Il pandoro fatto in casa

Mi piace molto cucinare per la mia famiglia specialmente i dolci che vengono quasi sempre apprezzati da tutti, nel tempo ho eliminato quelle ricette che non hanno avuto successo facendo quindi una selezione diciamo naturale.

Nel periodo natalizio il pandoro e il panettone sostituiscono naturalmente le mie torte ma visto che la mia nipotina Ginevra adora proprio il pandoro mi sono voluta mettere alla prova provando a farel proprio il pandoro in casa.

In internet ci sono molte ricette più o meno complicate ma come spesso faccio ho preso come riferimento la ricetta di Paoletta Sersante che come sempre non sbaglia mai.

Credo di aver letto e riletto la ricetta 100volte guardato video su video ,ho comprato quindi lo stampo trovato la farina giusta come indicato nella ricetta ed ho iniziato questa sfida.

BRIODORO CHE DIVENTA PANDORO di PAOLETTA SERSANTE

Per il lievitino per il pandoro:

60 gr di farina forte 60 gr di acqua10-12 gr di lievito di birra1 cucchiaino di miele

Per l’impasto per il pandoro:

265 gr di farina forte 
75 gr di zucchero 
5 tuorli di uova medie
75 gr di acqua
85 gr di burro4 gr di sale a temperatura ambiente

Per l’emulsione per il pandoro: 

2 bacche di vaniglia30 gr di cioccolato bianco1 cucchiaio di Marsala o Rum15 gr di miele di acacia30 gr di burro ed io ho aggiunto della buccia di arancia in abbondanza perché  è un aroma che a Ginevra nei dolci piace molto.

 

Procedimento per il pandoro fatto in casa:

Il procedimento e un po’ lungo. Verso le 13.00 ho preparato quello che viene chiamato emulsione  cioè il preparato che darà sapore al pandoro. Ho messo in un pentolino, il miele, il cioccolato a pezzi, il burro, i semi di 2 bacche di vaniglia e la buccia d’arancia portandolo a bollore e lasciandolo poi a temperatura ambiente fino all’utilizzo.

Nel pomeriggio verso le 16.00 ho mescolato in una ciotola gli ingredienti per preparare il lievitino mescolandoli molto bene. Ho coperto poi con una cuffia da doccia “chiaramente nuova ed usata solo per questo scopo” tenendola a temperatura ambiente ci vorranno più o meno un paio d’ore.

 Alle 19.oo il mio lievitino era più che duplicato. Quindi l’ho messo nella ciotola della planetaria e aggiunto  l’acqua 1 cucchiaio scarso di zucchero tutta la farina tenendone da parte 12 cucchiai colmi.

Ho iniziato a lavorare a bassa velocità con la foglia fino a quando l’impasto ha cominciato ad aggrapparsi aggiungendo 1 tuorlo 1 cucchiaio raso di zucchero e 2 di farina ho ripetuto questa sequenza con tutti i 5 tuorli aspettando sempre che l’impasto si aggrappasse alla foglia prima di aggiungere gli ingredienti.

Quando ho aggiunto l’ultimo tuorlo ho unito1 cucchiaino di sale e tutta la farina meno un cucchiaio .

Paoletta raccomanda di capovolgere sempre l’impasto prima di aggiungere nuovi ingredienti.

A questo punto ho ammorbidito il burro lavorandolo con un cucchiaio e diviso in tre parti ed ho cominciato ad aggiungerlo all’impasto capovolgendolo ogni volta.

Per ultimo ho inserito con molta attenzione metà dell’emulsione poco a poco per evitare che l’impasto aggiungendo meta farina e capovolgendo nuovamente l’impasto.

Infine ho unito  l’ultima parte di emulsione con la poca farina rimasta.

Ho messo  il gancio e dopo un paio di giri l’impasto si è incordato perfettamente quindi l’ho fatto riposare per circa 30 minuti per poi fare le pieghe a U ed infine dopo altri 30 minuti fare la pirlatura.

Questo è stato per me il momento più critico perché mi sembrava che l’impasto fosse troppo morbido ed appiccicoso.

Ma dopo il giusto riposo la pasta mi sembrava quasi perfetta.

Ho messo quindi a lievitare il pandoro nello stampo imburrato in frigorifero per tutta la notte.

La mattina dopo verso le 8 l’ho tirato fuori  dal frigorifero e fatto lievitare per circa 5 ore.

Sarebbe dovuto arrivare fino al bordo e formare la classica cupola del pandoro. Ma probabilmente visto che il mio stampo era da 1kg e l’impasto era per uno stampo da 750g non è riuscito ad arrivare al bordo.

Nonostante avessi letto un sacco di volte la ricetta non ho tenuto conto di aumentare le dosi in base allo stampo che avrei usato la prossima volta farò sicuramente più attenzione.

Ho scaldato il forno a 160 e cotto per circa 50 raggiungendo i 95° al cuore.

L’ho fatto raffreddare in piedi per circa 20 minuti e poi un po’ facendolo rotolare sui lati .

Con un poco di fatica sono riuscita a tirarlo fuori dallo stampo. La curiosità di assaggiarlo era così tanta che non abbiamo aspettato che si raffreddasse ma l’abbiamo tagliato che era ancora tiepido.

E’ sicuramente buono.

Diverso da quelli comprati ma vedere gli occhi felici ed orgogliosi della mia nipotina mentre lo mangiava l’ha fatto diventare il più buono tra tutti.