Il tuo bambino dorme?

Questa è la prima domanda (o quasi) che ogni mamma si sente rivolgere!
Spesso poi viene fatto il collegamento “bambino che dorme, “bravo” bambino”.
Le mamme si sentono caricate anche di questa responsabilità e causa (o meno) della qualità del sonno di tutta la famiglia.

Viviamo in una società dove il sonno del bambino è ancora caricato di pregiudizi sul contatto, sui bisogni da cui spesso diventa difficile prender le distanze. c’è sempre attorno a noi qualcuno che ci dira “lascialo giù, deve imparare a dormire”, “fallo piangere”. Si pensa che un esserino così piccino debba interiorizzare e avere da subito abitudini, richieste, simili a quelle dei grandi ma non è cosi!
Basterebbe pensare anche solo all’evoluzione motoria del bambino: quanto ci vuole prima che cammini? O nasce che cammina già? A tutto c’è una motivazione evolutiva, che però si scontra con le richieste sociali e, in primis, col tempo che incalza.

 

Come funziona il sonno del bambino?

Il problema è che il sonno dei bambini non funziona come il nostro… La realtà è ben diversa dai film, dove i cuccioli dormono beati nei lettini da soli tutta notte.
I risvegli di un bambino sono considerati fisiologici fino ai 3 anni, perché semplicemente non hanno ancora la capacità di agganciare una fase di sonno con l’altra e spesso, hanno bisogno di un aiuto esterno per farlo.
Il fatto è che però poi di giorno , le mamme hanno moltissime altre cose di cui occuparsi:  lavorano, badano alla casa o agli altri bimbi e questo complica la gestione!

Il sonno dei piccoli è fatto spesso di tanto contatto, tanti risvegli, stanchezza, momenti in cui non capisce cosa sta succedendo… notti che sembrano regalate e altre che non finiscono mai!
Ogni conquista è solitamente preceduta da una regressione, e quando si tratta di sonno diventa tutto più complesso da gestire per noi adulti.

 

Bisogni di giorno, bisogni di notte.

I bisogni del bambino sono gli stessi che ha durante il giorno, ma ovviamente al calar del sole la fatica si fa sentire e noi adulti siamo abituati a spegnere la testa e riposare fino a mattina. Con un neonato questo difficilmente è possibile!

Non sa ancora di esser separato da noi, la notte (evolutivamente parlando) è un momento di silenzi, di pericolo, di stimoli che quando arrivano sono ancora più forti.. è il momento più debole nell’evoluzione ancestrale e abbiamo ancora un retaggio di questo.

Il sonno è quindi una competenza che va appresa e, in quanto tale, è fatta di tempo in cui tutto va un po’ riorganizzato e riadattato alle nuove esigenze della famiglia.
Per questo è anche importante che la mamma e i neo genitori possano avere un aiuto concreto per recuperare un po’ di sonno, o nella gestione della casa, in modo da riuscire a avere le energie per gestire tutte le richieste che un bimbo piccolo fa e che a volte ci mettono alla prova!

Per questi sono nati mille metodi diversi più o meno discussi per far dormire i bambini, che però spesso non ne considerano le caratteristiche evolutive…
I bimbi hanno “solo” bisogno di tempo, fiducia e routine che mano mano acquisiranno… (Trovate qualche spunto anche in questo articolo di Erica)

E il tuo bambino, come dorme?

 

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