Dopo il mio ultimo articolo sulla difficile scelta della scuola per le bimbe (se mandarle insieme o separate – lo trovate qui), vorrei spiegarvi quello che penso riguardo a questa scelta: il tempo pieno o il tempo ridotto?

Nel nostro comune ci sono due opzioni:

  • Tempo ridotto: dalle 8.20 alle 13.20 senza mensa. tutti i giorni escluso il sabato con un rientro pomeridiano
  • Tempo pieno: dalle 8.10 alle 16.10 con mensa. Tutti i giorni dal lunedì al venerdì

Inizialmente credevo che il tempo pieno sarebbe stato troppo impegnativo, perché i bimbi stanno tanto tempo a scuola, troppo.

Se si aggiunge lo sport al pomeriggio, diventa davvero stressante.

Ho pensato che grazie al mio lavoro “flessibile”, sarei riuscita tranquillamente a mandare le bimbe ad orario ridotto, e dedicare i pomeriggi a loro (per chi non lo sapesse io sono un’incaricata alle vendite Bimby Vorwerk, quindi non ho orari di ufficio – vi parlo del mio lavoro qui).

Poi però a settembre dell’anno scorso il mio lavoro è aumentato tanto, e il mio tempo a disposizione era sempre meno. Così’ ho iniziato a capire che forse sarebbe stata una scelta troppo vincolante per me.

Vincolante in primis perché io odio dover dipendere da altre persone. Faccio fatica a chiedere aiuti, ma quando ho impegni, visite, o appuntamenti di lavoro, devo farlo per cause di forza maggiore. Sono grata a mia mamma (che è la persona che mi aiuta più di tutti con le bambine) per tutto quello che fa per me, e non finirò mai di ringraziarla, ma quando riesco ad incastrare tutti i miei appuntamenti negli orari in cui le bimbe sono a scuola, sono ancora più soddisfatta!

Premetto che se si sceglie la via del tempo pieno, c’è anche la comodità di non aver compiti per casa, almeno per i primi due anni.

Anche questo ha influito sulla mia scelta. Purtroppo nel mio lavoro non è possibile avere orari fissi, e capita spesso che io lavori nel primo pomeriggio, o nel tardo pomeriggio. Non sarei mai riuscita a pesare su mia mamma anche nel dover preparare il pranzo alle bimbe e nel seguirle per i compiti a casa.

Ho addirittura pensato che se avessi cercato un lavoro part time solo la mattina, sarei riuscita ad iscriverle a tempo ridotto. Sarei riuscita tranquillamente a lavorare e seguire le bambine tutti i pomeriggi, ma poi mi sono chiesta: “Perché?”

Ho trovato un lavoro che amo, che mi fa star bene, che mi appaga da morire. Perché avrei dovuto rinunciare a tutto ciò? Ho messo le bimbe al primo posto per tanti anni, dedicandomi a loro al 100%, e ora che ho trovato il mio lavoro e la mia strada, dopo tanto tempo ho deciso di mettere al primo posto ME.

Ovviamente la scelta non è stata così facile, ma parlando con amiche che avevano già vissuto l’esperienza del tempo pieno, sono stata tranquillizzata. Mi hanno spiegato che i loro bimbi si erano abituati in fretta, e che non era stato così tanto pesante.

Nel primo mese di scuola la mensa non era ancora attiva, per cui le bimbe facevano orario ridotto e ho avuto la conferma di quanto la mia decisione fosse quella giusta. Davvero stressante riuscire a conciliare tutto con così poche ore a disposizione. Considerate anche che mio marito è fuori per lavoro tutto il giorno, e spesso è addirittura all’estero per diversi giorni, quindi l’onere del gestire le bambine è tutto su di me.

La scuola è iniziata ormai da quasi due mesi e non mi sono pentita neanche un giorno della decisione che ho fatto.

Non voglio dire che questa sia la scelta corretta per tutti, ci mancherebbe. Credo che ognuno debba valutare il carattere del proprio figlio, le sue esigenze, ma anche quelle dei genitori.

Non annulliamoci, non pensiamo di essere cattivi genitori se facciamo determinate scelte. Ricordiamoci che un genitore stressato, nervoso, o infelice può essere più pesante di qualche ora in più all’interno di una scuola con i propri amici.

Mirka (clic qui per profilo Ig)