Definizioni e forme di violenza: il fenomeno dello Stalking.

Secondo l’ Onu, l’ Organizzazione delle Nazione Unite, la violenza è “qualsiasi atto che provoca, o può provocare, danno fisico, sessuale o psicologico, comprese  le minacce di violenza, la coercizione e la deprivazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata”.

Un’ulteriore definizione complementare è quella formulata dall’ OMS, l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale delinea la violenza come “l’utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, un’altra persona, o contro un gruppo o una comunità, che determini o che abbia un elevato grado di probabilità di determinare lesioni, morte, danno psicologico, cattivo sviluppo o privazione”.

Tra le varie forme di Violenza si rintraccia il Fenomeno dello “Stalking”.

La violenza psicologica può manifestarsi tramite vere e proprie persecuzioni e molestie insistenti, che hanno lo scopo di indurre l’individuo ad uno stato di allerta, di emergenza e di stress psicologico.

Comunemente conosciuto con il termine “stalking” ,in italiano “appostarsi”, questo comportamento non viene solo attuato da persone sconosciute, ma anche da familiari solitamente mossi dal risentimento o dalla paura di perdere una determinata relazione.

Questo fenomeno consiste ad esempio in: telefonate, sms, perpetue visite indesiderate, pedinamento, raccolta di informazioni sull’individuo e i suoi movimenti. In particolare, la persecuzione può arrivare a delle vere e proprie minacce sino in alcuni casi alla morte.

Un Caso Emblematico della forma di violenza definita come “Stalking”.

A Milano ,più precisamente a Settala, prende vita la storia di incubo vissuta da una ragazza di 19 anni

residente in questa zona, vittima di assillanti attenzioni da parte di un uomo di 58 anni, arrestato dai carabinieri

per “Stalking”. Tutto ha inizio molto tempo prima, dove l’uomo sopracitato incontra per strada la ragazza. Da subito messaggi sui social, seguiti da appostamenti e perpetue richieste ossessive di appuntamenti.

Una lunga e continua serie di atteggiamenti persecutori, denunciati dalla ragazza, all’inizio ancora minorenne, e grazie ai quali l’uomo ,all’ultimo, verrà arrestato. Successivamente l’uomo dopo tre anni di carcere e comunità terapeutiche, torna in libertà continuando ad insistere con i suoi pregressi comportamenti.

Un ossessione che continua.

Neanche l’arresto è servì, poiché anche dalla cella in cui egli si ritrovava a scontare ciò che aveva fatto, continuò a inviare diverse lettere alla ragazza. Una volta fuori di prigione l’uomo ha insistito utilizzando i social. La ragazza, dal canto suo, continuava ad evitare di dare modo al questa persona di persistere, ad esempio bloccandolo ovunque.

Ciò nemmeno servì in quanto ogni volta lui creava profili “fake” utilizzando nomi insoliti derivanti da cartoni animati. Due mesi dopo la sua uscita di prigione, oltre a perseguitare la ragazza come sopra descritto, lasciava dei biglietti sul parabrezza della sua auto, ritrovati  in seguito dunque da quest’ultima.

L’episodio più importante che ha sconvolto particolarmente la ragazza avvenne successivamente. Quest’ultima , un giorno andò ad assistere ad una partita di basket a Caravaggio nella bergamasca.

La ragazza entrata in palestra, si è seduta sugli spalti per tifare la sua squadra del cuore, quando improvvisamente ha sentito una mano che le toccava  propria spalla, girandosi essa trovo il suo stalker che sorrideva.

Essa avvertì subito il padre, chiamandolo e dicendogli di venirla a prendere, e così quest’ultimo fece. L’uomo fu nuovamente fermato in esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare.

 

Riflettiamo Insieme.

Questo come moltissimi altri casi, presenti nel panorama nazionale e internazionale, accadono ogni giorno coinvolgendo persone diverse e  con diverse storie alle spalle, portando noi tutti a riflettere su questo tema e ad interrogarci sul modo in cui potremmo muoverci per migliorare la situazione, senza rimanere in silenzio. Nel caso di questa ragazza, si può vedere come essa abbia avuto il coraggio di farsi aiutare, rivolgendosi alla propria famiglia o alle autorità. Ma c’è qualcosa che possiamo fare di più? Avete qualche idea al riguardo, su come poter sensibilizzare e aiutare tantissime persone in difficoltà, che vivono o  potrebbero vivere questo incubo?