Castighi e punizioni

Quante volte i bambini ci fanno perdere la pazienza , diamo loro castighi e punizioni ma sembra che non capiscano quello che chiediamo loro e ci fanno ripetere le cose tantissime volte? Arriviamo a perdere la pazienza, a mettere in castigo, urlare e minacciare con il risultato che il bambino si spaventa e per paura smette ma non perché ha realmente capito la vostra motivazione. Un atteggiamento punitivo è controproducente perché non da modo al bambino di capire le reali motivazioni della vostra richiesta.

Non toccare il vaso, non rotolare a terra, non toccare la pentola. sono frasi formulate per negazione che il bambino non capisce e non ha modo di comprendere. Attenzione, i no vanno detti e le regole vanno date ma si possono formulare in modo diverso per essere comprese dal bambino. Una educazione completamente permissiva non va bene. Non esiste un mondo fatto solo di felicità e che è a loro completa disposizione. Non è la vita reale.

Si può creare una collaborazione tra genitore e bambino per il raggiungimento sereno di autonomia di comportamento corretta del bambino. Per fare ciò però bisogna conoscere lo sviluppo delle competenze del bambino e soprattutto metterlo nelle condizioni di fare la cosa giusta.

Cosa succede se?

Abbiamo sul fuoco una pentola che scotta? Ci hanno regalato un bellissimo vaso di fiori?

Il nostro bambino è attirato dalle cose che vede fare alla mamma perché, se la mamma è molto impegnata con quella pentola ci sarà di sicuro qualcosa di interessante da vedere! Oppure ci sono dei bellissimi fiori tutti colorati e profumati sul tavolo. Saranno morbidi? Ho bisogno di toccarli per capire di cosa si tratta. Il bambino ha quindi bisogno di soddisfare la sua voglia di conoscenza interagendo con l’oggetto che attira la sua attenzione. Nostro compito è fargli capire come farlo nel modo giusto per evitare che si faccia del male o che rompa qualche cosa.

Dobbiamo accompagnare il bambino a capire cos’è e dargli modo di fare la cosa giusta. La mamma, rispettando il livello di comprensione del bambino, deve cercare di spiegare con linguaggio comprensibile per la sua età, cosa è giusto fare e perché. Far osservare il vaso di fiori, fargli sentire i petali morbidi, far vedere che è delicato, che ha bisogno dell’acqua. Fategli vedere la pentola e il fuoco, fategli assaggiare la pappa un po’ calda piano piano. Ogni volta che il bambino vorrà vedere il vaso o la pentola ci sarà un adulto vicino che lo accompagnerà nella scoperta e gli ripeterà come fare per esplorare e conoscere quella cosa. La sua curiosità verrà soddisfatta e giorno dopo giorno, inizierà a capire cosa si può fare e come e cosa non si può fare e perché.

Perché è meglio non punire?

La punizione è la conseguenza negativa di una azione. Per natura tutti (bambini e adulti) cecano di evitare le punizioni perché non sono gradevoli per nessuno. Che sia uno schiaffo, una umiliazione, una soppressione di qualcosa che piace (cartoni, gioco, cibo ecc…) si cerca di evitarlo adottando varie strategie che possono essere sbagliate. Ad esempio si può arrivare a dire le bugie per evitarla, evitare di compiere delle azioni necessarie come fare i compiti (così non sento urlare e non mi sento umiliato) dire che non è colpa nostra ma scaricare la colpa su altri, agire di nascosto. Queste sono solo alcuni dei comportamenti derivati da un uso improprio delle punizioni.

Punire porta ad avere una soluzione “di sfogo” immediata per noi educatori ma non raggiunge lo scopo di far capire al bambino il perché  quel comportamento sia sbagliato. Se ad esempio dovete uscire in giardino o al parco e il bambino non riordina la camera, non servirà dirgli “per punizione stai a casa”. Meglio avvertirlo prima dicendo ” tra poco usciamo, giochiamo ancora un pochino poi riordiniamo” possiamo aggiungere anche “così abbiamo il tempo di uscire altrimenti il sole va via e non riusciamo a giocare fuori”. Questa frase oltre ad essere formulata in positivo fa capire al bambino cosa succede se non ascolta. la conseguenza sarà che non riuscirà a giocare fuori non perchè glielo avete vietato per punizione ma perchè lui ha giocato di più senza riordinare e come conseguenza delle sue azioni non si è potuto uscire.

Come possiamo fare?

Possiamo accompagnare il bambino nel suo lungo e complicato viaggio alla scoperta della vita.

Le valigie dovranno essere piene di:

  • Pazienza. Perché i comportamenti giusti non si possono imparare in una volta sola
  • Costanza. Nell’accompagnare il bambino con comprensione e positività, ripetendo le cose se necessario.
  • Linguaggio positivo. Questo permette di dare al bambino delle soluzioni positive ai problemi che si pongono davanti ad esempio: “non mettere il bicchiere sul bordo” si può trasformare in “metti il bicchiere davanti al piatto così non cade” oppure “non buttarti per terra che ti sporchi” si può modificare in positivo così: “appena arriviamo a casa ci rotoliamo con la tuta sul tappeto”
  • Assertività. Stile comunicativo basato sull’onesta espressione dei propri sentimenti, opinioni, pensieri. In tale comunicazione è importante comprendere il proprio stato d’animo e quello altrui. Tale stile comunicativo implica una capacità empatica che permette di arrivare ad un compromesso.

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