Urlare ai bambini non serve

Urlare ai bambini non serve? Spesso ci capita di perdere la pazienza e urlare. Arriviamo la sera dal lavoro, dobbiamo fa fare i compiti ai bambini, sistemare, pulire, preparare la cena e organizzare l’agenda del giorno dopo. Quante cose! In quelle ore poi ci sono anche i bambini che giocano, hanno le loro esigenze e alle volte piangono. Noi, provati dalla frenesia degli impegni giornalieri non abbiamo più pazienza di ripetere per l’ennesima volta “stai fermo” oppure “non saltare sul divano” ecc… e arriviamo all’esasperazione urlando un forte “basta! smettila!”

Cosa succede quando si urla?

Chi urla lo fa  perché vuole risolvere una situazione nell’immediato, imponendo la sua decisione, senza perdere altro tempo e senza impegnarsi nel dare spiegazioni o a capire le ragioni dell’altro. Urlare è una reazione violenta che può far nascere altra violenza. Se  avviene raramente, il danno per i bambini è minimo, se invece è la prassi porta mancanza di autostima, frustrazione, con il rischio di trovarsi bambini a loro volta urlanti. Questo atteggiamento sbagliato non porta a nulla, se non a far sentire il bambino incompreso e ferito. Un modo di porsi al di sopra dell’altro, di sminuirlo e di zittirlo e danneggia la sua autostima. Il bambino così crescerà con la convinzione che urlare è la modalità giusta per comunicare e affermarsi con le persone. Lui vede l’adulto come modello da imitare. Se desideriamo che il nostro bambino si comporti come vogliamo, dobbiamo dare noi per primi il buon esempio. Se non vogliamo che gridi allora noi saremmo i primi a non doverlo fare.

Prevenire meglio che curare

Se riusciamo a capire quando siamo più stanchi e quindi meno pazienti, abbiamo anche la possibilità di prestare più attenzione alle nostre emozioni e cercare di controllarle. In questo modo possiamo metterci al riparo ed evitare la sfuriata che danneggerebbe il rapporto con il bambino.  Urlare può essere un modo di dare sfogo allo stress o alla stanchezza di una giornata pesante o alla mancanza di sonno. E’ importante capire cosa fa scatenare la rabbia per poterla controllare meglio. Se si urla il bambino rimane colpito più dal nostro atteggiamento e dal volume della voce e non capirà ciò che gli stiamo dicendo in quel modo. Se parliamo con tono calmo e con frasi semplici e chiare invece verremmo ascoltati.

Cosa fare per non urlare

Un grande aiuto lo da l’organizzazione. Spesso i bambini vanno in confusione e diventano nervosi quando facciamo loro fretta. Prepariamo la sera prima la cartella e i vestiti per il giorno dopo così non dovremmo litigare la mattina, che c’è poco tempo, per scegliere il pantalone blu o giallo o perché non si trova un quaderno.

Pensate all’età e alle esigenze del bambino. Le richieste vanno in base all’età e alle capacità del bambino. Se ha bisogno di svegliarsi con calma o è lento nel mangiare cercate di svegliarlo prima. Meglio 15 minuti di sonno in meno di mamma e papà piuttosto che un pianto isterico disperato perché gli fate fretta.

Cercate di parlare in positivo. Usate le frasi senza i “non” ad esempio “non buttare i giochi” diventa ” appoggia piano il libro”. Così il bambino capisce subito qual’è l’atteggiamento corretto da adottare e non si ferma al rimprovero in cui non sa come risolvere la situazione.

Cercate di capire quando siete stanchi e faticate a gestire un eventuale imprevisto o capriccio. Se sentite arrivare la rabbia uscite dalla stanza e respirate a fondo prima di affrontare la situazione.

Date regole chiare e  semplici  e informate il bambino delle possibili conseguenze. Non urlare non significa non dare regole. Il bambino ne ha bisogno per capire quali sono i comportamenti adeguati e per crescere.

Armatevi di pazienza e perseveranza. I bambini hanno bisogno di ripetere varie volte le azioni per imparare così come hanno bisogno che voi ripetiate loro le cose molte volte prima di fissarle  e interiorizzarle.

Pensate a voi. Perchè per essere sereni ed affrontare l’impegno quotidiano dell’essere genitore avete bisogno anche voi di fare una azione che vi gratifichi e che vi rilassi.

 

“I genitori devono essere affidabili, non perfetti. I figli devono essere felici, non farci felici.”
(Madre Teresa di Calcutta)

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