Solo un paio di volte era capitato che mia madre mi portasse via con lei. Vagavamo chiedendo ospitalità ad amici e conoscenti per poi far ritorno a casa, quando le acque si erano calmate e mio padre ragionava.

Non so perché litigassero, non l’ho mai saputo, non ho mai avuto occasione di chiedere il perché di quelle discussioni, come mai mia madre sparisse per parecchio tempo, lasciando una bambina di pochi anni con un uomo così instabile.

Dopo il periodo turbolento a casa tornava il sereno.  Mio padre faceva il sarto, lavorare era soddisfatto ma poi tutto d’un tratto arrivavano nuovamente i momenti bui…urla e litigi.

Tante domande senza risposta!

Litigavano per problemi economici? Perché mia madre era più giovane di mio padre di 15 anni? Forse aveva pretese che Michal, mio padre, non poteva esaudire? o perché beveva ed era malato? Bisticciavano per colpa mia?

I perché, a cui non ho mai avuto una risposta sono tanti, nonostante ciò crescendo mi sono rimboccata le maniche e sono diventata la donna che sono oggi.

“Solo il tempo ti darà le risposte che stai cercando, e te le darà quando avrai dimenticato le domande.”

Caterina