Aborto: parlare della perdita di un figlio

 

Questo mese ho deciso di prendere una pausa dal racconto della mia storia per parlare di una cosa che mi ha colpita negli scorsi giorni.

L’Aborto e in particolare parlare della perdita di un figlio. 

Una nota donna dello spettacolo ha raccontato di aver perso un figlio e la notizia è stata riportata in molti articoli ma i commenti che ho letto sui social mi hanno fatto venire la pelle d’oca.

 

È un argomento che mi tocca molto sia perché ci sono passata in prima persona sia perché purtroppo proprio recentemente ha toccato persone a me care e a cui sono molto vicina.

 

“Ma era solo al secondo mese”

C’è un termine minimo per poter soffrire?!

Anche a me è successo nelle prime settimane e spero non mi ricapiterà mai più.

Ero la prima a ripetermi che sarebbe stato peggio se avessi sentito il suo cuore, se lo avessi sentito muoversi o ancora peggio se lo avessi dato alla luce.

 

Ma questo non ha cancellato il dolore che ho provato e che ancora è dentro di me dopo anni e nonostante abbia il mio arcobaleno con me.

 

“Ha già dei figli”

Ci sono passata anche io dall’infertilità e dal pensiero di non poter mai essere madre.

 

È vero, pensi che una donna che ce l’ha fatta sia più fortunata di te.

 

Un aborto però è sempre un aborto che tu abbia zero, uno, tre o sette figli a casa.

 

Avere già dei figli non ti toglie il diritto di soffrire.

 

Penso che ogni donna ami tutti i suoi figli e così come quella donna ama i figli che ha a casa amava anche quel figlio che stava crescendo dentro di lei 

 

“Non dovrebbe parlare di un dolore così privato” 

Questa l’ho lasciata per ultima ma è una delle frasi più frequenti e che trovo VERGOGNOSA

 

Ci sono donne che decidono di non parlarne per svariati motivi e hanno tutto il mio rispetto.

 

Chi decide di parlarne peró merita altrettanto rispetto.

 

La considero una scelta coraggiosa.

 

Non è sempre semplice condividere, soprattutto dolori così profondi, ma può essere di aiuto e di conforto ad altre persone.

 

Purtroppo accade ogni giorno a tantissime donne e famiglie e molto spesso è un dolore incompreso.

 

Tante donne, me compresa, si sono sentite dire queste e molte altre frasi inappropriate.

 

Ci sono tanti dolori al mondo, peggiori o migliori ma tutto è relativo, ma penso che ognuno di essi abbia e debba avere la sua dignità.

 

Spesso si fa fatica a comprendere un dolore che non si è passato in prima persona, ci vuole empatia che non tutti hanno ma in qualsiasi dolore non si è da sole.

 

E se nessuno parlasse del proprio ognuna di noi si sentirebbe sola nelle sue piccole e grandi sventure.

 

Ebbene posso dirvi una cosa con certezza: non siamo sole, mai.

 

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