La mia vita in orfanotrofio trascorreva lentamente.
Dopo un periodo d’isolamento, avevo avuto la possibilità di vedere il miei genitori. Il rapporto tra i due era sempre litigioso, ogni volta che li incontravo erano tesi, spesso litigavano in mia presenza.
C’è stato un periodo in cui alle visite veniva solo mio padre. Passavamo un’oretta insieme seduti nell’ampio giardino dell’orfanotrofio. Mi raccontava come trascorreva le sue giornate, di quanto gli mancassi e degli amici che spesso chiedevano dove fossi finita.
In orfanotrofio c’erano circa altri 10 bambini. Tutti quanti, ad eccezione di me, nel week end andavano a casa. Il sabato era una festa. Arrivavano tutti i genitori prenderli, l’unica che restava sempre lì, sola, ero io. Vi lascio immaginare il senso di vuoto e gli innumerevoli pianti che mi sono fatta.
Finalmente era arrivato un altro Natale, speravo tanto di andare a casa almeno per quella festività, invece nulla.
Ricordo quel Natale trascorso da sola, tutti gli altri bambini erano andati a casa loro, festeggiare felicemente con le loro famiglie. L’orfanotrofio si era completamente svuotato. Fuori dalla finestra c’era tanta neve rendeva tutto ovattato e ancora più silenzioso.
C’era tanto freddo e nemmeno un abbraccio per una bimba di 5 anni.
Finalmente dopo Natale mi venne concesso di tornare a casa.
Dopo mesi chiusa in orfanotrofio tornare a casa era stato un regalo bellissimo, atteso da troppo tempo.
Finalmente era arrivato anche per me il momento di stare un po’ con la mia famiglia, anche se mia madre spesso non c’era, fino a scomparire del tutto.
Dall’oggi al domani non l’ho mai più rivista, senza un perché o una spiegazione, era svanita per sempre.

La mia vita in orfanotrofio….