Gemelli: in classe insieme o separati? Se sei mamma di gemelli, o hai parenti, amici o conoscenti che hanno gemelli, sicuramente hai sentito almeno una volta questa domanda.

E’ un dilemma non da poco. Per me la scelta è stata più semplice all’asilo nido e alla scuola materna, e un po’ più complicato alla scuola elementare.

(se vi siete persi il mio articolo sul nido lo trovate qui).

 

Probabilmente la scelta è stata più difficile per il fatto che le bimbe hanno già il loro carattere che inizia a delinearsi, o forse perché sono consapevole che la scelta questa volta è vincolante per 5 anni.

Innanzitutto vorrei specificare che io non sono psicologa, né educatrice, quindi parlo di questo argomento solo per la mia esperienza personale, da mamma e conoscendo le mie figlie. Non ho avuto grandi problemi con le mie bimbe, altrimenti sicuramente mi sarei rivolta a persone più esperte di me per un consiglio (al giorno d’oggi non deve essere un problema o una vergogna ammettere di rivolgersi a degli psicologi per avere pareri di persone competenti).

In ogni caso credo che non ci sia una risposta uguale per tutti. Ogni bambino è a sé. Ogni coppia di gemelli è a sé, occorre valutare caso per caso. Io vi racconterò la mia esperienza.

Per chi non lo sapesse, Adelaide e Beatrice sono due bimbe completamente diverse. Sia fisicamente che caratterialmente.
Beatrice è molto più socievole, espansiva, chiacchierona. Adelaide, invece, è più riservata, timida e introversa.

Questa differenza mi ha fatto dubitare molto perché temevo che Beatrice prevalesse troppo su Adelaide. Allo stesso tempo, però, il fatto che abbiano due caratteri completamente diversi, mi ha sempre fatto credere che non sarebbe stato un problema. Premetto che non le ho mai vestite uguali, che hanno la passione per due sport diversi e che hanno gusti completamente diversi su tutto: ad una piacciono i pizzi e merletti, e l’altra si vestirebbe solo con abbigliamento maschile. Ad una piacciono i gatti e all’altra i cani. Una adora il pesce e l’altra lo mangia solo sotto tortura, una terrebbe solo i capelli sciolti e l’altra non resiste nenache due secondi, eccetera…

Il fatto che loro avessero due identità diverse e ben delineate, ci ha fatto arrivare alla decisione finale di lasciarle in classe insieme.

Ho pensato che sicuramente Beatrice risponderà per prima rispetto ad Adelaide, ma questo sarebbe successo ugualmente anche senza Beatrice. Adelaide non sarebbe stata comunque la prima a farsi avanti.

Ovviamente egoisticamente parlando, questa scelta è per me molto semplificativa. Se non ne capisci il motivo, significa che non hai mai fatto parte di un gruppo whatsapp di asili, che ancora non sai cosa significhino i compleanni, le riunioni, le mamme che si lamentano e soprattutto la DAD.

Considerando che le classi sono composte da almeno 20 bambini, significherebbe che i compleanni in un anno sono circa 38. In caso di didattica a distanza significherebbe avere due bimbe che contemporaneamente si devono collegare a due pc diversi e fare due lezioni diverse. Significherebbe avere il doppio della probabilità di quarantena. Ho pensato che tutto questo l’avrei evitato molto volentieri.

Ho chiesto consiglio alle maestre della scuola dell’infanzia, e mi hanno detto che secondo loro non sarebbe stato necessario dividerle alla scuola primaria. Ovviamente se mi avessero detto il contrario, non avrei esitato neanche un minuto.

Conosco mamme di gemelli che hanno diviso i bimbi perché c’era troppa competizione tra di loro. Oppure perché un bimbo socializzava con tutti mentre l’altro non riusciva a fare amicizia con nessuno. Ecco in questi casi ovviamente le chat e la doppia fatica sarebbero passati in secondo piano.

In secondo luogo ho chiesto anche alle bimbe cosa volessero fare, se rimanere in classe insieme, oppure dividersi. E’ chiaro che non è una decisione che potessero prendere loro, ma ritengo che anche il loro pensiero sia importante. Il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria è un cambiamento importante. Si passa dal gioco allo stare seduti tutto il giorno in un banco. Perché traumatizzarle anche con una divisione forzata? Ho spiegato loro che le avrei tenute insieme solo se avessero cercato di non stare sempre insieme. Sempre loro due. Da quel momento anche al pranzo dell’asilo si sedevano sempre in tavoli diversi. Non volevano in alcun modo essere divise alla scuola elementare.

Alla riunione con le nuove maestre ho chiesto chiaramente che le bimbe venissero divise in classe. La maestra mi ha detto che avrebbe assecondato la mia richiesta, e che avrebbe permesso loro di sedersi vicine solo il primo giorno per farle ambientare. La soddisfazione più grande è stata sapere che di loro spontanea volontà si sono sedute lontane. Mi ha fatto credere di aver fatto la scelta giusta.

 

Un’altra scelta impegnativa per quanto riguarda la scuola, è: tempo pieno o tempo normale?

Ma questa è un’altra storia e ve ne parlerò nel mio prossimo articolo!

Mirka