I neonati devono esser stimolati?

Spesso mi viene chiesto dai neo genitori cosa possono fare per stimolare i neonati. È veramente necessario?

Vediamo un attimo come “funziona” un bambino. Un neonato venuto al mondo da poco, non ha ancora la percezione di esser separato dalla madre. Questo implica una fase di totale dipendenza dall’adulto, che è anche il primo filtro di cui il bimbo fa esperienza.

Questa fase si protrae per un tempo piuttosto lungo che, convenzionalmente, si pensa  finisca circa al 9 mese di vita, cioè alla fine dell’esogestazione. In questo momento il bambino INIZIA a staccarsi dalla figura di riferimento per esplorare il mondo.

Per un neonato quindi, tutto il mondo è uno stimolo nuovo. Dopo aver passato 9 mesi nella pancia, in un luogo caldo, fatto di suoni ovattati, cullato dal liquido amniotico si trova scaraventato in una nuova realtà piena di stimoli sensoriali nuovi. Provate a pensare a quanto stress possa causare un passaggio così brusco!neonato piange

L’ambiente è il primo stimolo.

L’ambiente è il primo stimolo a cui i neonati sono sottoposti. Suoni, odori, luci, sensazioni nuove (come il caldo, il freddo, ecc) sottopongono i neonati a una continua reattività, che spesso fatica a gestire.

Se li osserviamo con attenzione, possiamo notare che spesso verso sera hanno degli “scarichi”emotivi, che manifestano col pianto, proprio per l’accumulo di emozioni ricevute durante la giornata. Sono quelle che solitamente sono definite coliche dei neonati, ma che di coliche vere e proprie non si tratta. Parliamo di una forma di gestione dello stress e degli stimoli ancora immatura per cui si innesca un pianto, che porta a ingurgitare aria, e poi necessariamente ad espellerla, tirando le gambe e facendo pensare a un dolore alla pancia.

I genitori fanno riferimento a un malessere fisico perché spesso, in quei Momenti, ci si sente davvero impotenti nel tentativo di consolare i propri neonati e, anche negli adulti, si crea una sensazione di ansia e disagio.

I piccoli neonati devono imparare, crescendo, a filtrare gli stimoli utili da quelli meno utili, questa è una competenza che si apprende nel tempo.

Come possiamo aiutarli?neonato cullato

Il genitore è il primo esperto del proprio bambino e può cercare di aiutarlo nella gestione di stimoli e emozioni.

Come? Anche solo il gesto di tenerli in braccio o in fascia, rivolti verso l’adulto, li protegge da tutti gli stimoli che altrimenti li invaderebbero. Il babywearing in questo caso si rivela davvero utile perche “protegge” del mondo esterno. Accogliere le emozioni dei piccoli, abbracciarli, cullarli, li rassicura. Assecondiamo i loro bisogni!

Quindi, quando iniziare a stimolare i neonati?

Un neonato i primi mesi non riesce a star seduto, non si muove nello spazio.

Io consiglio sempre di guardarli attentamente e iniziare a fare qualcosa insieme nel momento in cui iniziano a muoversi un po’, magari rotolando o sapendo stare a pancia giù. Non ci sono quindi tempistiche standard perché ogni bimbo ha la sua crescita ed è giusto rispettarla.

Consapevoli però che avranno un tempo di attenzione molto basso! Non chiediamogli troppo!!

Cosa proporre?

I primi mesi possiamo proporre per esempio le immagini ad alto contrasto, la giostrina di Munari, o le palestrine (meglio se fai da te! senza troppi colori, suoni troppo alti ecc).

Facciamo in modo che il bimbo possa avere accesso a questi oggetti, ma senza sovra-stimolarlo. Fondamentali sono anche le canzoncine, filastrocche che spesso incuriosiscono i più piccoli e sono un legante per la relazione e il linguaggio.

Quando crescono un pochino e riescono a star seduti sono molto apprezzati il cestino dei tesori, i libretti tattili, le bottiglie sonore… guardate nelle vostre case e troverete molte cose interessanti da proporre ai vostri bimbi, a costo zero!

Qui potete trovare altri spunti per le attività da proporre ai vostri bambini.

 

Per una consulenza personalizzata o maggiori info puoi scrivermi alla mail valentinaeducatricedoula@gmail.com 

 

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