Nuove dipendenze

Negli ultimi decenni alla dipendenza distruttiva delle droghe si è aggiunta quella, altrettanto distruttiva, da alcuni comportamenti. Comportamenti che normalmente fanno parte della vita quotidiana delle persone (gioco, lavoro, uso di internet,  giochi online, attività fisica, cibo e affetti). Tali comportamenti, però, possono eccedere fino al punto di arrivare a parlare di dipendenza (addiction). Queste vengono definite le nuove dipendenze, quelle dell’attuale millennio, caratterizzato soprattutto da una crescita esplosiva dell’uso di internet e della tecnologia.

Dipendenza dai giochi online

Tra i vari “strumenti” troviamo i videogiochi, considerati nuovi media in quanto digitali. I videogiochi consentono ai giocatori di modificare il loro stato mentale, sperimentare emozioni diverse, soddisfare bisogni psicologici o sfuggire alla realtà.

Gli utenti che presentano una condizione di addiction dai giochi online fanno un uso persistente e ricorrente di quest’ultimi: 8, 10 ore o più al giorno. Inoltre, esperiscono un complesso intreccio di sintomi cognitivi e comportamentali come la tolleranza, astinenza e trascurano le altre attività e i loro bisogni primari.

E’ una dipendenza caratterizzata da una varietà di giocatori:

  • Impulsivi/ aggressivi: Solitamente adolescenti che attraverso i videogiochi scaricano i loro impulsi aggressivi;
  • Socialmente condizionati: Giocano online per potere creare nuove relazioni interpersonali, conoscere persone e socializzare;
  • Emotivamente vulnerabili: Individui con bassa autostima, scarsa soddisfazione nella vita quotidiana. Giocano ai videogiochi al fine di evadere dalla realtà stressante e modificare i propri stati emotivi negativi.

Parlando di bullismo, è bene soffermarsi su quest’ultima tipologia di giocatori.

Rifugio della mente

Le vittime di bullismo risultano essere persone psicologicamente vulnerabili. Non è facile parlare di questo fenomeno con gli altri, esporlo ai propri genitori e, quindi, si tende a chiudersi in se stessi, isolarsi dal resto dei compagni, essere ansiosi e insicuri di sé, essere sensibili, calmi, non aggressivi, sentirsi falliti, poco attraenti ed avere un’opinione di sé molto negativa.

Un aiuto per superare tutte queste difficoltà sono proprio i giochi online, grazie ai quali le difficoltà interpersonali sono più controllabili, la comunicazione risulta più semplice e meno pericolosa. Tutto questo viene definito come strategia di coping disfunzionale. Questo allontanamento rischia di diventare prolungato  e permanente, può far costruire al soggetto una realtà esterna illusoria e fantastica, portandolo a negare il mondo reale. La conseguenza sarà un aumento di isolamento e distorsione del sé, delle relazioni interpersonali e dell’ambiente di appartenenza.

I videogiochi, quindi, solo apparentemente possono sembrare un ambiente sicuro per la persona vittima di bullismo. Ecco perché si parla di strategia di coping disfunzionale; perché in realtà questo tipo di comportamento porta a peggiorare la situazione già esistente, situazione che può essere risolta con altre “strategie” che non siano nocive per il ragazzo.

Iniziare ad aprirsi, parlare con qualcuno di cui ci si fida può essere un primo passo per non rimanere intrappolati in sé stessi e per evitare nuove situazioni spiacevoli in cui il ragazzo si ritrova ad essere vittima di bullismo.

 

In un nostro Articolo precedente abbiamo parlato di un fatto accaduto recentemente causato proprio dalle interazioni che nascono giocando ai videogiochi.