25 novembre giorno in cui si celebra nel mondo la giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’assemblea generale delle Nazioni Unite. Non deve essere, però, solo quel giorno a ricordare quanta brutalità esiste nel mondo.

Tale violenza è ritenuta una violazione dei diritti umani e i dati ISTAT suggeriscono che interessa 1 donna su 3, anche se questi sono in aumento per via dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo; infatti, le famiglie che sono più a stretto contatto tra loro e trascorrono più tempo insieme, aumenta il rischio che le donne e i figli siano esposti alla violenza soprattutto se ci sono gravi perdite economiche o di lavoro.

Si esprime attraverso varie sfaccettature come:

  • La violenza domestica, esercitata soprattutto all’interno dell’ambito famigliare o nella cerchia di conoscenti tramite minacce, abusi fisici o verbali;
  • Stalking, insieme di comportamenti persecutori ripetuti e a carattere intrusivo;
  • Percosse;
  • Uxoricidi, omicidio del proprio coniuge che può avvenire per salvaguardare il proprio onore (Delitti d’onore)
  • Violenza economica, in cui l’uomo sottrae alla donna il diritto di gestire il patrimonio personale
  • Incesto, che coinvolge una relazione tra padre/fratello e figlia/sorella
  • Violenza assistita, in cui i minori osservano tali situazioni anomale che si creano all’interno di quello che per loro dovrebbe essere un ambiente sicuro.

CONSEGUENZE

L’OMS definisce la violenza sulle donne come un importante problema di salute pubblica.

Le conseguenze sono quelle che sentiamo in qualsiasi cronaca: omicidi, suicidi e lesioni gravi.

Oltre a queste ce ne sono alcune di cui non si parla spesso, si tratta di patologie da dolore cronico, emicranie o dolori addominali. In aggiunta, le donne coinvolte in queste situazioni non riescono a proteggere se stesse da gravidanze indesiderate e, quindi, aumentano gli aborti indotti ma non solo, anche quelli non voluti o nascite premature.

Quello che comunemente si può sviluppare sia nella adolescenti che nelle donne vittime di abuso è un disturbo post-traumatico da stress, caratterizzato da disturbi del sonno e dell’umore, senso di colpa, irritabilità, tristezza persistente e anedonia, e nei casi più gravi si associa ad autolesionismo, ad una più frequente ideazione suicidaria e a comportamenti violenti. Questo disturbo non è l’unico a rischio di insorgenza in questi casi, infatti, si può parlare anche di depressione, ansia, fobie e disturbi alimentari.

CONSULENZA PER LE DONNE VITTIME

L’OMS ritiene che in assenza di counseling per il trauma gli effetti psicologici negativi possono persistere per diversi anni dopo l’aggressione, mentre  i problemi e i sintomi fisici tendono a ridursi nel giro di un anno dall’atto.

La consulenza psicologica è un passaggio fondamentale per poter uscire da questo tunnel. Psicologi regolarmente iscritti all’Albo sono pronti ad accogliere le donne gratuitamente presso i centri antiviolenza per offrire il proprio sostegno. Attraverso diversi incontri si inizia un percorso di recupero, lavorando sulla propria autostima e sul senso di autoefficacia al fine di recuperare una nuova autonomia e indipendenza.

Inoltre, durante queste sedute si può consigliare la partecipazione a:

  • un gruppo di auto-aiuto. In cui si condivide con altri i propri vissuti e questo serve a sentirsi meno soli, creando così un mutuo sostegno tra le donne tale da riattivare le risorse necessarie per superare l’esperienza dolorosa e per acquisire aspetti nuovi dell’identità di sè e comportamenti più funzionali.
  • un percorso di superamento della vittimizzazione. Qui tutti gli aspetti del trauma vengono rielaborati, si semplifica la risoluzione dei problemi attuali e si forniscono diverse opzioni di comportamento per il futuro.

Progetto antiviolenza kids guiding moms

Tramite l’associazione è nato questo progetto per dare una mano a donne vittime di violenza, come? Tramite conforto! Facendo capire a queste persone che non sono sole, che possono confidarsi con qualcuno, aiutandole a mettersi in contatto con le figure competenti della propria città.

Grazie a loro una donna che aveva subito un episodio di violenza da parte del proprio compagno affetto da una dipendenza da alcol è riuscita a ritrovare la forza per riniziare. Tramite il loro sostegno, i loro messaggi per non farla sentire sola e l’aiuto che sono riuscite a darle mettendosi in contatto con gli assistenti sociali del posto, questa persona ha trovato il modo per uscire dalla sua depressione, ha trovato un nuovo lavoro e presto con l’arrivo anche di una nuova casa si lascerà, finalmente, questa brutta storia alle spalle.

Grazie a questi gesti da parte di persone come la grande famiglia di Kids guiding moms una donna può rinascere.

 

Laura