Il desiderio di Natale

Dopo la seconda iui negativa c’è voluto qualche mese per un nuovo appuntamento.

E così siamo tornati al centro steritlià dopo tre mesi.

Era il 6 dicembre 2017, esattamente un anno dopo la prima visita.

Eravamo di nuovo lì allo stesso punto con qualche ruga in più sul volto e qualche cicatrice in più sul cuore ma con il nostro desiderio di Natale vivo nel cuore.

Ricordo quella visita come se fosse ieri.

Un nuovo medico mai visto e un battibecco con lui che mi ha fatta vacillare.

Sono tornata a casa in lacrime chiedendomi se fosse quella la mia strada.

Valeva la pena soffrire così?

Soffrire nel fisico e nell’anima.

Sentirsi dire dal medico che mi avrebbe dovuta aiutare che non ero consapevole che si può vivere benissimo anche senza un figlio.

In realtà ne ero consapevole.

Sarei comunque andata avanti con la mia vita insieme a mio marito e ai nostri cani.

Ero però consapevole anche che non mi sarei mai sentita completa al 100%.

Questo e la spinta di mio marito mi hanno convina a continuare.

Probabilmente quel medico non lo avrei rivisto più così come non lo avevo mai visto nell’anno precedente.

Non è stato proprio così visto che ogni monitoraggio ho trovato lui ma giorno dopo giorno abbiamo imparato a conoscerci ed è diventato persino il mio medico preferito!!!!

Di quella stimolazione ricordo poco, ricordo la neve, taaaaanta neve.

Ricordo il negozio dove andavamo sempre attendendo gli orari per le visite tutto addobbato per le feste e quel cavalluccio a dondolo comprato come buon auspicio per la realizzazione del nostro desiderio di Natale.

Mi sentivo speranzosa immaginando che Babbo Natale ci avrebbe portato quel regalo così magico e che da tanti anni ormai gli chiedevo.

Purtroppo anche quel tentativo non è andato ma vi anticipo che dal Natale successivo vicino al cavalluccio avremmo appeso una pallina con un nome speciale: il nome di nostro figlio.

 

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