Ricominciare

Le prime settimane

Ricominciare dopo l’aborto non è stato facile.

Ricominciare a vivere, sorridere e sognare sembrava impossibile.

Il ritorno al lavoro mi ha sicuramente aiutata a tenere occupata la mente ma ogni notte e ogni week end non facevo altro che piangere.

Erano in pochi a sapere cosa era successo e chi non lo sapeva sembrava non accorgersi di nulla, anzi mi sono sentita anche dire che mi vedevano bene…forse merito di quel trucco più marcato del solito per nascondere le cicatrci che avevo nel cuore e nell’anima.

Mio marito in quei mesi ha dimostrato ancora di più di essere un grande uomo.

Mi è stato vicino anche se non volevo nemmeno mi abbracciasse, anche se lo trattavo male e lo scacciavo perchè pensavo che la sua vita sarebbe stata migliore senza di me, che avrebbe potuto avere quel figlio che tanto desiderava e meritava.

Il vento che porta via i pensieri

Lenti sono passati due mesi ed è arrivato maggio.

Qualche giorno prima del nostro anniversario di matrimonio vedo una super offerta in un wellnes sul lago di Garda, un luogo che amiamo sia io che mio marito, e decido di aproffitarne.

Quel week end è stata la svolta.

C’era vento, tanto vento e mio marito mi disse: “Lo senti? Questo è il vento che porta via i pensieri” e così è stato.

In quel week end mi sono sentita finalmente bene dopo tanto tempo e abbiamo ritrovato la passione e l’amore di un tempo e siamo tornati a casa pronti per ricominciare a pensare al nostro futuro.

Tentativo numero due

Nell’estate del 2017 finalmente siamo pronti emotivamente e fisicamente per il nostro secondo tentativo.

Questa volta il mio corpo risponde più lentamente ed arriviamo a ridosso della partenza per le vacanze.

Avete presente quanto sono distanti Rimini e Brunico?! Tantissimo!!!!

Ma il nostro desiderio di un figlio supera ogni distanza quindi dal mare ci mettiamo in auto e maciniamo km km per poi tornare al mare con tante speranze e forse un altro bambino nella pancia.

La delusione

Tutti dicevano che era stata un buon segno la gravidanza, il segnale che il corpo rispondeva e questa cosa mi faceva essere molto positiva.

Anche stavolta azzardo un test prima delle beta: “NON INCINTA”

Quelle due parole mi sono arrivate dritte al cuore, spegnendo le mie speranze e rendendomi ancora più negativa.

Penso che se fosse stato per me mi sarei fermata lì, la delusione era tanta e aggiunta a tutto il dolore già sopportato forse non ne valeva la pena, io volevo tornare a essere felice, a pensare ad altro, a non avere mille visite e scadenze.

Allo stesso tempo però guardavo mio marito e pensavo che non potevo togliergli quella gioia, non volontariamente.

E così decidiamo di continuare con il tentativo numero tre…

 

Articolo precedente “Attimi che cambiano una vita”

Tutta la mia storia la trovi qui

Mi trovi anche su Instagram @mammapinguina