Ciao Amici del Trenino, sapete quando incontrai Leo per la prima volta?

Un particolare delle dolci illustrazioni del racconto Il Trenino dei bambini.

3 anni fa alle ore 19.46 di un mercoledì di settembre mio figlio veniva al mondo.

Dopo una decina di minuti dall’inizio del cesareo, l’infermiere mi domanda: “chi è nato?”

“Come chi è nato? Non ho sentito piangere…dov’è?” A voce bassa dico “Leonardo”.

“Signora non si preoccupi, Leonardo è già verso la terapia Intensiva con i dottori e il Papà “

Era nato il nostro bambino.

Turbinio di emozioni, il mio bambino dov’è…ma c’era il suo Papà con lui.

Dopo qualche tempo (penso un’oretta) è arrivato il Papà a raccontarmi tutto quello che aveva carpito dai dottori.

Era riuscito a farti un video e piangevi a pieni polmoni. Meno male.

Così ti ho visto per la prima volta, tramite il primo video che il Papà ti ha fatto.

È stato difficile, doloroso, pieno di domande, ma ti vedevo per la prima volta.

Ci doveva bastare sapere che fossi in buone mani, non potevamo fare altro.

Mi hanno poi portato in stanza, ho chiuso gli occhi, ma non ho dormito, non lo so…


Il protagonista del racconto dedicato alla prematurità

Il giorno dopo la sua nascita, ti vidi per la prima volta.

Ero sulla carrozzina, il Papà mi spingeva e percorrevamo insieme il lungo corridoio che portava alla TIN, la terapia intensiva neonatale, dove avevano ricoverato Leo.
Quante volte avrei poi fatto quel lungo corridoio, a tutti gli orari.

Il primo impatto con la TIN fu stranissimo.
Una volta entrata con la mantella verde e i calzari per mantenere l’ambiente sterile, mi sembrò di entrare in un “mondo” spaziale. Ogni bimbo aveva la sua stanza con tutto il necessario, dal lavandino al tiralatte. Tutto era così iper tecnologico, tante macchine con mille lucine. Non credevo ai miei occhi.

Tu eri lì, dentro all’incubatrice, dentro alla tua culletta che ti teneva al caldo e al sicuro.
Eri così vulnerabile, ma allo stesso tempo cosi forte.

Il personale medico, sempre sorridente, ci spiegò tutto. Una cosa era chiara: per qualsiasi cosa, saremmo dovuti passare da loro.

Io ero così emozionata, preoccupata e con tanta paura di non essere capace.

Non sapevo, ancora, che presto sarebbe diventato tutto familiare, che quegli strani aggeggi tecnologici sarei riuscita a comprenderli e che avrei imparato a conoscerti, amore mio, nonostante la culletta termica che ci separava.

Il Trenino dei Bambini ti aveva accompagnato fino alla stazione 7 mesi e ora toccava a noi!

Mai avrei immaginato che avremmo dato vita al nostro racconto dedicato alla prematurità.

Ci trovate su Etsy e YouTube!

Con affetto,

Elena