scuola covid19

La lettera di un bambino. La nuova scuola vista da loro.

Dopo tantissimo tempo a casa, a settembre noi bambini siamo tornati a scuola, ma, purtroppo, non è la scuola che abbiamo lasciato.

Sono cambiate tante cose, a cui ancora si fa fatica ad abituarsi, e non ci piacciono proprio tanto.

Ogni settimana, ci vengono distribuite delle mascherine con due fasce che stringono dietro la testa,  e bisogna tenerle, anche se a volte non ci sentiamo bene perché manca l’aria. Quando succede, alziamo la mano e chiediamo alle maestre di poter andare ai servizi per respirare un po’, e fortunatamente, non dicono mai di no. Con queste mascherine le insegnanti hanno imparato a riconoscerci dagli occhi, a leggerli, e a capire se qualcosa non va.

Un’altra cosa nuova è che dobbiamo applicare il gel igienizzante sulle mani ogni volta che entriamo in un’aula. Se per caso ne mettiamo appena un po’ di più, le mani appiccicano così tanto che, altro che pulite… bisogna andare a rilavarle sotto l’acqua.

E non è finita…

Anche la ricreazione è cambiata, perché dobbiamo rimanere seduti al nostro banco. Mi manca poter correre liberamente…

A metà giornata poi, bisogna cambiare mascherina, perché otto ore con la stessa non si può stare. E questo per noi vuol dire una cosa sola: mensa.

Questo è un momento difficilissimo per noi bambini.

Vi ricordate come erano rumorose e festose le mense fino allo scorso anno? Dimenticatevele.

La mensa, ora, è un posto Pe-ri-co-lo-sis-si-mo!

Siamo tutti senza mascherina, perché con, ovviamente, non si può mangiare… e quindi?

Silenzio assoluto

Io vorrei chiacchierare con i miei amici senza pensieri, ma non si può.

Se qualcuno si ammala, a scuola rischiamo di dover rimanere tutti a casa come l’anno scorso. A causa di questo virus abbiamo imparato cosa sia la DAD (Didattica A Distanza), e quest’anno abbiamo pure la DID (Didattica Integrale Digitale), e tante altre sigle strane.

Nonostante la scuola sia piena di regole possiamo comunque continuare a giocare, anche se con qualche attenzione in più. Dopo la mensa infatti, tempo permettendo, possiamo ancora andare in giardino.

Se stiamo vicini, ma non troppo, con la mascherina va bene, ma dobbiamo giocare senza toccarci e senza mescolarci ai bambini delle altre classi che sono in giardino con noi.

Quindi il divertimento è limitato, ma le maestre dicono che noi bambini siamo bravissimi e, pur di stare all’aria aperta, ci accontentiamo anche di seguire queste brutte regole.

Però sapete cosa vi dico? Pur di andare a scuola noi ci adatteremo a tutto perché, anche se abbiamo tante regole, stiamo insieme ai nostri amici e abbiamo trovato il modo di divertirci lo stesso.

E una cosa a voi grandi la vorrei chiedere: rispettate le regole anche voi, così noi potremo tornare presto ad essere bambini, ma bambini veri!

Un bambino della scuola primaria.

E noi, cosa possiamo fare?

Questa scuola è difficile per tutti: bambini e insegnanti, ma non bisogna dimenticare i genitori. Qualche anno fa ci sarebbe sembrato completamente assurdo, eppure oggi i genitori hanno acquisito anche il ruolo di insegnanti… e voi lo sapete bene dopo l’ultimo anno!

Quando i bambini rientrano da scuola dopo otto ore in questa situazione, in cui le possibilità di sfogarsi sono veramente minime, spesso sono agitatissimi, e per i genitori che arrivano dopo il lavoro può essere molto stressante.

I genitori, che spesso arrivano davanti a scuola direttamente dal lavoro, sono già stanchi, ma nonostante questo devono resistere fino alla fine della giornata e i bambini così repressi a scuola, quando escono esplodono di energia.

La cosa migliore sarebbe riuscire a fargli fare una merenda all’aria aperta, se il tempo lo permette, e portarli al parco o in giardino, per dar loro la possibilità di prendere aria, di sfogarsi e di rilassarsi.

Lasciateli liberi di sperimentare e giocare, senza troppe limitazioni. Se per caso si sporcano, saltano nelle pozzanghere, non sgridateli. Hanno bisogno di potersi esprimere, di potersi liberare dalla pressione della scuola, che non è quella dei compiti e della didattica, ma quella delle regole ferree a cui si sono dovuti abituare. Hanno già la mascherina da sopportare e, alle volte, sono davvero migliori di noi adulti.

Se poi ci sono anche dei compiti da fare, si possono fare più tardi, con calma e con il vostro aiuto che, soprattutto alla scuola primaria, è di fondamentale importanza e, non solo per la didattica, ma anche per sentirsi supportati e aiutati anche in ciò che per loro risulta più difficile. Dategli sostegno.

A questa età hanno bisogno dell’aiuto di un genitore, anche solamente per sentirsi apprezzati, e sostenuti, se per loro quel compito è importante. Facendo i compiti assieme a loro si sentiranno meno soli in questa scuola difficile.

La scuola dovrebbe essere il luogo delle relazioni sociali per eccellenza, ma questa pandemia ha rubato una parte importante della loro infanzia. Rispettando sempre le regole per la sicurezza di tutti, fateli socializzare assieme ai loro amici fuori da scuola, soprattutto in questo periodo in cui gli sport sono sospesi. Ne hanno veramente bisogno.

Nel limite del possibile cercate di limitare il tempo che passano davanti alla televisione o ai dispositivi elettronici (videogiochi, tablet e smartphone), in cui il rischio di isolarsi dal mondo è molto alto. Non facciamo perdere loro il senso della condivisione e della relazione. Per il loro bene e per il futuro di tutti.

Loro sono il nostro futuro!