La prevenzione nel tumore al seno


Buongiorno mamme, buongiorno donne! Oggi un articolo solo per voi e prendo spunto dal mese nel quale ci troviamo: ottobre.

Ormai da 30 anni ottobre è tradizionalmente identificato come il “Mese Rosa”. Ovvero il mese in cui la “Campagna Nastro Rosa” promuove progetti ed iniziative dedicati al tumore della mammella. Questo ha l’obiettivo di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce. Informandole sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.

In Italia la “Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori” (LILT) sostiene da sempre la Campagna Nastro Rosa. Ogni anno dedica il mese di ottobre alla prevenzione del cancro al seno.

Quindi anche io voglio dedicare questo mio articolo alla prevenzione del tumore della mammella.

Sul sito del ministero della salute ritroviamo indicato che il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne.

Secondo i dati Istat 2018 il carcinoma mammario ha rappresentato con 13.076 decessi, la prima causa di morte per tumore nelle donne. Dalla fine degli anni novanta si osserva una continua tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario (-0,8% annuo), attribuibile alla maggiore diffusione dei programmi di diagnosi precoce e anche ai progressi terapeutici. Negli ultimi anni però si assiste anche ad una riduzione drastica dell’età di esordio e di prima diagnosi. Sono sempre più giovani infatti, le pazienti affette da questo tipo di tumore.

 

La prevenzione è quindi importantissima e il sistema sanitario nazionale offre un piano di screening per la diagnosi precoce del tumore mammario rivolto alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni con una mammografia ogni 2 anni.

In alcune Regioni si sta sperimentando lo screening tra i 45 e i 74 anni proprio per quel dato che vi ho riportato circa la diminuzione dell’età di esordio.

La prevenzione fino a qui citata è un intervento di tipo secondario, atto cioè ad identificare la malattia già presente ma non ancora manifesta ed eclatante.

Esiste però una prevenzione detta primaria che raggruppa tutti quegli interventi messi in campo in assenza di malattia e con l’obiettivo di preservare tale condizione.

Infine l’ultima tipologia di prevenzione è quella terziaria che unisce le azioni messe in atto per ridurre le complicanze e contenere la malattia già presente e diagnosticata.

Essendo io un biologo nutrizionista vorrei parlare con voi di prevenzione primaria e terziaria nella lotta per il tumore alla mammella.

LE RACCOMANDAZIONI AIRC

Esiste uno strumento molto semplice e divulgativo, pubblicato su moltissimi siti che si occupano di oncologia e che voglio riportare all’interno del nostro blog. Si tratta delle raccomandazioni dell’AIRC (American Institute for Cancer Research)

10 indicazioni da seguire per ridurre il rischio di sviluppo della malattia (prevenzione primaria) ma da seguire anche dopo una diagnosi di tumore (prevenzione terziaria).

Voglio porre l’attenzione sui primi due punti: Mantieniti normopeso e mantieniti fisicamente attivo. L’effetto del sovrappeso e dell’obesità nonché della sedentarietà sul rischio di sviluppare malattia è stato molto discusso e studiato. L’associazione fra aumento della circonferenza addominale ed insorgenza di alcuni tumori fra i quali il tumore alla mammella è emerso da uno studio epidemiologico molto vasto, lo studio EPIC, nel 2014.

Il terzo punto invece cita: Consuma cereali integrali, verdure, frutta e legumi.
Non voglio elencare tutti i punti, perché trovo che siano già molto esplicativi e lascerò a voi la lettura.

Voglio semplicemente riportarvi e approfondire perché queste indicazioni debbano essere seguite anche dopo una diagnosi. Un gruppo di ricercatori italiani tramite un’attenta revisione della lettura scientifica pubblicata tra il 2000 ed il 2019 ha cercato di spiegare quale sia l’alimentazione migliore da seguire in caso di malattia.

Dall’analisi è risultato che un modello alimentare caratterizzato da un’elevata assunzione di cereali non raffinati, verdura, frutta, frutta secca e olio d’oliva e un consumo moderato/basso di acidi grassi saturi e carne rossa potrebbe migliorare la sopravvivenza globale dopo la diagnosi di cancro al seno.

Infatti, una maggiore aderenza alla Dieta mediterranea può ridurre le recidive, la mortalità legata al cancro e altre comorbidità. Fra i meccanismi d’azione c’è innanzitutto il mantenimento del normopeso e l’effetto antiossidante di alcuni componenti della dieta mediterranea stessa.

Gli studiosi concludono che, sebbene siano necessari studi più ampi per definire in modo univoco i trattamenti più efficaci in questi pazienti, emerge, l’importanza di integrare il counseling nutrizionale, con una figura professionale esperta, nell’approccio terapeutico integrato.

Spero che questo articolo vi abbia fornito delle indicazioni utili ma soprattutto vi abbia motivato a modificare, se non ancora fatto, il vostro stile di vita.

La prevenzione parte da noi, dalle nostre azioni e dalle nostre scelte.

Buon mese di ottobre! Buona prevenzione e buona cura della vostra salute!