Infertilità e gli interventi nutrizionali


Buongiorno mamme e papà, nel precedente articolo abbiamo parlato di una delle possibili cause di sub-fertilità/infertilità: l’endometriosi e come intervenire con la dieta.

Oggi continuando un po’ sullo stesso filone voglio parlarvi di alcuni studi scientifici che hanno dimostrato come la dieta possa migliorare la fertilità di coppia.

Il concepimento secondo alcuni studiosi è un “incontro frenetico” e un “fragile miracolo”.
Molte variabili possono interferire e renderlo improbabile.
Per una coppia su 7 il concepimento tarda ad arrivare. Molte sono le possibili cause: problematiche femminili di ovulazione ad esempio, oppure maschili di spermatozoi non totalmente efficienti.
Molte coppie quindi devono rivolgersi a specialisti e a cliniche per la fecondazione assistita.

In America nel 1976 è stato iniziato uno studio epidemiologico su 120.000 infermiere, sposate, di età comprese fra i 30 e i 55 anni. Ciascuna infermiera doveva completare un questionario sulle abitudini alimentari, esercizio fisico, stress, lavoro e altre informazioni personali come ad es. le relazioni. Il questionario veniva completato ogni 2 anni. Nel 1989 il Dr. Willet decise di selezionare 116.000 giovani infermiere da quelle che erano già state incluse nel precedente studio e di far completare un altro questionario per esplorare alcuni aspetti relativi alla fecondità e ad altre condizioni di salute. Lo studio in questione è noto come “Nurse’s Health Study”.

Dal campione di 116.000 infermiere è stato poi selezionato un gruppo di circa 20.000 donne che nel questionario avevano dichiarato di voler cercare una gravidanza. Nessuna di queste dichiarò di avere problemi di infertilità. Negli 8 anni successivi circa 27.000 tentativi di concepimento sono stati registrati. Il 13% di queste donne ha avuto problemi di infertilità.
Grazie a queste donne e alle informazioni personali che hanno fornito tramite il questionario sopracitato è stato possibile indagare la connessione fra dieta/stile di vita e fertilità.

In particolar modo, da questo studio sono stati stilati alcuni principi della nota “dieta della fertilità di Willet”.
La dieta della fertilità si basa su 10 principi, ve ne elenco alcuni:
a) Preferire le proteine vegetali a quelle animali
b) Inserire nella dieta cereali integrali e ridurre il consumo di zuccheri
c) Bere almeno una volta al giorno una porzione di latte intero/yogurt intero
d) Assumere acido folico e altre vitamine del gruppo B
e) normalizzare il proprio peso prima di intraprendere una gravidanza

Queste raccomandazioni si basano sull’evidenza scientifica e sull’osservazione che le donne che avevano queste abitudini alimentari e di stile di vita, hanno avuto più concepimenti e gravidanze normo-intercorse.

Esistono poi altri studi che hanno dimostrato ad es. come la carenza di vitamina D nella donna aumenti il rischio di aborto oppure ad es. carenze franche di Iodio possano causare infertilità.

Infine ci sono molti studi anche per l’infertilità maschile.
Ad es. è stato osservato che una dieta ricca in omega 3 ed omega 6 modifica la struttura degli spermatozoi rendendoli più efficienti.
Altro aspetto importante è supplementare anche nell’uomo la dieta con acido folico in quanto è stato osservato che migliora la maturazione del gamete maschile e quindi la fertilità.

In conclusione vorrei sottolineare come non tutte le condizioni di infertilità possano essere modificate dalla dieta e dallo stile di vita, alcune condizioni infatti non possono essere migliorate.
È fondamentale quindi una valutazione multidisciplinare (ginecologo e nutrizionista) per valutare il quadro completo e il tipo di intervento da effettuare per migliorare o supportare la fertilità di coppia.