Ed eccomi di nuovo qui, oggi parliamo di gravidanza.

Ammettetelo che vi sono mancata… nello scorso articolo abbiamo parlato dell’essere mamma, in ogni sua sfumatura, se ve lo siete perse tranquille. Leggi qui

Quante volte le mamme si sono sentite dire di non fare paragoni con altre gravidanze perchè, ogni gravidanza è a sè?

Non ci credevo, pensavo che una donna avesse gravidanze e parti uguali, in fondo è la stessa donna. Mi sono ricreduta quando però ho iniziato a fare della gravidanza, del parto e del mondo mamma-bimbo il mio lavoro.

In un certo senso la mia vita.

Ho provato io per prima che la gravidanza è davvero un viaggio che riserva ogni volta sorprese e anche se a viverlo è la stessa donna, non sarà mai uguale ad un altra.


Arina

Arianna in viaggio

Arianna e Antonio

Per Arianna ho passato una gravidanza praticamente a letto.

Nonostante la giovane età dalla mia parte (20 anni) ero fissa a letto tra nausea, pressione bassa e stanchezza.

La pressione bassa ha fatto compagnia anche alla gravidanza di Antonio ma avevo più voglia di fare, più energia ed ero meno stanca.

I movimenti, ad esempio, sono arrivati in due epoche gestazionali diverse.

Nella gravidanza di Arianna i primi sfarfallii erano comparsi intorno alle ventidue settimane, ma lei nella pancia non era poi molto attiva, almeno fino al settimo mese, poi aveva iniziato ad aprire la danze.

Con Antonio, i movimenti erano netti, decisi e sicuri già a diciotto settimane. Un terremoto fino all’ultimo giorno di gravidanza, anche durante l’induzione lui di continuava a muovere come un ballerino.

Ho scoperto che i nove mese di gestazione  sono  viaggio meraviglioso, indubbiamente, ma a volte questo viaggio  si interrompe bruscamente.

L’aborto è un argomento spesso ancora considerato tabù, molte donne vivono quest’esperienza ma non tutte ne parlano.

Perchè?

forse per vergogna, spesso nascono nel cuore della mamma sentimenti contrastanti, senso di colpa per non aver portato a termine la gestazione, si ricercano mille perchè, si va a cercare il comportamento che potrebbe aver danneggiato la creatura che era nel grembo, spesso le cause però sono mediche, altre volte, però, nemmeno la medicina sa dare delle risposte.
Rimane però il fatto che, indipendentemente dal tempo, quel bambino ha abitato il corpo della mamma, il suo cuore, la sua anima e la sua vita.
C’è tanto bisogno di abbattere il muro di vergogna e silenzio che ancora oggi si cela dietro questa tematica.
Una donna che perde il suo bambino ha bisogno di tante cose.

Ascolto, supporto, accoglienza, ma non di fare come se non è successo nulla.

Anche quando una donna perde un figlio che non è il primo ha bisogno di interiorizzare quello che è successo, di lasciare che le emozioni prendano il loro spazio.
Se è vero che ogni gravidanza è a sè, che merita rispetto anche nel post parto, anche quando il viaggio  si interrompe ci vuole amore e sostegno, a prescindere dalle settimane di gestazione.

Hai mai affrontato un aborto? come ti sei sentita nel tuo ambiente, supportata o avevi intorno persone che facevano come nulla fosse?

ti abbraccio, da mamma a mamma e se vuoi raccontarmi di te, ti ascolto. Ti aspetto.